9 Febbraio 2026

#FORUMAutoMotive rilancia: sicurezza stradale e parco veicoli da rinnovare

#FORUMAutoMotive rilancia: sicurezza stradale e parco veicoli da rinnovare

Il quarto appuntamento di #FORUMAutoMotive, andato in scena il 9 luglio in formato webinar, ha messo al centro sicurezza stradale e necessità di rinnovare con urgenza il parco circolante italiano. Sul tavolo, la preoccupante impennata di incidenti mortali nella Fase 2 post lockdown e le prime risposte del Governo sul fronte all’acquisto di veicoli più moderni e meno inquinanti.

Incentivi, filiera e parco circolante da svecchiare

L’incontro si è aperto con l’intervento di Gianluca Benamati, vicepresidente della Commissione Attività Produttive della Camera, che ha annunciato un imminente stanziamento di 50 milioni di euro per sostenere il . Tra le misure previste, l’introduzione di una terza fascia di incentivi dedicata ai veicoli con emissioni di CO2 comprese tra 61 e 110 g/km, valida per tutte le motorizzazioni, non solo elettrificate.

Secondo Benamati, il provvedimento, ora all’esame del Senato, deve rappresentare l’avvio di un piano nazionale a supporto dell’intera filiera automotive, dalla ricerca al capitale umano, e non un intervento spot. Una direzione di marcia che #FORUMAutoMotive rivendica di aver sollecitato da tempo, chiedendo di cogliere l’occasione della crisi per accelerare lo svecchiamento del parco auto e veicoli industriali, evitando approcci ideologici.

Il promotore del format, il giornalista Pierluigi Bonora, ha ricordato come il dibattito pubblico sembri oggi concentrato su bonus marginali, mentre il nuovo Codice della strada resta fermo da anni. Per Bonora, la prevenzione passa da infrastrutture adeguate, norme aggiornate e da un ricambio dei mezzi circolanti, sempre più vecchi, inquinanti e pericolosi.

Tecnologia, connettività e scelte degli automobilisti

Al centro del confronto, moderato dagli studi televisivi di Safe-Drive, anche il ruolo della tecnologia. Michele Crisci, presidente e amministratore delegato di Volvo Cars Italia e presidente Unrae, ha sottolineato come esistano già sistemi in grado di prevenire molti sinistri, ma spesso relegati tra gli optional. Il vantaggio della tecnologia, ha evidenziato, è la capacità di restare sempre vigile, al contrario dell’uomo, esposto a distrazioni continue.

Una visione condivisa da Flavio Cobianchi, vicepresidente vendite di Bosch Italia, che ha ripercorso le principali tappe della sicurezza attiva e passiva: dagli airbag all’ESP, oggi presente sull’80 per cento delle auto. Tra i dispositivi più efficaci figura la frenata autonoma d’emergenza, teoricamente disponibile sul 75 per cento delle nuove vetture ma effettivamente installata solo sul 20 per cento del parco di nuova immatricolazione. Colpa delle scelte di acquisto: molti automobilisti preferiscono investire in cerchi in lega e finiture estetiche anziché nei sistemi di assistenza più avanzati.

Maurizio Iperti, amministratore delegato di LoJack Italia e vicepresidente di LoJack Europa, ha posto l’accento sulla connettività come leva chiave per una mobilità più sicura. I sistemi telematici consentono di monitorare i singoli veicoli, valutandone in tempo reale l’impatto reale su ambiente e sicurezza. L’obiettivo, ha spiegato, è premiare o penalizzare i mezzi in base a comportamenti e consumi effettivi e, sul fronte emergenze, limitare i falsi allarmi, così da attivare solo interventi mirati quando necessario.

Il tema del trasporto pesante è stato affrontato da Franco Fenoglio, presidente e amministratore delegato di Italscania e presidente Unrae Veicoli Industriali. Fenoglio ha ricordato come i camion moderni dispongano da anni di dotazioni come limitatore di velocità, frenata autonoma e mantenimento di corsia, ma questi veicoli rappresentano oggi meno di un quinto del parco circolante. Con l’attuale ritmo di rinnovo, serviranno 15-20 anni per completare il ricambio, un orizzonte giudicato troppo lungo alla luce del ruolo strategico dell’autotrasporto emerso durante l’emergenza sanitaria.

Distrazioni, infrastrutture e bisogno di nuove regole

Accanto alla tecnologia, il webinar ha evidenziato criticità strutturali e comportamentali. Giordano Biserni, presidente di Asaps, ha denunciato il contrasto tra il livello dei sistemi di sicurezza disponibili e l’andamento delle vittime sulla strada. Tra i principali fattori di rischio, l’uso diffuso del telefono alla guida e una rete viaria deteriorata, con controlli ridotti e un quadro normativo in ritardo: il nuovo Codice della strada è atteso dal 2013.

Su un piano analogo, Geronimo La Russa, presidente di Aci Milano, ha messo in guardia dal considerare per definizione “sicuri” i mezzi alternativi all’auto. Il rischio, in questa fase, è demonizzare solo le quattro ruote, ignorando criticità e regole insufficienti per altri veicoli. La Russa ha inoltre invitato a rivedere l’impianto delle pene per l’omicidio stradale, osservando come un eccesso di severità possa spingere chi causa un incidente grave alla fuga per timore delle conseguenze.

Sul fronte sanzionatorio è intervenuto anche il prefetto Roberto Sgalla, già alla guida delle Specialità della Polizia di Stato ed esperto di sicurezza stradale. A suo avviso, per combattere realmente le distrazioni da smartphone occorre puntare sul ritiro della patente, misura percepita dagli automobilisti come molto più temibile rispetto alle sole multe amministrative. Sgalla ha sollecitato un piano per adeguare le infrastrutture, l’approvazione di un nuovo Codice e contributi specifici per le tecnologie di sicurezza, ricordando come la mobilità post Covid si stia sviluppando attraverso normative sperimentali e modalità spesso contraddittorie.

Un altro fronte critico è quello delle revisioni periodiche. Toni Purcaro, presidente di Dekra Italia e responsabile della regione Central Eastern Europe & Middle East, ha stimato che la proroga di sei mesi delle scadenze, introdotta a causa della pandemia, potrebbe portare entro fine a 1,7 milioni di auto non revisionate in circolazione. Una quota significativa di questi veicoli supera i 17 anni di età e i 250.000 km, elementi che ne aumentano la pericolosità potenziale.

In questo quadro, #FORUMAutoMotive ha rilanciato alcune priorità condivise dai relatori:

  • accelerare il rinnovo del parco circolante con incentivi estesi a tutte le motorizzazioni più efficienti;
  • promuovere la diffusione di sistemi di sicurezza avanzata, dalla frenata autonoma alla connettività;
  • aggiornare rapidamente il Codice della strada, regolando anche la micromobilità;
  • rafforzare i controlli su strada e la manutenzione delle infrastrutture;
  • rivedere sanzioni e pene per scoraggiare distrazioni e comportamenti irresponsabili;
  • affrontare in modo mirato la questione delle revisioni e dei veicoli più anziani.

Dalle auto ai mezzi industriali, dal legislatore ai costruttori, il messaggio emerso dal webinar è univoco: senza un’azione coordinata su veicoli, regole, infrastrutture e cultura della guida, il patrimonio tecnologico disponibile non basta a invertire la rotta di una sicurezza stradale tornata drammaticamente al centro dell’attenzione.