Giovanni Copioli eletto nuovo presidente della FMI

Giovanni Copioli eletto nuovo presidente della FMI

La ha un presidente: Giovanni Copioli è stato eletto alla guida dell’ nel corso della 73ª Assemblea Nazionale Ordinaria. Un passaggio di consegne che segna l’avvio di una nuova fase per il movimento motociclistico italiano, sportivo e associativo.

L’elezione alla 73ª Assemblea Nazionale FMI

L’assemblea si è svolta a Roma l’11 dicembre 2016 e ha visto i delegati chiamati a scegliere il nuovo vertice federale. Giovanni Copioli, nato il 16 marzo 1961, è stato eletto presidente al primo turno con 9.147 voti, superando ampiamente la soglia necessaria di 7.306 preferenze richiesta per l’elezione in prima votazione.

L’esito dell’assemblea conferma un consenso solido attorno alla sua candidatura, costruito nei mesi precedenti attraverso il confronto con il territorio e con le diverse anime che compongono la Federazione: moto club, tesserati, realtà sportive e istituzionali.

La 73ª Assemblea Nazionale Ordinaria FMI rappresenta un momento chiave per la programmazione dell’attività federale, non solo sul fronte agonistico ma anche per quanto riguarda promozione, sicurezza, formazione e rapporto con i moto club. L’elezione di Copioli arriva al termine di un percorso di consultazione interno che ha coinvolto la base associativa.

Il programma e le priorità del nuovo presidente

Subito dopo l’elezione, Copioli ha sottolineato la volontà di dare continuità al dialogo con il territorio, indicando alcune priorità di mandato. Nei mesi che hanno preceduto il voto, il nuovo presidente ha lavorato a un programma costruito sulle esigenze emerse dalla base, con l’obiettivo dichiarato di fornire risposte concrete alle richieste dei tesserati e dei moto club.

Tra i punti centrali del suo approccio emergono:

  • ascolto sistematico delle istanze provenienti dai territori
  • attenzione ai bisogni dei tesserati, considerati patrimonio della FMI
  • rafforzamento del ruolo dei moto club nella vita federale
  • rapida operatività del nuovo Consiglio Federale
  • valorizzazione del lavoro sul campo rispetto all’attività di vertice
  • maggiore allineamento tra struttura centrale e base associativa

Copioli ha annunciato fin da subito la convocazione del primo Consiglio Federale, evidenziando la necessità di iniziare il lavoro operativo senza attese. L’obiettivo è trasformare il consenso raccolto in un’azione federale più vicina alle realtà locali, dai sodalizi storici alle piccole associazioni, fino ai singoli praticanti.

Il riferimento diretto al “lavoro sul campo, quello vero, che appassiona tutti” indica una linea orientata alla concretezza, con un’attenzione particolare alle attività sportive, alla promozione del motociclismo e al supporto organizzativo per eventi e campionati.

Il ruolo dei tesserati e la centralità dei moto club

Nel suo intervento, il nuovo presidente ha definito i tesserati FMI come il vero patrimonio della Federazione. Un messaggio chiaro che punta a rimettere al centro dell’azione federale chi vive il motociclismo ogni giorno: piloti, appassionati, volontari, dirigenti di moto club.

Copioli ha richiamato l’importanza di rispettare e interpretare le esigenze della base, ricordando come l’intero sistema federale, compresa la sede centrale di Viale Tiziano a Roma, trovi la propria ragion d’essere proprio nel rapporto con i tesserati. Senza questa relazione, è il senso stesso dell’istituzione federale a perdere significato.

In questo quadro, i moto club assumono un ruolo decisivo: sono il primo punto di contatto tra appassionati e FMI, il luogo dove nascono percorsi sportivi, attività sul territorio, iniziative di promozione e progetti per i giovani. L’indirizzo dato da Copioli lascia intendere un mandato orientato a valorizzare queste realtà, rafforzando il legame tra periferia e centro.

Con la nuova presidenza si apre quindi una fase di lavoro che sarà fondamentale per definire le linee di sviluppo del motociclismo italiano, dalle piste all’attività turistica e associativa. I prossimi passi del Consiglio Federale daranno concretezza a un programma che, nelle intenzioni del nuovo presidente, dovrà essere misurato sulla capacità di dare risposte effettive a chi ogni anno sceglie di tesserarsi con la FMI.