Grand Prix Lotus Roma: Ronzoni vola a Imola con la 250GP

Jarno Ronzoni firma il riferimento assoluto al Grand Prix Lotus Roma sull’autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, portando l’ del Nico Racing Team sotto il muro dei due minuti. Un weekend che ha visto in pista 250GP, 125GP e relative classi Sport Production, con un parco partenti internazionale e distacchi ridotti nelle prime posizioni. Il tecnico tracciato emiliano, lungo 4.936 metri, ha esaltato la guida e messo in luce il livello del trofeo.

Ronzoni imprendibile, Heierli e Binucci a inseguire

La classifica riepilogativa del Grand Prix Lotus Roma certifica il dominio di Jarno Ronzoni. L’italiano, in sella a un’Aprilia 250GP, ha siglato il miglior giro in 1’59.770, unico a scendere sotto i 2 minuti, alla media di 148,364 km/h. Un crono che gli ha consegnato la leadership assoluta e la vetta della categoria 250GP.

Alle sue spalle lo svizzero Roger Heierli, su , ha chiuso con un distacco complessivo di 2.048 secondi, dopo aver fatto registrare il suo riferimento in 2’01.818. Terzo posto per Patrizio Binucci, ancora su Aprilia 250GP, staccato di 2.499 secondi dal vertice con un miglior tempo di 2’02.269, a conferma del peso specifico delle moto italiane nella categoria di punta.

La top five è completata da Roberto Marchetti (Aprilia, 2’03.800) e Paolo Favalli (Aprilia, Team Ferm-One, 2’04.124), tutti inseriti in un fazzoletto di pochi secondi, mentre oltre i 2’05 si affacciavano i primi inseguitori con e Honda a contrastare il predominio Aprilia.

Bagarre nelle retrovie e protagonisti stranieri

Al di là delle prime posizioni, la classifica mostra una griglia molto compatta, con numerosi piloti racchiusi in meno di dieci secondi. Soheil Ayari (Francia, Yamaha 250GP) ha chiuso con 2’05.189, davanti a un gruppo serrato che comprende Luca Paoletti (Yamaha), Danilo Gori (Aprilia) e Giuseppe Michelotto (Honda-TSR, 125GP), tutti su riferimenti compresi tra 2’05 e 2’09.

La presenza di una nutrita pattuglia francese legata alla FFM (Fédération Française de Motocyclisme) ha conferito al weekend un respiro internazionale: tra questi, oltre ad Ayari, spiccano Florent Martinez (Yamaha), Romain Granier e Alain Dubois su Honda, oltre a vari interpreti nella seconda metà dello schieramento.

La classifica aggregata dei due turni di qualifica e delle prove ha messo in luce differenze contenute anche nelle fasce centrali: Tempi come i 2’10.512 di Alberto Peruzzi (Honda) o i 2’11.930 di Nicola Laurenzi (Honda) hanno evidenziato un livello omogeneo tra 250GP e 125GP, con piloti spesso separati da meno di mezzo secondo.

  • Jarno Ronzoni (Aprilia 250GP) miglior giro in 1’59.770
  • Roger Heierli (Honda 250GP) a 2.048 secondi
  • Patrizio Binucci (Aprilia 250GP) terzo a 2.499 secondi
  • Top five completata da Marchetti e Favalli su Aprilia
  • Compatte le posizioni dalla sesta alla quindicesima
  • Importante presenza di piloti francesi FFM

125 e 250 Sport Production, il blocco dei non qualificati

Dietro al gruppo di testa delle GP, hanno trovato spazio le classi Sport Production, con tempi leggermente più alti ma grande combattività. Nella 250SP si sono messi in luce Linari (Aprilia, 2’14.321), Nicola Settimo (Honda, Nico Racing Team, 2’16.306), Massimo Nicocia (Yamaha, 2’13.991) e altri interpreti come Ludovico Papale e Adriano Delucchi, tutti raccolti nel giro di pochi decimi.

In 125SP, tra i protagonisti si segnalano Robert Bufalo (Aprilia, 2’16.119), Luca Petrini (Aprilia, 2’16.583), Mirco Modesti (Aprilia, 2’17.542), Denis Dussert (Yamaha, 2’18.646), Bruno Gstalder (Yamaha, 2’23.058), Davide De Boer (Aprilia, 2’23.901) e Lorenzo Guidi (Aprilia, 2’25.075). Le piccole ottavi di litro hanno confermato la loro scuola di guida sul tecnico saliscendi di Imola.

La parte finale della graduatoria ha raccolto i piloti oltre la soglia dei 2’20, con tempi come i 2’23.018 di Claudio Bianchi ( 250GP) o i 2’24.324 di Mario Parente (Aprilia 125GP). In coda alla lista compaiono Alain Dubois (Honda 250GP) e Pierre Yves Guennal (Fantic), indicati come non qualificati nei singoli turni, a testimonianza di un regolamento sportivo che ha richiesto il rispetto di riferimenti minimi per l’accesso alla gara.

La direzione gara affidata a Claudio Bellini ha gestito un fine settimana intenso, chiuso con una classifica che conferma ancora una volta Imola come pista di riferimento per il panorama delle due tempi storiche e delle categorie GP di piccola cilindrata.