18 Febbraio 2026

Green Deal e Motor Valley: tra utopia, industria e futuro elettrico

Green Deal e Motor Valley: tra utopia, industria e futuro elettrico

Modena torna al centro del dibattito sulla mobilità con il rilancio produttivo Maserati e un confronto a più voci su Green Deal, elettrificazione e competitività europea. Tra le linee di Viale Ciro Menotti e le sfide del Fit for 55, la Motor Valley si interroga sul proprio futuro industriale e sportivo, tra innovazione tecnologica, identità e nuove esigenze sociali.

Il nodo Green Deal tra industria e politica

Il seminario organizzato dall’Ordine dei Giornalisti a Modena ha messo a fuoco le criticità del percorso europeo verso la decarbonizzazione. Il pacchetto Fit for 55, nato in una fase di grande fiducia nel primato tecnologico dell’Europa, ha imposto obiettivi molto ambiziosi all’automotive proprio mentre avanzano i costruttori cinesi, oggi già con una quota di intorno al 7% in Europa.

Il successivo pacchetto Omnibus del 15 dicembre 2026, pensato per correggere la rotta, non è ancora stato ratificato dal Parlamento e ha lasciato il settore in un limbo normativo. In questo scenario, secondo il giornalista Stefano Bergonzini, la politica europea avrebbe peccato di visione ideologica, senza un adeguato confronto tecnico con chi, come la Motor Valley, conosce limiti e potenzialità delle tecnologie reali.

Bergonzini sottolinea come ora l’Europa debba recuperare terreno rispetto ai costruttori orientali, valorizzando strade alternative all’elettrico puro. Tra queste, le soluzioni ibride e i biocarburanti emergono come opzioni da non trascurare in una transizione che deve essere sostenibile non solo dal punto di vista ambientale, ma anche industriale e sociale.

Maserati, Ferrari e Ducati: la risposta della Motor Valley

Nel cuore di Modena, Maserati prova a trasformare l’incertezza normativa in occasione di rilancio. Andrea Pallard, responsabile comunicazione del Tridente e di Alfa Romeo, ha confermato che la produzione delle vetture più prestazionali tornerà nello storico stabilimento di Viale Ciro Menotti, mentre la Grecale resterà a Cassino. Una nuova ammiraglia è prevista nel medio periodo, mentre la Quattroporte continua a essere il biglietto da visita del marchio nei grandi eventi internazionali.

Pallard ha descritto un clima di fiducia ritrovata dopo un anno di lavoro sottotraccia, con una fabbrica che prova a ritagliarsi ancora un futuro industriale credibile e non solo turistico. La visita dei giornalisti alle linee di produzione ha offerto uno spaccato di continuità tra passato e presente: dai richiami alla SM realizzata con Citroën, utilizzata da capi di Stato come Pompidou e Breznev, fino al dodici cilindri della MC12, pluricampione FIA GT.

Sul fronte Ferrari, il messaggio arrivato da Maria Conti, nuova responsabile della comunicazione globale del Cavallino e press officer del team Ferrari HP in Formula 1, è netto: innovazione e tradizione non sono in conflitto. La strategia elettrica e ibrida non subisce rallentamenti e trova un simbolo nella prima Ferrari integralmente elettrica, Luce, che promette tecnologie d’avanguardia e interni disegnati da Jony Ive, figura chiave del design Apple. Il tema non è soltanto preservare un mito, ma dialogare con le nuove generazioni che vivono l’auto in modo diverso.

Per le due ruote, la voce di è quella di Giulio Fabbri, che ricorda come la Casa bolognese, nel pieno dei festeggiamenti per il centenario e forte di 88 podi consecutivi in , abbia investito con decisione nel progetto MotoE, oggi in pausa. L’esperienza maturata nell’elettrico racing non si tradurrà però nell’immediato in una moto elettrica di serie: le batterie non offrono ancora autonomie soddisfacenti e rimane irrisolto il nodo del coinvolgimento emotivo, storicamente legato al suono del motore.

Per Fabbri l’elettrificazione delle due ruote sarà un percorso progressivo, in cui il patrimonio racing dovrà incontrare un’utenza sempre più digitale. La sfida è integrare con intelligenza connettività, software e nuove modalità di utilizzo, senza smarrire il carattere che ha reso Ducati un riferimento nel mondo sportivo e stradale.

Sicurezza, inclusione e nuove culture della mobilità

Accanto ai temi industriali ed energetici, il seminario ha aperto una riflessione sul rapporto tra Green Deal, sicurezza e inclusione. Tiziana Fait, direttrice di Motori in Rosa, ha evidenziato come la sicurezza stradale sia storicamente progettata per un utente-tipo maschile. Dai crash test agli organi di comando, l’ergonomia dei veicoli considera poco la diversità dei corpi femminili, nonostante le donne incidano in modo decisivo sugli spostamenti quotidiani e sugli stili di mobilità delle famiglie.

Ripensare standard e progettazione in chiave inclusiva diventa quindi parte integrante del Green Deal, al pari delle scelte sulle motorizzazioni. Secondo Fait, innovazione significa anche mettere la mobilità femminile al centro dei processi decisionali, superando un modello pensato per l’utente medio maschio e aprendo a un design più attento alle esigenze reali di chi si muove ogni giorno.

Il confronto modenese mostra una Motor Valley tutt’altro che rassegnata. Tra impianti storici ancora in piena attività, programmi elettrici d’avanguardia e un dibattito che intreccia transizione ecologica, competitività e diritti, l’utopia del Green Deal si misura con le catene di montaggio e con le esigenze di chi guida davvero. Il futuro non è scritto, ma passa ancora da qui, tra i viali dove è nato il mito della velocità.

  • Ritorno della produzione Maserati a Modena e rilancio industriale
  • Strategia Ferrari su elettrico e ibrido senza arretramenti
  • Ducati prudente sull’elettrico di serie, forte dell’esperienza MotoE
  • Critica al Fit for 55 e valorizzazione di ibridi e biocarburanti
  • Focus su sicurezza e progettazione inclusiva per la mobilità femminile