Holgado e Quiles inaugurano il ritorno del Brasile con Pirelli protagonista

Il ritorno del Motomondiale in Brasile si apre all’insegna della Spagna e di Pirelli. Sul caldo asfalto sudamericano Daniel Holgado in Moto2 e Máximo Quiles in Moto3 firmano le prime vittorie del Gran Premio 2026, in un weekend che segna anche il debutto ufficiale della Casa milanese come fornitore unico di pneumatici sulle classi propedeutiche.
Holgado domina la Moto2 e regge al caldo brasiliano
La gara di Moto2 si è disputata sulla distanza completa di 26 giri e ha visto Daniel Holgado, su Kalex, convertire la pole position del mattino in una vittoria di sostanza. Lo spagnolo ha imposto il proprio ritmo sin dall’inizio, costruendo un margine che gli ha permesso di gestire la corsa fino alle battute finali.
Negli ultimi tre giri David Muñoz, anche lui su Kalex, ha provato l’attacco dando vita a un duello ravvicinato che ha animato la parte conclusiva della prova. Holgado ha però saputo rispondere colpo su colpo, difendendo la leadership fino alla bandiera a scacchi. Alle loro spalle Manuel Gonzalez, sempre su Kalex, ha completato un podio tutto spagnolo.
Dal punto di vista tecnico, tutti i piloti Moto2 hanno scelto la combinazione più morbida proposta da Pirelli: mescola SC1 all’anteriore e SC0 al posteriore. Una scelta che ha puntato sulla massima aderenza possibile su un tracciato reso insidioso da temperature estreme: in gara l’aria ha raggiunto circa 32 gradi, mentre l’asfalto ha sfiorato i 58 gradi Celsius.
Nonostante il caldo, la struttura delle coperture si è dimostrata stabile fino all’ultimo giro, elemento fondamentale per permettere ai piloti di mantenere un passo elevato senza cali drastici di prestazione. Per Pirelli, che affrontava per la prima volta questo circuito con le classi Moto2 e Moto3, si tratta di un banco prova significativo superato con un bilancio definito positivo dagli uomini del reparto corse.
Quiles vince una Moto3 a due tempi, tra bandiera rossa e sprint finale
Ancora più movimentato il copione della Moto3. La corsa, inizialmente prevista su 24 giri, è stata interrotta da una bandiera rossa, costringendo Direzione Gara a riprogrammare l’evento su una ripartenza sprint di soli 5 giri. In entrambe le fasi a emergere è stato Máximo Quiles, che ha saputo capitalizzare al meglio la pole e le proprie scelte di pneumatici.
Alla prima partenza gran parte dello schieramento ha optato per il compromesso rappresentato dalle mescole medium SC2 all’anteriore, con una divisione quasi paritaria tra soft e medium al posteriore, pensata per la distanza completa. Dopo l’interruzione, con la gara trasformata di fatto in uno shootout di 5 giri, le strategie sono state completamente riviste.
Sulla griglia della ripartenza si è assistito a un vero e proprio ribaltone: molti piloti sono passati alle mescole più morbide SC1, nettamente più performanti sulla breve distanza. All’anteriore 15 dei 25 piloti hanno scelto la soft, mentre al posteriore la soft SC1 è stata montata da 21 concorrenti. Quiles ha fatto la differenza con un mix meno scontato, abbinando una medium all’anteriore a una soft al posteriore, soluzione che gli ha consentito di mantenere stabilità in frenata e grip in accelerazione nel cuore di cinque giri ad altissimo ritmo.
Lo spagnolo della KTM ha controllato la ripartenza e ha tagliato per primo il traguardo, precedendo il connazionale Marco Morelli, anch’egli su KTM, e l’indonesiano Veda Pratama, bravo a portare la Honda sul terzo gradino del podio. Anche in questo caso, il caldo ha giocato un ruolo determinante: in Moto3 l’asfalto ha toccato picchi intorno ai 56 gradi, condizione che ha reso ancora più delicata la gestione della finestra di utilizzo delle gomme in un lasso di tempo così ridotto.
Pirelli, debutto brasiliano tra incognite e conferme
Per Pirelli il Gran Premio del Brasile 2026 rappresentava una doppia sfida. Da un lato l’esordio su un impianto poco conosciuto per le categorie Moto2 e Moto3, dall’altro la necessità di affrontare condizioni climatiche ben diverse da quelle incontrate nei test invernali. Il lavoro di messa a punto è stato complicato anche da un programma ridotto: squadre e piloti sono infatti arrivati alla domenica con dati limitati, raccolti sostanzialmente nella sola FP2 del sabato mattina disputata sull’asciutto.
All’interno di questo quadro, la gamma di mescole portata in Brasile ha dovuto coprire un ventaglio di condizioni molto ampio, tra sessioni relativamente fresche e gare disputate nel momento più caldo del giorno. La scelta diffusa delle opzioni più morbide in entrambe le classi testimonia la fiducia riposta da team e piloti nell’aderenza offerta da SC0 e SC1, mentre i risultati di Quiles in Moto3 confermano come la medium SC2 resti un’arma utile anche in uno scenario apparentemente favorevole solo alle soluzioni soft.
Dalle valutazioni interne emergono alcuni punti chiave del debutto brasiliano:
- buona costanza di rendimento delle mescole soft su distanze gara complete
- ampia adattabilità delle coperture a salti di temperatura asfalto superiori ai 20 gradi
- possibilità di strategie differenziate tra medium e soft senza cali improvvisi di prestazione
- risposte prevedibili delle gomme anche con dati raccolti in poche sessioni asciutte
- conferma del pacchetto sviluppato per Moto2 e Moto3 in vista dei prossimi round
Con il capitolo Brasile archiviato positivamente, il paddock e Pirelli si preparano ora a trasferirsi ad Austin per il Gran Premio degli Stati Uniti, in programma già il prossimo fine settimana. Un nuovo scenario tecnico e climatico attende le classi Moto2 e Moto3, chiamate a dare continuità a un inizio di stagione che in Sudamerica ha già offerto indicazioni importanti sul fronte delle prestazioni e della gestione gomme.