Incentivi fiscali per paraschiena e airbag moto: la proposta ANCMA

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Detrazione del 50% per l’acquisto di paraschiena e airbag moto: è questa la proposta avanzata da Confindustria ANCMA al Governo per aumentare la sicurezza dei motociclisti. L’iniziativa, sostenuta da esponenti del Ministero dell’Economia e della Commissione Trasporti, punta a ridurre il numero e la gravità delle lesioni, con un forte ritorno anche in termini di risparmio per la collettività.

Perché servono incentivi all’abbigliamento protettivo

In Italia circolano circa 8 milioni di veicoli a due ruote tra ciclomotori e motocicli, ormai parte strutturale della mobilità urbana. Scooter e moto contribuiscono quotidianamente a decongestionare il traffico e a contenere l’inquinamento; uno studio Ambrosetti stima che il passaggio del 10% degli automobilisti alle due ruote genererebbe un risparmio di tempo quantificabile in circa 1 miliardo di euro.

A fronte di questi benefici, la sicurezza degli utenti resta un tema aperto. Negli ultimi cinque anni le vittime su due ruote a motore sono calate del 30%, ma i numeri restano elevati: nel solo 2014 si sono registrati 814 morti e 55 mila feriti in incidenti motociclistici, secondo i dati ACI/ISTAT. In questo contesto, l’ tecnico non è un semplice accessorio, ma un fattore chiave di prevenzione.

Lo conferma il progetto ST.E.P (Studio Efficacia Paraschiena) dell’Istituto Superiore di Sanità, secondo cui l’uso del paraschiena riduce del 40% il rischio di lesioni alla colonna vertebrale in caso di incidente. Nonostante ciò, solo un quarto dei motociclisti lo indossa con regolarità, segno che prezzo e scarsa cultura della protezione sono ancora barriere forti.

La proposta ANCMA: detrazione del 50%

Per superare queste resistenze, Confindustria ANCMA chiede che la prossima Legge di Bilancio introduca una detrazione fiscale del 50% sul prezzo di acquisto di dispositivi di sicurezza passiva, in particolare paraschiena e airbag per motociclisti. L’obiettivo è incentivare una diffusione di massa di questi prodotti, trasformando la protezione avanzata in una scelta accessibile.

Secondo le stime dell’associazione, la misura avrebbe un costo per le casse pubbliche di circa 2,5 milioni di euro. A fronte di questo impegno, il risparmio in termini di costi sociali legati a infortuni e ricoveri ospedalieri è quantificato in 21 milioni di euro. Il saldo complessivo per la collettività sarebbe quindi nettamente positivo, oltre al valore umano della riduzione delle conseguenze degli incidenti.

La richiesta è stata al centro di un confronto a Milano tra rappresentanti del Governo, della Commissione Trasporti, dell’industria e del mondo della ricerca. Per ANCMA, i motociclisti sono una componente essenziale della mobilità urbana e la loro tutela deve diventare priorità sia tecnologica sia politica.

Un’eccellenza italiana da sostenere

L’iniziativa tocca da vicino anche il sistema produttivo nazionale. L’industria italiana dell’abbigliamento protettivo per motociclisti è riconosciuta come eccellenza a livello europeo e mondiale, grazie a standard qualitativi elevati e a investimenti costanti in innovazione. Il comparto genera un fatturato di circa 300 milioni di euro, pari a circa il 10% del giro d’affari complessivo dell’industria motociclistica.

Introdurre mirati per paraschiena e airbag significherebbe quindi:

  • aumentare la protezione effettiva di chi utilizza moto e scooter;
  • ridurre la gravità delle lesioni e l’impatto sul sistema sanitario;
  • valorizzare una filiera industriale altamente specializzata;
  • rafforzare il ruolo della mobilità su due ruote nelle politiche urbane;
  • ottenere un saldo positivo tra costo per lo Stato e risparmio sociale;
  • rafforzare la cultura della sicurezza tra i motociclisti.

Il Vice Ministro dell’Economia Luigi Casero ha definito la proposta un esempio di politica fiscale mirata, da valutare nell’ambito della Legge di Bilancio, sottolineando come possa generare benefici simultanei per società e conti pubblici. Il Vice Presidente della Commissione Trasporti Vincenzo Garofalo ha espresso sostegno all’iniziativa anche a nome dell’intergruppo parlamentare “amici delle due ruote”, richiamando la necessità di proteggere utenti particolarmente esposti ma centrali per la vivibilità delle città.

La palla passa ora al Parlamento: l’eventuale approvazione degli incentivi fiscali potrebbe segnare una svolta nella diffusione di paraschiena e airbag tra conducenti e passeggeri, trasformando la sicurezza passiva in un investimento condiviso tra motociclisti, industria e Stato.