Io… non me la bevo! Il progetto FMI che parla ai giovani

La sicurezza stradale entra nelle scuole con un linguaggio vicino ai ragazzi. A Bologna fa tappa Io…non me la bevo!, progetto promosso dalla Federazione Motociclistica Italiana insieme ad Observo Onlus e al Liceo Scientifico Labriola per sensibilizzare gli studenti su alcol, droghe e guida responsabile. Un’iniziativa che unisce formazione, testimonianze dirette e la presenza di un campione del mondo dell’enduro.
Il progetto: educare alla guida responsabile
Io…non me la bevo! è un percorso di educazione alla sicurezza stradale rivolto agli studenti degli istituti secondari di secondo grado. Al centro ci sono i rischi legati all’uso di alcol e sostanze stupefacenti quando si è alla guida, l’importanza dei dispositivi di sicurezza attiva e passiva e, soprattutto, l’assunzione di comportamenti responsabili in strada.
L’iniziativa è organizzata dalla Federazione Motociclistica Italiana con l’associazione Observo Onlus e il Liceo Scientifico Labriola, con il patrocinio del Dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Un fronte comune che punta a parlare direttamente ai giovani nei luoghi in cui trascorrono gran parte del loro tempo: le aule scolastiche.
Ogni tappa del progetto è strutturata per coinvolgere gli studenti in modo attivo, alternando momenti frontali a esperienze pratiche e laboratoriali. L’obiettivo è trasformare le nozioni sulla sicurezza in consapevolezza reale, incidendo sulle scelte quotidiane dei futuri guidatori.
La tappa di Bologna e la presenza di Andrea Verona
La sesta tappa del tour fa sosta a Bologna, all’Istituto di Istruzione Superiore Serpieri, in via Vittorio Peglion 25. Qui è in programma una conferenza dedicata al progetto, in calendario lunedì 26 novembre alle ore 11. Sarà l’occasione per presentare obiettivi, numeri e contenuti del percorso, ma anche per mettere al centro il ruolo dello sport nella promozione della sicurezza.
All’incontro partecipa il campione del mondo Enduro Andrea Verona, chiamato a portare la prospettiva di un professionista che vive la moto ogni giorno, in pista e fuori. La sua presenza rafforza il messaggio del progetto: passione e velocità hanno senso solo se accompagnate da rispetto delle regole, preparazione e responsabilità.
Bologna rappresenta una tappa intermedia in un calendario che prevede complessivamente nove appuntamenti, inaugurati lo scorso 22 ottobre a Napoli. La scelta di diffondere il progetto su più territori punta a intercettare realtà scolastiche differenti e un bacino di studenti il più possibile ampio.
Format, numeri e obiettivi del percorso
Ogni tappa di Io…non me la bevo! si sviluppa su tre giornate di lavoro. La struttura del percorso prevede:
- una lezione strategica dedicata alla sicurezza stradale attiva e passiva
- moduli specifici sugli effetti di alcol e droghe alla guida
- laboratori didattici sulle sostanze psicoattive
- approfondimenti sui comportamenti da adottare in caso di incidente
- spazi di confronto diretto tra studenti, esperti e testimonial
Dall’avvio del progetto sono stati già coinvolti oltre 2.000 giovani provenienti da diversi istituti superiori. Il traguardo dichiarato è ambizioso: incontrare almeno 3.600 studenti in presenza e raggiungere, attraverso strumenti informativi aggiuntivi, non meno di 15.000 ragazzi in tutta Italia.
Per il mondo delle due ruote, un’iniziativa di questo tipo rappresenta un passaggio chiave: chi oggi è studente, domani sarà motociclista, automobilista, utente della strada a tutti gli effetti. Lavorare sulla consapevolezza del rischio, sull’uso corretto dei dispositivi di sicurezza e sul rifiuto di alcol e droghe alla guida significa investire direttamente sulla riduzione degli incidenti che coinvolgono i più giovani.
Con Io…non me la bevo! la Federazione Motociclistica Italiana rafforza il proprio impegno sul fronte dell’educazione stradale, affiancando all’attività sportiva una dimensione formativa sempre più centrale. Un segnale chiaro: il motociclismo non è soltanto competizione, ma anche cultura della sicurezza condivisa.