27 Febbraio 2026

Io…Non Me La Bevo: l’Enduro insegna la sicurezza stradale ai ragazzi

Io…Non Me La Bevo: l’Enduro insegna la sicurezza stradale ai ragazzi

Riparte da Venezia il progetto Io…Non Me La Bevo, il percorso di educazione stradale promosso dalla che porta nelle scuole superiori il tema della guida responsabile, con il supporto dei giovani campioni della Junior. Un’iniziativa che usa il linguaggio dello sport per parlare a studenti tra i 14 e i 16 anni dei rischi legati ad alcol e droghe quando si è alla guida.

Un tour nelle scuole per parlare di guida consapevole

Partito da Napoli il 23 ottobre, il progetto ha già coinvolto oltre mille studenti delle scuole superiori, con tappe a Potenza e Trieste. Dal 19 novembre l’iniziativa approda a Venezia, all’I.I.S. Marco Polo – Liceo Artistico, per poi proseguire in altre quattro città italiane fino a fine gennaio.

Io…Non Me La Bevo è realizzato dal Dipartimento di Educazione Stradale della , in collaborazione con Observo Onlus e l’Istituto Labriola, grazie al contributo del Dipartimento delle Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il focus è chiaro: far crescere nei più giovani la consapevolezza delle conseguenze che può avere mettersi alla guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

Il format punta su un approccio diretto e coinvolgente. Ogni tappa dura tre giorni e si svolge all’interno delle scuole, dove i ragazzi vengono messi al centro di attività pensate per parlare di sicurezza stradale in modo concreto, lontano dai toni moralistici, con esempi pratici e riferimenti alla loro quotidianità di utenti della strada.

Conferenze, laboratori e il ruolo dei formatori FMI

Il cuore del progetto è un mix di conferenze e laboratori esperienziali. Nelle conferenze vengono utilizzate infografiche e video per spiegare gli effetti di alcol e droghe sui tempi di reazione, sull’attenzione e sulle capacità di valutare il rischio, elementi decisivi per chi guida moto, scooter o auto.

Nei laboratori i Formatori di Educazione Stradale FMI lavorano con le classi in gruppi ristretti. Si parla dell’importanza di guidare con lucidità, ma anche di protezioni passive e corretto utilizzo dei dispositivi di sicurezza. Vengono affrontati temi molto concreti: dall’ tecnico adeguato al casco allacciato correttamente, fino alle regole di comportamento da tenere in caso di incidente, sia come coinvolti sia come primi soccorritori.

Gli studenti non sono semplici spettatori: vengono coinvolti in esercitazioni, simulazioni e discussioni guidate, con l’obiettivo di trasformare informazioni e dati in scelte responsabili nella vita reale. Dai primi appuntamenti è emerso un forte interesse per gli aspetti pratici della guida sicura, segno che il tema tocca da vicino una generazione che utilizza la moto e il motorino come mezzi quotidiani.

  • Più di 1.000 studenti raggiunti nelle prime tre tappe
  • Tre giorni di attività per ogni scuola coinvolta
  • Conferenze con supporti multimediali
  • Laboratori pratici con Formatori FMI
  • Focus su alcol, droghe e lucidità alla guida
  • Attenzione alle protezioni e al comportamento in caso di incidente

I campioni dell’Enduro come testimonial d’eccezione

A dare ancora più forza al messaggio sono i giovani piloti della Maglia Azzurra Enduro Junior: Matteo Cavallo, Davide Soreca e Andrea . Impegnati a livello internazionale, attualmente in Cile per la Sei Giorni, sono i testimonial del progetto e prenderanno parte in prima persona ad alcune tappe scolastiche.

Cavallo e Soreca sono attesi a Rapallo, mentre Verona incontrerà gli studenti a Bologna. La loro presenza non è solo simbolica: l’Enduro è una disciplina in cui la lucidità mentale, la concentrazione e il controllo del mezzo sono fondamentali non solo nelle prove speciali, ma anche nei trasferimenti su strada aperta al traffico. Proprio per questo la loro esperienza di atleti che vivono quotidianamente il tema della sicurezza alla guida diventa un esempio concreto per i ragazzi.

Nel corso degli incontri i piloti raccontano il proprio rapporto con la moto, la preparazione necessaria per affrontare le gare, l’attenzione alla condizione fisica e mentale e l’assoluta incompatibilità tra agonismo, alcol e sostanze. Un punto di vista privilegiato che contribuisce a rendere più credibile e vicino il messaggio del progetto, soprattutto per un pubblico giovane abituato a seguire i campioni del motorsport.

Le prossime tappe del tour interesseranno, oltre a Venezia, le scuole di Rapallo, Bologna, Roma e Foggia, con una programmazione che si estende fino alla fine di gennaio. Io…Non Me La Bevo si conferma così una delle iniziative più strutturate della FMI sul fronte dell’educazione stradale, con l’obiettivo di utilizzare la passione per le due ruote come leva per diffondere cultura della sicurezza tra i futuri motociclisti e automobilisti.