27 Febbraio 2026

ISDE 2018, l’Italia scalda i motori a Viña del Mar

ISDE 2018, l’Italia scalda i motori a Viña del Mar

Con la cerimonia di apertura a Viña del Mar, affacciata sull’Oceano Pacifico, è scattata ufficialmente l’edizione della FIM International Six Days of . Oltre 400 piloti da 25 nazioni e 1.400 chilometri di speciale fanno della Sei Giorni cilena uno degli appuntamenti più attesi della stagione, con l’Italia decisa a recitare un ruolo da protagonista.

La cornice di Viña del Mar e il percorso

Il via ufficiale è arrivato con la sfilata delle nazionali lungo Avenida Perù, una delle arterie principali di Viña del Mar, che per un giorno si è trasformata nella passerella mondiale dell’enduro. L’avvio della gara è fissato per lunedì, con la partenza del primo pilota alle 8.00 ora locale, per un percorso complessivo di circa 1.400 chilometri distribuiti in sei giornate di gara serrata.

Nei primi due giorni il tracciato si svilupperà a nord della città, non lontano dalla costa, sfruttando il terreno sabbioso e veloce che caratterizza questa zona del Cile. Nelle giornate successive il percorso si sposterà progressivamente verso l’entroterra, dove i piloti affronteranno prove speciali più tecniche e selettive, con fondi duri e tratti polverosi che metteranno alla prova guida, resistenza e capacità di gestione della moto.

La settimana si chiuderà con la tradizionale finale di del sabato, in programma nei pressi di Concon, una ventina di chilometri dal paddock. Una prova spettacolare che spesso consolida o ribalta gli equilibri costruiti nel corso delle giornate precedenti, e che decreterà i verdetti definitivi nelle classifiche a squadre e individuali.

Maglia Azzurra: squadra compatta e obiettivi ambiziosi

La cerimonia di apertura ha visto la accolta con entusiasmo dagli appassionati locali. Portabandiera dell’Italia è stato Matteo Cavallo, campione del mondo EJ in carica, chiamato a guidare simbolicamente una spedizione che si presenta al via con ambizioni importanti sia nel World Trophy sia nel Junior World Trophy.

Lo staff federale ha schierato una formazione esperta e completa, con uomini veloci in tutte le categorie e un gruppo di giovani già abituati alle pressioni delle grandi manifestazioni. A coordinare il progetto sono il responsabile del Comitato Enduro , Franco Gualdi, e il commissario tecnico Cristian , affiancati dai tecnici federali Andrea Balboni, Mario Rinaldi e Alex Zanni, figure di riferimento per tutta la squadra italiana.

L’Italia potrà contare su equipaggi strutturati per tutte le principali classifiche a squadre, con piloti selezionati per affrontare un percorso lungo, impegnativo e variabile per fondo e condizioni ambientali. In una prova di regolarità estrema come la Sei Giorni, il mix tra velocità pura, esperienza internazionale e spirito di gruppo rappresenta un fattore decisivo.

Gualdi ha sottolineato come, nella settimana di preparazione in Cile, si sia visto un forte spirito di sacrificio e coesione tra i piloti, elementi che ricordano da vicino il gruppo capace di vincere la Sei Giorni nel 2007, proprio su terreni cileni. Un precedente che alimenta le motivazioni della spedizione italiana e che fissa l’asticella degli obiettivi su livelli ambiziosi.

Preparazione, insidie del percorso e prospettive azzurre

La settimana che ha preceduto il via è stata particolarmente intensa per i piloti italiani, impegnati in una ricognizione accurata delle prove speciali. Lo staff tecnico ha evidenziato come gli azzurri abbiano percorso a piedi oltre cento chilometri per memorizzare linee, appoggi e punti chiave del tracciato, un lavoro fondamentale in una gara in cui si corre ogni giorno contro il cronometro su settori cronometrati ripetuti più volte.

Tra le variabili più insidiose figura la polvere, che potrebbe ridurre la visibilità e aumentare la difficoltà nel seguire le traiettorie ideali, soprattutto nelle prime giornate vicino alla costa. Una condizione che tuttavia riguarderà tutte le nazioni al via e che renderà ancora più importante la scelta delle posizioni in partenza e la gestione dei rischi nei sorpassi.

Dal punto di vista fisico e mentale, la Sei Giorni rimane una delle sfide più logoranti del calendario enduro: chilometraggi elevati, assistenza limitata, orari serrati e la necessità di preservare mezzi e concentrazione fino alla manche finale di Motocross. Per questo, l’esperienza maturata dai piloti azzurri nelle principali competizioni internazionali viene considerata uno dei punti di forza della spedizione.

Lo staff tecnico si è dichiarato soddisfatto della preparazione svolta e del clima che si respira all’interno del gruppo. L’obiettivo dichiarato è affrontare l’ISDE 2018 con entusiasmo ma anche con lucidità, consapevoli che la gara cilena, per caratteristiche del terreno e variabilità del meteo, può riservare colpi di scena fino all’ultimo giorno.

In attesa del primo via del lunedì mattina, la Maglia Azzurra si presenta al cancelletto di partenza con la convinzione di poter lottare ai vertici e con la responsabilità di onorare una tradizione importante, proprio nel Paese dove l’Italia festeggiò uno dei suoi successi più significativi nella storia della Sei Giorni di Enduro.

  • Oltre 400 piloti al via da 25 nazioni
  • Circa 1.400 chilometri di gara in sei giorni
  • Cerimonia di apertura a Viña del Mar, sul Pacifico
  • Finale di Motocross prevista a Concon
  • Maglia Azzurra schierata in World, Junior e Club
  • Polvere e fondi variabili tra le incognite principali