Joan Mir campione del mondo MotoGP 2020, Suzuki torna al vertice

Joan Mir è il nuovo campione del mondo MotoGP. Con il settimo posto nel Gran Premio della Comunità Valenciana, il maiorchino della Suzuki ha conquistato il titolo iridato 2020 della classe regina con una gara d’anticipo, riportando la casa di Hamamatsu al successo nel momento più simbolico della sua storia sportiva.
Un titolo costruito sulla costanza
La stagione di Mir è stata un crescendo di risultati, più che di exploit singoli. Il pilota spagnolo ha centrato sette podi e la sua prima vittoria nella top class, costruendo punto su punto la fuga in classifica fino al margine decisivo di 29 lunghezze su Franco Morbidelli maturato a Valencia.
Partito dalla quarta fila con il dodicesimo tempo in prova, Mir ha impostato una gara accorta, senza rischi inutili. Dopo lo start dall’undicesima posizione, ha risalito il gruppo con sorpassi puliti fino alla settima piazza, che gli è bastata per chiudere i giochi iridati con una tappa ancora da disputare. Una gestione lucida, più da veterano che da pilota alla prima vera stagione da protagonista.
Alle sue spalle in classifica resta ora aperta la lotta per il titolo di vicecampione del mondo, che vedrà Alex Rins – compagno di squadra di Mir – sfidare proprio Morbidelli nell’ultima prova in calendario, il Gran Premio del Portogallo a Portimao del 22 novembre.
Suzuki protagonista anche tra team e costruttori
Il trionfo di Mir si inserisce in un quadro di dominio tecnico e organizzativo per Suzuki. Il Team Ecstar guidato da Davide Brivio si è aggiudicato la classifica riservata alle squadre, frutto di un box coeso e di un ambiente volutamente disteso, in cui Mir e Rins hanno potuto esprimersi senza eccessive pressioni, alimentando una rivalità interna sana e costruttiva.
Fondamentale anche il lavoro dei tecnici sulla GSX-RR, evoluta gara dopo gara con il contributo del Test Team e del collaudatore Sylvain Guintoli. La moto giapponese si è dimostrata competitiva su ogni tracciato grazie a un bilanciamento complessivo molto efficace, più che per la ricerca del giro secco, confermando la filosofia Suzuki orientata all’equilibrio tra prestazioni e guidabilità.
A Valencia Rins ha firmato un altro risultato pesante per la classifica: scattato dalla tredicesima casella dopo un sabato complicato, ha rimontato fino ai piedi del podio, chiudendo quarto e mantenendosi pienamente in corsa per il secondo posto iridato.
L’ultima tappa di Portimao avrà quindi un doppio valore per Suzuki. Oltre al titolo di vicecampione, in Portogallo si deciderà anche il mondiale Costruttori, con la casa di Hamamatsu appaiata in vetta a Ducati. Un epilogo che conferma come il progetto GSX-RR sia arrivato a piena maturazione proprio nell’anno più difficile, segnato dalle incognite e dalle limitazioni imposte dalla pandemia.
Un’annata storica per la casa di Hamamatsu
Il 2020 entra di diritto nella storia Suzuki. Il titolo di Mir è il settimo mondiale nella classe regina per il marchio giapponese e il primo nell’era MotoGP a quattro tempi, dopo i successi firmati in 500 da Barry Sheene, Marco Lucchinelli, Franco Uncini, Kevin Schwantz e Kenny Roberts Jr.
La stagione iridata arriva in coincidenza con tre anniversari di peso: i 100 anni dalla fondazione dell’azienda, i 60 anni dal debutto nelle competizioni e i 35 anni della sigla GSX-R. Un percorso che nel 2020 si è arricchito anche del titolo mondiale Endurance conquistato a settembre dal Team SERT, ulteriore conferma di quanto il motorsport resti centrale nell’identità del marchio.
Nel palmares Suzuki spiccano inoltre numerosi titoli nelle classi minori, in particolare nelle piccole cilindrate degli anni Sessanta, quando le moto di Hamamatsu dominavano le categorie 50 e 125. Una tradizione sportiva che trova oggi continuità nella MotoGP, dove il ritorno al vertice dopo anni di lavoro segna un passaggio simbolico per l’intero reparto corse.
Dietro il successo di Mir e della GSX-RR c’è quindi un progetto tecnico solido, una struttura di team ormai rodata e una strategia chiara: puntare sull’equilibrio, sulla crescita costante e su piloti capaci di massimizzare il potenziale del pacchetto gara dopo gara.
- Joan Mir campione del mondo MotoGP 2020 con una gara d’anticipo
- Sette podi e una vittoria nella stagione della consacrazione
- Alex Rins in corsa per il titolo di vicecampione a Portimao
- Suzuki in testa a pari punti nel mondiale Costruttori
- Team Ecstar al vertice anche nella classifica squadre
- Un 2020 storico nel segno dei grandi anniversari Suzuki