La FMI replica a Paolo Simoncelli sul caso Patacca nel CIV

La FMI replica a Paolo Simoncelli sul caso Patacca nel CIV

La interviene pubblicamente dopo le dichiarazioni di Paolo sulla squalifica di Matteo Patacca e sulla possibile uscita del team SIC58 dal Campionato Italiano Velocità. Al centro della vicenda c’è il quarto round di della Premoto 3 2T e il tema, sempre sensibile, del rispetto delle regole tecniche nei campionati giovanili.

Il caso Patacca e le accuse di Simoncelli

Tutto nasce dalla squalifica di Matteo Patacca, portacolori del SIC58 nel Campionato Italiano Premoto 3 125 2T, in occasione del quarto round del disputato a Misano il 21 maggio. La decisione degli organi tecnici e sportivi è arrivata per una irregolarità tecnica riscontrata sulla moto del giovane pilota.

La sanzione ha spinto il team a presentare regolare richiesta di appello, scegliendo di portare la questione sui tavoli della giustizia sportiva federale. Parallelamente, Paolo Simoncelli ha manifestato alla stampa, e in particolare sulle pagine della Gazzetta dello , il proprio malcontento per l’episodio, arrivando a ventilare la decisione di lasciare il Campionato Italiano, definita da lui stesso come una scelta per dispetto.

Parole che hanno acceso il dibattito attorno alla gestione sportiva del CIV, toccando un tema cruciale: come garantire un equilibrio tra crescita dei giovani talenti, competitività delle squadre e rigorosa applicazione dei regolamenti tecnici.

La posizione della Federazione Motociclistica Italiana

La risposta ufficiale è arrivata per voce di Simone Folgori, responsabile del CIV, che ha voluto chiarire alcuni punti fondamentali. In primo luogo, Folgori ha sottolineato come il procedimento di appello presentato dal SIC58 in merito alla squalifica di Patacca sia ancora pendente: la sentenza definitiva della giustizia sportiva non è stata ancora emessa.

Un passaggio non secondario, perché ricorda che l’iter regolamentare è tuttora in corso e che il giudizio finale non è stato pronunciato. Folgori ha espresso sorpresa e dispiacere per le esternazioni di Simoncelli, considerate premature rispetto ai tempi della giustizia sportiva.

La linea della si concentra su un principio ritenuto imprescindibile: nel Campionato Italiano Velocità le regole devono valere per tutti allo stesso modo. Il pieno rispetto del regolamento tecnico e sportivo viene indicato come condizione necessaria per garantire la credibilità del CIV, in particolare in una categoria di formazione come la Premoto 3.

  • Procedimento di appello ancora in corso
  • Squalifica legata a una irregolarità tecnica
  • FMI sorpresa dalle dichiarazioni di addio al CIV
  • Centralità del rispetto uniforme delle regole
  • Credibilità del campionato come priorità
  • Focus sulla crescita corretta dei giovani piloti

Regole, giovani e credibilità del CIV

Oltre al singolo episodio, la posizione federale mette al centro il ruolo del CIV come piattaforma di crescita per i giovani piloti italiani. Secondo Folgori, il rispetto rigoroso del regolamento non è solo una questione di burocrazia sportiva, ma il fondamento per trasmettere ai ragazzi i veri valori dello sport: correttezza, parità di condizioni e responsabilità tecnica dei team.

La Premoto 3, categoria in cui è schierato il SIC58 con Patacca, è uno dei primi step di avvicinamento dei giovani al mondo delle competizioni di alto livello. Per questo, ribadisce la FMI, ogni decisione sulla legalità dei mezzi e sulla gestione delle gare assume un peso che va oltre il singolo risultato in classifica.

In questa prospettiva, la Federazione difende l’operato dei propri organi tecnici e giudicanti, richiamando squadre e piloti a un confronto che resti all’interno dei canali sportivi previsti, dagli accertamenti tecnici fino ai gradi di giudizio dell’appello. Sarà la sentenza definitiva sul caso Patacca a chiudere il capitolo dal punto di vista regolamentare; sul piano sportivo e relazionale, molto dipenderà anche dalle scelte future del team SIC58 e da come verrà ricomposto il dialogo con la Federazione.

La vicenda, comunque vada a finire, evidenzia quanto sia delicato il bilanciamento tra passione, investimenti delle squadre e rigidità delle norme in un campionato nazionale che vuole essere, sempre più, palestra credibile e trasparente per i futuri protagonisti del motociclismo internazionale.