Lotus Cup Italia a Imola, Ronzoni detta il passo in qualifica

Al circuito Enzo e Dino Ferrari di Imola il secondo turno di qualifiche del Grand Prix Lotus Roma ha confermato un protagonista assoluto: Ronzoni, autore del miglior riferimento cronometrico in 1’59.770. Su un tracciato lungo 4,936 km e particolarmente selettivo, i piloti della serie monomarca Lotus hanno dato vita a una sessione tiratissima, con distacchi minimi nelle posizioni di vertice e grande variabilità nelle prestazioni lungo i singoli settori.
Ronzoni oltre il muro dei 2 minuti
Ronzoni è stato l’unico a scendere sotto il muro dei due minuti, fermando il cronometro in 1’59.770 nel suo ottavo passaggio. Dopo alcuni giri di assestamento, il pilota ha costruito la prestazione migliore con una combinazione molto pulita nei settori centrali, dove ha costantemente girato su parziali inferiori ai 18 secondi nelle zone più guidate e ai 33-34 secondi nella parte conclusiva del tracciato. I tempi intermedi mostrano una progressione costante, con il giro veloce arrivato a fine run, segno di un set-up efficace e di una gestione accurata delle gomme.
Alle sue spalle il gruppo è apparso compatto ma incapace di replicare il ritmo del leader, che ha mantenuto una velocità media sempre molto elevata sui rettilinei e un buon bilanciamento nella sequenza di curve veloci di Imola. Le velocità massime rilevate vicino ai 237 km/h nei giri migliori confermano una vettura particolarmente a punto in termini di trazione e scarico potenza.
Gli inseguitori: Heierli, Binucci e Marchetti
Il ruolo di primo sfidante è andato a Heierli, capace di un giro in 2’02.069. La sua sessione è stata regolare, con diversi passaggi compresi nel range di 2’02-2’03 e un miglioramento progressivo dei parziali, in particolare nel secondo e terzo settore. Heierli ha mostrato grande costanza, con velocità di punta simili a quelle di Ronzoni, ma con qualche decimo lasciato soprattutto nella parte iniziale del giro.
Binucci ha chiuso il turno con un migliore di 2’03.172 dopo una serie di tornate molto ravvicinate, spesso sotto il 2’04. Il suo ritmo è stato lineare, ma è mancato l’acuto assoluto per agganciare la prima fila virtuale. I dati dei settori evidenziano un primo tratto discreto e un finale solido, con margine di miglioramento nel cuore del giro, dove i riferimenti si sono attestati di frequente oltre i 38 secondi.
Molto simile l’andamento di Marchetti, autore di un 2’03.839 come miglior prestazione. Dopo un avvio più macchinoso con tempi oltre il 2’08, il pilota ha limato progressivamente i riferimenti fino a stabilizzarsi sui 2’04, con l’exploit a fine sessione. I parziali mostrano una guida pulita ma non ancora al livello dei primissimi nei tratti più veloci.
La zona centrale del gruppo e le variabili strategiche
Alle spalle del quartetto di riferimento si è formato un gruppo molto folto, con distacchi medi contenuti e differenze spesso legate alla gestione del traffico e alla scelta del momento per il giro lanciato. Ayari ha espresso uno dei ritmi più interessanti con un best lap in 2’05.189, costruito su settori centrali molto competitivi e parziali quasi sempre sotto i 40 secondi nel secondo tratto. Poco più attardato Favalli, incisivo con un 2’04.124 frutto di una progressione importante: dopo un primo run prudente, è riuscito a compattare i parziali e a portarsi stabilmente su riferimenti da alta classifica.
Nelle posizioni centrali si sono messi in luce anche Isola (2’09.720), Gori (2’08.710), Pozzo (2’08.906) e Paoletti (2’07.714), tutti capaci di giri singoli molto validi ma con qualche irregolarità dovuta a tempi invalidati o rientri ai box. Il dettaglio dei passaggi mostra come molti abbiano perso l’occasione del giro perfetto a causa di errori localizzati in un settore o da traffico in pista nel momento decisivo.
Più staccati, ma comunque protagonisti di una qualifica combattuta, i vari Michelotto (2’07.381), Martinez (2’09.896), Linari (2’14.321), Laurenzi (2’13.996) e gli altri interpreti del gruppo, spesso impegnati a coniugare ricerca della prestazione e lavori di affinamento dell’assetto. In diversi casi le soste ai box e i giri lenti intermedi indicano sessioni gestite anche in chiave gara, con attenzione al consumo gomme e alla comprensione del comportamento della vettura sui long run.
Complessivamente il secondo turno di qualifiche a Imola restituisce l’immagine di una Lotus Cup Italia estremamente equilibrata, con un riferimento chiaro imposto da Ronzoni ma un plotone di inseguitori pronto a capitalizzare qualsiasi indecisione in gara. Le differenze contenute sui singoli settori lasciano prevedere una corsa serrata, in cui la capacità di mantenere il ritmo sui 4,936 km del tracciato emiliano farà la vera differenza.