Mercato moto e scooter in calo a gennaio 2017

Dopo un dicembre chiuso con una crescita eccezionale, il mercato italiano delle due ruote a motore apre il 2017 con il segno meno. Secondo i dati diffusi da Confindustria ANCMA, gennaio registra una flessione a doppia cifra, condizionata da meteo sfavorevole e incertezze economiche, ma anche da effetti di anticipo degli acquisti a fine 2016.
Numeri in calo per moto, scooter e cinquantini
Nel complesso, tra immatricolazioni e veicoli 50cc, a gennaio sono stati venduti 10.866 mezzi, in calo del 12,5% rispetto allo stesso mese del 2016. Le immatricolazioni di scooter e moto oltre 50cc si fermano a 9.721 unità, con una contrazione del 12,1%.
Gli scooter mantengono volumi leggermente superiori alle moto, ma entrambi i comparti arretrano. Gli scooter totalizzano 5.402 consegne (-11,9%), mentre le moto si fermano a 4.319 unità, con una perdita del 12,4%. Va ancora peggio ai ciclomotori 50cc: 1.145 registrazioni e una flessione del 15,7%, che interrompe i segnali di recupero visti in precedenza.
Si tratta comunque di un mese che pesa relativamente sul totale annuo: gennaio vale circa il 5% delle vendite complessive, ma il cambio di tendenza rispetto al finale del 2016 viene osservato con attenzione dagli operatori.
Cilindrate a confronto: reggono solo le maxi moto
Entrando nel dettaglio delle cilindrate, il quadro è decisamente variegato e mostra come la debolezza non sia distribuita in modo uniforme tra le diverse fasce di prodotto.
- Negli scooter oltre 50cc, i 125cc si fermano a 1.952 unità (-11%), segmento chiave anche per l’uso urbano.
- La fascia intermedia 300-500cc totalizza 1.873 pezzi, con un calo più contenuto del 5,7%.
- I 150-250cc scendono a 1.272 veicoli immatricolati, in flessione del 17,8%.
- I maxiscooter oltre 500cc registrano 305 vendite, ma il segmento arretra del 25,6%.
Ancora più articolato l’andamento delle moto per cilindrata. L’unico segnale positivo arriva dal top di gamma: le oltre 1000cc chiudono gennaio con 1.336 unità, in crescita del 9,2%. Tutte le altre fasce sono invece in terreno negativo.
Le 800-1000cc si fermano a 1.290 pezzi (-20,1%), mentre le medie cilindrate 600-750cc scendono a 582 unità, con un calo del 10,6%. Deciso ridimensionamento anche per le 300-600cc, che si attestano su 611 moto (-21,7%), e per le 150-250cc, ferme a 181 esemplari (-19,2%). Chiudono il quadro le 125cc, con 319 unità e una contrazione del 27%.
I segmenti moto tra cali e poche eccezioni
L’analisi per tipologia di moto conferma un mercato in sofferenza, con alcune eccezioni in controtendenza. Le enduro stradali restano il primo segmento per volumi con 1.537 pezzi, ma accusano una netta flessione del 28,1%, segnale che colpisce uno dei comparti più dinamici degli ultimi anni.
Le naked, seconda categoria per vendite, totalizzano 1.179 unità, limitando il calo al 7,1%. In terreno positivo due tipologie storicamente più di nicchia: le moto da turismo raggiungono 712 consegne e crescono del 9%, mentre le custom si fermano a 319 unità, ma mettono a segno un incremento del 10,4%.
Più marcata la frenata per le sportive, che con 239 vendite arretrano del 21,4%. Chiudono il quadro le supermotard, segmento ridotto ma in netta ripresa: 188 moto e una crescita del 17,5%, indice di un rinnovato interesse per questa nicchia.
Gli operatori attribuiscono parte delle difficoltà di inizio anno al maltempo che ha reso impraticabili molte strade nel Centro-Sud e alla forte spinta promozionale di dicembre sui modelli Euro 3, che ha anticipato molte decisioni d’acquisto. Restano sullo sfondo le incertezze politiche e finanziarie, una disoccupazione giovanile vicina al 40% e l’aumento del prezzo del petrolio, tutti fattori che frenano la domanda interna.
In questo contesto, il settore guarda con interesse a possibili interventi sul Codice della Strada che possano favorire la mobilità su due ruote. Tra le richieste avanzate figurano l’eliminazione del vincolo dei 150cc per l’accesso in autostrada, l’apertura delle corsie preferenziali anche a moto e scooter e il reinvestimento dei proventi delle multe in infrastrutture dedicate agli utenti delle due ruote, misure considerate utili per rendere più sicuro e conveniente l’utilizzo quotidiano di moto e scooter nelle città.