Micromobilità senza regole, allarme sicurezza al #FORUMAutoMotive

La crescita esplosiva della micromobilità nelle città italiane continua a correre più veloce delle regole. È il quadro emerso dall’ultima edizione di #FORUMAutoMotive, appuntamento dedicato alla mobilità a motore che, in versione digitale, ha messo al centro sicurezza stradale, trasformazione dell’industria e nuovi strumenti finanziari legati alla transizione green.
Scudieri “Personaggio dell’anno” e l’asse FCA-PSA
L’evento si è aperto con il riconoscimento a Paolo Scudieri, imprenditore dell’automotive e presidente Anfia, nominato Personaggio dell’anno 2020 per #FORUMAutoMotive. Nel confronto con il promotore del format, il giornalista Pierluigi Bonora, Scudieri ha sottolineato come la crisi pandemica non debba oscurare le opportunità tecnologiche e industriali della filiera auto.
Al centro delle sue considerazioni la fusione tra FCA e PSA, definita un passaggio chiave per affrontare con massa critica sfide come elettrico, ibrido e guida autonoma. Per la componentistica italiana, ha evidenziato, il nuovo gruppo rappresenta una grande occasione ma anche un banco di prova in un contesto competitivo che vedrà in prima linea i fornitori francesi.
Scudieri ha aperto anche alla possibilità di una rappresentanza unitaria per i costruttori e l’indotto, con un soggetto associativo che metta insieme UNRAE e ANFIA, per parlare con una sola voce di fronte alle istituzioni. Sul fronte industriale, il manager ha ricordato l’impegno del Gruppo Adler nella ricerca su materiali riciclati per migliorare comfort acustico e ambientale dei veicoli e la riconversione di una parte della produzione verso le mascherine, destinata in futuro ad applicazioni fonoassorbenti nel settore automotive.
Green bond, auto storiche e saloni diffusi
La seconda tavola ha affrontato il tema della mobilità green anche dal punto di vista finanziario. Analisti e gestori hanno rilevato come l’incertezza economica post-Covid pesi sulle decisioni di acquisto, ma allo stesso tempo stia accelerando l’interesse per strumenti legati alla sostenibilità.
I green bond emessi dalle Case automobilistiche stanno conquistando spazio nei portafogli degli investitori: servono a finanziare progetti di riduzione delle emissioni, con una domanda in crescita ma che, è stato ricordato, va sempre valutata in base a rendimento e profilo di rischio, senza fermarsi all’etichetta “verde”. Anche per i veicoli industriali la finanza sostenibile è vista come leva decisiva per rinnovare i parchi circolanti e ridurre inquinamento e chilometri a vuoto, grazie a una logistica più efficiente.
Non è mancato uno sguardo al mondo delle auto storiche e delle limited edition, dove la pandemia ha congelato eventi e raffreddato le compravendite. Gli operatori restano però convinti che la passione per il motorismo d’epoca sia destinata a mantenersi nel medio periodo, anche come forma di investimento emotivo e patrimoniale. In chiave eventi, è stato poi ricordato il cambio di paradigma dei saloni automobilistici, con il format diffuso del Milano Monza Open Air Motorshow che porta i modelli sulle strade e tra la gente, in attesa di poter tornare dal vivo.
- Green bond in forte crescita tra Case auto e investitori
- Transizione elettrica ed ibrida al centro delle strategie industriali
- Mercato delle storiche frenato dal Covid ma considerato resiliente
- Nuovi format espositivi che portano le auto in città
Micromobilità, norme insufficienti e tensione in strada
Il confronto più acceso è stato quello dedicato alle città nell’anno del Covid e alla cosiddetta mobilità dolce, con particolare riferimento a monopattini e nuovi mezzi leggeri. Sul punto è emersa una frattura tra chi reclama regole più dure e chi ritiene adeguato l’attuale quadro normativo, pur con margini di miglioramento nei controlli.
Secondo diversi esperti di sicurezza stradale, l’ingresso massiccio di mezzi di micromobilità in contesti urbani congestionati, senza una fase di sperimentazione graduale e senza targa, casco obbligatorio e coperture assicurative, sta alimentando incidenti e caos su carreggiate e piste ciclabili. La promiscuità tra bici, monopattini e pedoni, unita alla scarsa consapevolezza degli utenti, viene indicata come uno dei nervi scoperti del sistema.
Le amministrazioni più attive nella trasformazione della viabilità, come Milano, difendono invece la bontà degli interventi già messi in campo per decongestionare il traffico, citando la crescita del numero di biciclette su direttrici strategiche come Corso Buenos Aires e il ruolo delle aree a traffico limitato per ridurre le emissioni. Si riconosce però che l’accelerazione sulle nuove forme di mobilità è avvenuta in parallelo con l’evoluzione normativa, spesso attraverso interventi inseriti in provvedimenti emergenziali.
Dal dibattito è emerso un punto condiviso: senza controlli efficaci e senza una comunicazione chiara ai cittadini sulle regole di utilizzo dei nuovi mezzi, il rischio è trasformare la mobilità dolce in un fattore di pericolo aggiuntivo. Da più parti si è invocato un approccio meno ideologico al tema auto privata – considerata ancora essenziale per lavoro e necessità specifiche – e una pianificazione della viabilità che tenga conto di tutti gli utenti della strada, evitando interventi improvvisati.
Ponte di Genova, il riconoscimento Dekra alla sicurezza
In chiusura, #FORUMAutoMotive ha ospitato la terza edizione del Dekra Road Safety Award, assegnato al sindaco di Genova Marco Bucci per la realizzazione del nuovo ponte sul Polcevera. Il premio, consegnato da Dekra Italia, punta i riflettori sulle infrastrutture come elemento chiave per avvicinarsi all’obiettivo delle morti zero sulle strade.
Bucci ha definito il viadotto un modello di efficienza realizzativa che dovrebbe tornare a essere la normalità nel Paese, non l’eccezione. A ritirare il riconoscimento è stato il sub-commissario alla ricostruzione Pietro Floreani, che ha rivendicato il metodo di lavoro adottato: controllo diretto e continuo sull’esecuzione, dal progetto al completamento, come condizione indispensabile per garantire qualità e sicurezza. Un messaggio che incrocia in pieno le preoccupazioni emerse nel corso dell’evento: non basta parlare di mobilità più sostenibile se non si interviene anche su regole, infrastrutture e responsabilità nella gestione delle trasformazioni in atto.