Moto elettriche in autostrada, depositato il disegno di legge

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Le moto elettriche potrebbero presto viaggiare in autostrada e sulle principali extraurbane alla pari dei veicoli termici. In Senato è stato infatti depositato un disegno di legge che punta a colmare il vuoto normativo del Codice della Strada e a garantire certezza giuridica a chi sceglie la mobilità a zero emissioni. Parallelamente, cresce l’attesa per un emendamento alla legge di bilancio che introdurrebbe sgravi fiscali sull’ tecnico protettivo per i motociclisti.

Cosa prevede il disegno di legge per le moto elettriche

Il provvedimento, presentato il 14 dicembre , è firmato dal senatore Vincenzo Gibiino, membro della Commissione Lavori Pubblici, insieme ad altri 27 senatori appartenenti a diversi schieramenti politici. L’obiettivo è consentire in modo esplicito la circolazione dei motocicli elettrici in autostrada e sulle strade extraurbane principali, come tangenziali e raccordi.

Il nodo sta nell’articolo 175 del Codice della Strada: l’elenco dei veicoli ammessi su queste infrastrutture non menziona in alcun modo i motocicli elettrici. Questa omissione ha creato negli anni una zona grigia normativa, lasciando alle singole interpretazioni delle forze dell’ordine la scelta se sanzionare o meno i conducenti di moto elettriche che imboccano l’autostrada. Anche la copertura assicurativa in caso di incidente, in assenza di un chiaro riferimento normativo, risulta potenzialmente esposta a contestazioni.

Con il disegno di legge si punta quindi a una piena parificazione tra moto elettriche e termiche, eliminando dubbi applicativi e consentendo a chi utilizza due ruote a batteria di poter contare sulle stesse possibilità di spostamento offerte ai motocicli tradizionali.

Un mercato di nicchia ma più reattivo dell’auto elettrica

Sebbene ancora lontano dai volumi del termico, il segmento elettrico nel mondo delle due ruote mostra segnali interessanti. Nel in Italia sono stati venduti 2.408 motoveicoli a trazione elettrica, comprendendo ciclomotori, motocicli e quadricicli, pari a circa l’1% del complessivo. I numeri restano contenuti, ma il peso dell’elettrico tra le due ruote è già superiore a quello registrato nel comparto auto.

Nello stesso anno, infatti, le immatricolazioni di automobili elettriche si sono fermate a 1.403 unità, meno dello 0,1% del totale. Il settore moto e scooter elettrici, pur partendo da basi ridotte, mostra quindi una maggiore penetrazione relativa rispetto all’automotive.

Da qui l’urgenza, sottolineata da Confindustria ANCMA, di un quadro normativo aggiornato e coerente con gli obiettivi di riduzione delle emissioni fissati a livello nazionale ed europeo. La Strategia Energetica Nazionale indica infatti un taglio del 30% della CO2 entro il 2030, traguardo che passa anche dallo sviluppo della mobilità elettrica. In questo contesto, l’assenza di un riferimento specifico alle moto elettriche nel Codice della Strada viene giudicata sempre meno sostenibile.

Sicurezza e incentivi: la proposta sugli sconti per l’abbigliamento tecnico

Oltre al tema della circolazione in autostrada, il mondo delle due ruote guarda con attenzione a un altro fronte aperto in Parlamento: l’introduzione di agevolazioni fiscali per l’acquisto di abbigliamento tecnico protettivo. Un emendamento alla legge di bilancio, già promosso nel 2016 da Confindustria ANCMA e riproposto quest’anno con il sostegno della rivista Motociclismo, punta a riconoscere una detrazione fino a 2.000 euro per chi compra capi specifici per la sicurezza in moto.

L’agevolazione riguarderebbe i principali dispositivi di protezione individuale per motociclisti, con l’obiettivo dichiarato di incentivare la diffusione di equipaggiamento adeguato e ridurre la gravità delle conseguenze in caso di sinistro. La misura ha una duplice valenza: tutela diretta degli utenti e riduzione dei costi sociali a carico dello Stato legati agli incidenti motociclistici, stimati in oltre 3 miliardi di euro l’anno.

Nel complesso, le priorità indicate dall’industria delle due ruote per la prossima legislatura si possono riassumere in alcuni punti chiave:

  • parificazione normativa completa tra moto elettriche e termiche, inclusa la circolazione su autostrade e tangenziali
  • aggiornamento del Codice della Strada per eliminare vuoti interpretativi
  • messa in sicurezza delle infrastrutture stradali più critiche per chi viaggia su due ruote
  • fiscali mirati all’acquisto di abbigliamento protettivo omologato
  • allineamento delle politiche sulla mobilità con gli obiettivi di riduzione delle emissioni

La partita ora si sposta nell’aula parlamentare, dove il disegno di legge sui motocicli elettrici e l’emendamento sugli sgravi per l’abbigliamento tecnico dovranno trovare una maggioranza favorevole. Per il settore, si tratta di due tasselli fondamentali per accompagnare la transizione verso una mobilità più sicura e sostenibile senza penalizzare chi utilizza le due ruote ogni giorno.