Moto Guzzi Fast Endurance, Misano decide il trofeo e il futuro

Il Moto Guzzi Fast Endurance arriva al gran finale di Misano del 13 ottobre dopo una stagione d’esordio che ha superato le aspettative di FMI e Gruppo Piaggio. Il trofeo monomarca dedicato alla V7 III si prepara così non solo a incoronare i primi campioni, ma anche a gettare le basi per una seconda edizione nel 2020.
Un esordio oltre le aspettative
Nato dalla collaborazione tra Federazione Motociclistica Italiana e Moto Guzzi, il Fast Endurance si è imposto subito come una formula diversa nel panorama delle corse nazionali. Quattro gare, quattro equipaggi diversi sul gradino più alto del podio: un equilibrio che racconta meglio di qualsiasi slogan il livello di competitività della serie.
Il cuore del progetto è la Moto Guzzi V7 III, scelta come base unica per il trofeo. Una moto accessibile e intuitiva, pensata per essere alla portata di tanti appassionati, ma capace di coinvolgere anche piloti più esperti grazie a un comportamento che premia guida pulita e costanza. L’obiettivo centrato è stato riportare lo storico marchio di Mandello del Lario in pista con un approccio moderno, vicino agli amatori e sostenibile nei costi.
Sul piano sportivo, il grande equilibrio tra le squadre in gara ha mantenuto viva la lotta fino all’ultimo round, creando un campionato aperto e incerto. Ma il vero successo, secondo organizzatori e protagonisti, è stato il clima nei paddock: amicizia, spirito di gruppo, sana rivalità, in una cornice fortemente identitaria per la comunità dei Guzzisti.
Il format “mini endurance” che piace ai motociclisti
L’elemento distintivo del Moto Guzzi Fast Endurance è il suo format semplice e immediato. Gli equipaggi sono composti da due piloti che si alternano in gare di un’ora, una sorta di “mini endurance” pensata per esaltare il gioco di squadra, la regolarità e la gestione della corsa più che la performance sul singolo giro.
Questa struttura ha reso la serie particolarmente attrattiva per un pubblico eterogeneo di motociclisti, che trovano una competizione:
- accessibile nei costi e nella gestione della moto
- facile da interpretare grazie al regolamento lineare
- coinvolgente sul piano della guida, senza richiedere esperienza professionistica
- basata su mezzi identici, con differenze affidate a piloti e squadra
- arricchita da un forte spirito di community tra i partecipanti
A sostenere il format c’è il lavoro congiunto tra FMI e Gruppo Piaggio, che hanno creduto in una formula capace di coniugare divertimento, contenimento dei costi e spettacolo in pista. La V7 III si è rivelata centrale in questo equilibrio, dimostrando di essere un’ottima base per una monomarca che guarda anche ai più giovani.
Misano, gran finale e sguardo al 2020
Il round conclusivo del 13 ottobre a Misano avrà un doppio valore. Da un lato assegnerà il titolo alla coppia vincitrice della prima edizione del trofeo; dall’altro sarà la vetrina ideale per raccontare il futuro del progetto. Nel paddock romagnolo, nei giorni del Motomondiale, il presidente FMI Giovanni Copioli e il direttore Marketing e Comunicazione del Gruppo Piaggio, Davide Zanolini, hanno tracciato un primo bilancio e confermato la volontà di proseguire.
Entrambe le parti hanno sottolineato come il trofeo, nato quasi come una scommessa, abbia stupito per partecipazione, spettacolo in pista e risposta del pubblico. L’intenzione condivisa è di capitalizzare questo entusiasmo con una nuova edizione già in preparazione per il 2020, che FMI e Moto Guzzi vorrebbero presentare ufficialmente in occasione di EICMA.
Misano sarà quindi non solo teatro della sfida decisiva, arricchita da ospiti speciali e iniziative collaterali, ma anche il primo passo verso la crescita del Moto Guzzi Fast Endurance. Un segnale chiaro: la formula piace, funziona e ha tutte le carte in regola per diventare un appuntamento fisso nel calendario degli amatori che vogliono vivere la pista in stile Guzzi.