Moto3 Argentina, il 3570 Team Italia cresce a Termas de Río Hondo

Fine settimana di apprendistato per il 3570 Team Italia a Termas de Río Hondo, seconda tappa del Mondiale Moto3 2016. Sul tecnico tracciato argentino, Lorenzo Petrarca e Stefano Valtulini hanno dedicato le prime libere soprattutto alla scoperta del circuito e alla messa a punto delle Mahindra MGP3O, gettando le basi per una crescita nei turni successivi.
Esordio argentino in salita per Petrarca e Valtulini
Dopo il debutto in Qatar, il team federale italiano è arrivato in Argentina con l’obiettivo dichiarato di fare chilometri e accumulare dati su una pista completamente nuova per entrambi i piloti. Nelle prime due sessioni di libere, dominate da Enea Bastianini su Honda, Petrarca e Valtulini hanno pagato soprattutto la scarsa conoscenza del tracciato e le condizioni non ideali dell’asfalto.
Petrarca ha chiuso la giornata in trentunesima posizione con il tempo di 1’55”232, frutto di un lavoro costante da una sessione all’altra. Il miglioramento di oltre un secondo e mezzo rispetto al mattino conferma il margine ancora da esplorare, soprattutto nella ricerca delle linee ideali e nella gestione delle scie, elemento fondamentale a Termas de Río Hondo.
Valtulini ha terminato subito alle spalle del compagno di squadra, trentaduesimo con 1’55”834. Anche per lui si è trattato di un primo vero contatto con un circuito definito impegnativo da imparare in poco tempo, dove ogni errore di traiettoria costa decimi preziosi. Nonostante qualche piccolo problema tecnico, il pilota e la squadra hanno già individuato i principali punti su cui intervenire.
Set-up in evoluzione e margini di crescita
La giornata argentina del 3570 Team Italia è stata in gran parte dedicata al lavoro sul set-up delle Mahindra MGP3O. Nel box di Petrarca sono stati provati diversi accorgimenti tecnici, tra cui l’adozione del corpo farfallato 2015 per migliorare l’erogazione del motore e la facilità nel prendere giri in accelerazione. Un intervento che, secondo il pilota, ha reso più gestibile la risposta del propulsore nelle ripartenze, fondamentale su un tracciato veloce e scorrevole come Termas.
Il focus per entrambi resta però legato alla guida: con appena due turni alle spalle, la priorità è memorizzare i riferimenti e trovare un ritmo pulito sulle curve veloci e i cambi di direzione del circuito argentino. Petrarca ha sottolineato quanto il layout sia tecnico e divertente, ma anche difficile da interpretare nel poco tempo a disposizione, mentre Valtulini ha evidenziato quanto la scelta delle linee corrette possa cambiare in modo significativo il tempo sul giro.
Dal muretto box, il team manager Emanuele Ventura ha parlato di una giornata impegnativa ma utile. La mancanza di esperienza sul tracciato e l’asfalto sporco della mattina hanno reso complicato avvicinarsi al limite, ma il lavoro svolto ha permesso di definire una direzione chiara per migliorare il bilanciamento delle moto in vista delle prossime sessioni.
Verso qualifiche e gara: obiettivo rimonta
Con le prime libere archiviate, il programma del weekend prevede per la Moto3 un’ultima sessione di prove sabato mattina, seguita dalle qualifiche del pomeriggio e dalla gara domenicale. Per il 3570 Team Italia la priorità, più che il tempo immediato, resta la progressione nell’arco del fine settimana.
Petrarca punta a capitalizzare il feeling in crescita con la Mahindra e il tracciato per accorciare il distacco dai migliori, sfruttando soprattutto l’ultimo turno di libere per affinare ancora le traiettorie e cercare un buon riferimento in scia. Valtulini, dal canto suo, vuole lasciarsi alle spalle i piccoli problemi del venerdì e ritrovare il livello di competitività mostrato all’esordio stagionale, lavorando su frenata e inserimento in curva.
In una Moto3 tradizionalmente serrata come quella di Termas de Río Hondo, la posizione di partenza può fare la differenza, ma non è l’unico fattore. Per il 3570 Team Italia, quello argentino è soprattutto un weekend di costruzione: accumulare esperienza su un tracciato nuovo, sfruttare ogni sessione per ridurre il gap e creare le condizioni per una gara in rimonta, cercando di agganciare il gruppo centrale dello schieramento.
Il lavoro di affinamento del set-up, unito alla crescente conoscenza del circuito da parte dei due giovani italiani, lascia spazio a un cauto ottimismo per le prossime uscite in pista. Le risposte definitive arriveranno tra qualifiche e gara, quando la pista sarà più gommata e il livello generale si alzerà ulteriormente.