Motogiro d’Italia 2022, trionfa Tomassini per meno di un secondo

La trentunesima Rievocazione Storica del Motogiro d’Italia si è chiusa a Pescara con un finale al cardiopalma: Marco Tomassini, in sella a una Gilera 175 Super Sport del 1957, ha strappato la vittoria all’ultima prova speciale, battendo per meno di un secondo l’olandese Eric Willesme su Guzzi Lodola GT del 1956.
Un’edizione di nuovo a fine maggio
Dopo due anni spostata in autunno a causa della pandemia, l’edizione 2022 del Motogiro d’Italia è tornata nella sua collocazione tradizionale di fine maggio. L’evento, organizzato dal Moto Club Terni Libero Liberati – Paolo Pileri in collaborazione con la Federazione Motociclistica Italiana e Internazionale, ha proposto un percorso in parte inedito fra costa adriatica e Appennino centrale, molto apprezzato dai partecipanti.
La manifestazione si è sviluppata su sei tappe, dal 23 al 29 maggio, per un totale di circa 1650 chilometri:
- partenza da Pescara
- arrivi di tappa a Polignano a Mare, Santa Maria di Leuca, Matera, Campobasso
- arrivo finale di nuovo a Pescara
Lungo il percorso si sono disputate 18 prove speciali di regolarità, intervallate da soste in numerosi borghi e cittadine, sempre caratterizzate da un’accoglienza calorosa da parte delle comunità locali.
Tomassini beffa Willesme all’ultima speciale
Il duello per la vittoria assoluta nella Rievocazione Storica è stato un continuo braccio di ferro tra Marco Tomassini ed Eric Willesme. L’olandese, già vincitore nel 2017 e di altre edizioni, era partito fortissimo, dominando le prime due frazioni, cedendo di poco la terza e tornando a imporsi nella quarta. Sembrava avviato verso un nuovo successo, mantenendo la maglia di leader lungo quasi tutto il percorso.
Tomassini, però, non ha mai smesso di crederci. Nelle ultime due tappe ha messo in mostra la consueta freddezza e una grande abilità con il cronometro, costruendo un recupero incredibile fino al sorpasso definitivo proprio sull’ultima prova speciale. Con questo successo, il chirurgo plastico folignate conferma il proprio status di riferimento mondiale nella regolarità per moto d’epoca, aggiungendo un altro Motogiro a un palmarès che comprende anche le altre classiche internazionali della specialità.
A interpretare il ruolo di terzo incomodo è stato il lombardo Giacomo Viganò, di Ceriano Laghetto, che con la sua Moto Morini GT del 1955 ha conquistato la quarta tappa. Un risultato che ha avuto un peso decisivo in classifica, togliendo punti preziosi a Willesme e permettendo a Viganò di salire sul terzo gradino del podio finale.
Quarta posizione, ma staccato dai primi tre, per il brianzolo Paolo Mattioli su Morini Tre Sette del 1956, bravo comunque a precedere il piemontese Attilio Eriale, in sella a una splendida Bianchi Tonale GT del 1957.
Categoria Vintage: dominio assoluto di Carboni
Nella categoria Vintage non c’è stata storia: il romano Franco Carboni, su Vespa Piaggio 150 del 1969, ha letteralmente dominato la scena. L’esperto portacolori del Vespa Club Roma ha vinto tutte le prove speciali, lasciando aperta solo la battaglia per la seconda posizione.
La piazza d’onore è andata per un solo punto all’altro romano Paolo Penso, su Motobi Sport Special, che ha avuto la meglio sul concittadino Paolo Ryan, in gara con una Gilera Autostrada 5V. Degna di nota anche la presenza, in questa classe, del pluricampione italiano di motocross degli anni Settanta Italo Forni, all’esordio nel Motogiro con un sidecar BMW R69, “scortato” per tutto il tragitto dalla moglie Rossella Rampi su una Morini Turismo del 1957.
Classic: Cassel fa tris con la Benelli 6
Nella categoria Classic il tedesco Michael Cassel ha ribadito la propria supremazia. In sella alla sua Benelli 6, il pilota teutonico ha centrato la terza vittoria consecutiva nel Motogiro, senza trovare veri avversari all’altezza in questa edizione.
Alle sue spalle si è piazzato il connazionale Bernard Witte, su BMW R50 S, mentre il pesarese Fabrizio Siliquini ha chiuso subito dietro con una BMW R90, completando un podio di alto livello tecnico.
Motogiro: vittoria ad Angiolini, in gara anche Bianchi
La categoria Motogiro, la più numerosa perché aperta alle moto attuali in chiave turistica, ha offerto una sfida equilibrata. Ad avere la meglio è stato il perugino Andrea Angiolini, su Honda XL 350 R, che ha preceduto il giornalista romano Claudio Antonaci, al via su una Benelli messa a disposizione direttamente dalla casa di Pesaro. Terzo, ma più distanziato, il romano Francesco Muroni su Vespa Piaggio 150 PX.
In questa categoria è sceso in strada anche il tre volte iridato Pierpaolo Bianchi, anch’egli su una Benelli ufficiale, chiudendo all’ottavo posto e migliorando nettamente i risultati delle sue precedenti partecipazioni.
Bianchi ha commentato con ironia la sua esperienza nella regolarità: ha spiegato come, alla fine, stia imparando ad andare piano e a rispettare i tempi imposti, al contrario di quanto accadeva nelle gare di velocità, quando l’obiettivo era limare i centesimi al cronometro verso il basso.
Heritage: Liberati vince in stile pionieristico
Nella categoria Heritage il successo è andato al ternano Luciano Liberati, nipote del compianto campione del mondo Libero Liberati. Nonostante un problema al cambio nell’ultima tappa alla sua Guzzi Falcone 500, Liberati ha saputo reagire con spirito pionieristico, sostituendo la molla di ritorno con un elastico ricavato da un pezzo di camera d’aria. Un rimedio d’altri tempi, perfettamente in linea con la filosofia della rievocazione, che non gli ha impedito di tagliare il traguardo al primo posto.
Accoglienza speciale lungo i 1650 chilometri
Oltre all’aspetto sportivo, anche nel 2022 il Motogiro d’Italia ha confermato la propria dimensione di grande evento itinerante, capace di coinvolgere territori, amministrazioni locali, pro loco, moto club e associazioni sportive.
La carovana è stata festeggiata in tantissimi centri attraversati, con prove speciali e punti ristoro che hanno valorizzato tradizioni, storie locali e prodotti tipici. Tra i momenti più significativi, gli organizzatori ricordano l’accoglienza a:
- Serracapriola
- Bisceglie
- Torre Mileto
- Noicattaro
- Ceglie Messapica
- San Vito dei Normanni
- Avetrana
- Villa Castelli
- Grottaglie
- Palagianello
A Palagianello, in memoria di Tonino Capito, simbolo per anni del motociclismo tarantino, l’intera città, guidata dalla sindaca, ha salutato i partecipanti con un grande buffet e omaggi enogastronomici per tutti.
Emozionante anche il passaggio a Lavello, con tutte le scolaresche in piazza ad applaudire i concorrenti e uno spettacolare saluto finale: il volo di una poiana sudamericana e di un falco siberiano, addestrati dal falconiere Donato Massari, custode di una tradizione secolare che nella città risale ai tempi dei Normanni.
Non sono voluti essere da meno i piccoli comuni come Motta Montecorvino, nel Foggiano, dove tutti gli alunni del paese – diciotto bambini distribuiti in otto classi tra elementari e medie, con cinque insegnanti – sono scesi in piazza per raccontare ai motociclisti la storia del monumento simbolo del borgo: una maestosa quercia millenaria incastonata tra le case del centro.
Suggestiva anche la sosta di Torella del Sannio, nell’ultima tappa, con una colazione per oltre duecento persone a base di uova al tegamino, pancetta croccante e un vino rosso locale “leggero” da quindici gradi. Un’accoglienza che, come ha spiegato Giampiero, factotum della Pro loco, rappresenta il modo tradizionale del paese di salutare gli ospiti durante le feste.
Gala finale, premio speciale e sguardo al 2023
Il Motogiro 2022 si è chiuso con la consueta cena di gala e le premiazioni. In questa occasione è stato consegnato un riconoscimento speciale alla famiglia inglese di origine italiana Marzaroli: padre e figli, Peter, Matthew e Amy, tutti al via su tre BSA Sport 160 due tempi, autentico emblema dello spirito familiare e internazionale della manifestazione.
Nel bilancio finale, il presidente del Moto Club Terni Massimo Mansueti ha sottolineato come l’edizione 2022 abbia comunque registrato oltre sessanta partecipanti, quasi tutti giunti al traguardo, nonostante le difficoltà legate al contesto internazionale e alla guerra in Ucraina, che ha causato il forfait all’ultimo momento di tutti gli iscritti statunitensi.
Per il 2023 sono già allo studio diverse ipotesi di percorso, con il ritorno annunciato nelle aree del centro-nord Italia. I dettagli verranno resi noti a fine estate, ma la macchina organizzativa del Motogiro d’Italia è già ripartita.








