Motogiro d’Italia 2024, Tomassini e Donadonibus sugli scudi

La 33ª edizione della Rievocazione Storica del Motogiro d’Italia, organizzata dal Moto Club Terni L. Liberati – P. Pileri con la collaborazione della Federazione Motociclistica Italiana e Internazionale, si è conclusa sabato 25 maggio a Bologna dopo sei tappe e oltre 1600 chilometri. Nonostante un meteo spesso avverso, la grande classica per moto storiche ha confermato il proprio fascino, portando al traguardo 139 dei 175 verificati (203 gli iscritti), con arrivo finale a Zola Predosa e spettacolare parata conclusiva all’interno della Ducati Factory.
Pioggia, tappa annullata e classifica congelata
Il maltempo ha segnato in modo particolare la terza frazione, da Fontevivo (PR) a Villafranca di Verona: solo 20 dei 170 partenti sono riusciti a concludere entro il tempo massimo. Di fronte a una situazione così pesante, la direzione organizzativa ha scelto la via definita salomonica, annullando la tappa, congelando la classifica al giorno precedente e riprendendo regolarmente la gara dalla quarta giornata.
Le condizioni meteo difficili hanno caratterizzato anche le altre tappe, ma senza compromettere l’esito sportivo e organizzativo della manifestazione, che ha nuovamente confermato il Motogiro d’Italia come una delle più importanti gran fondo per moto storiche a livello internazionale.
Rievocazione anni Cinquanta: Tomassini fa 10, ma con brivido
Nella classe regina, la Rievocazione Storica che rievoca le edizioni disputate dal 1953 al 1957, il successo è andato al folignate Marco Tomassini, in sella a una Gilera 175 SS del 1957. Il chirurgo umbro, tra i maggiori specialisti mondiali di manifestazioni di regolarità storica, ha così centrato la decima vittoria nel Motogiro, la quarta consecutiva.
Un successo arrivato però al fotofinish. Tomassini ha chiuso infatti a pari punti con il grande rivale e amico Eric Willelme, al via con una Guzzi Lodola. L’olandese era stato inizialmente indicato come vincitore, grazie al dominio nelle prove speciali della tappa poi annullata. L’azzeramento di quella giornata ha però cancellato il vantaggio accumulato, rimandando tutto alle ultime frazioni.
Nelle tappe finali Tomassini e Willelme hanno duellato sul filo dei centesimi. Al termine di ulteriori verifiche, la differenza è stata fatta proprio dal numero di vittorie nelle prove speciali valide, escluse quelle della tappa annullata: un dettaglio che ha permesso a Tomassini di salire ancora una volta sul gradino più alto del podio della Rievocazione Storica del Motogiro d’Italia.
Terzo posto per il lombardo di Merate Marco Bonanomi, su MV Agusta 175 CSTL del 1955, che ha preceduto il conterraneo Giacomo Viganò e il romagnolo Valter Barbieri, entrambi al via con Moto Morini 175 GT del 1954.
Rievocazione anni Sessanta: Donadonibus domina
Per la prima volta la Rievocazione Storica anni Sessanta, ispirata al periodo in cui il Motogiro si svolse con la formula regolarità dal 1965 al 1967, ha avuto una propria classifica autonoma. A imporsi è stato il bergamasco Pier Fabrizio Donadonibus, in sella a una Lambretta Innocenti Gran Prix 200 del 1959.
Donadonibus ha vinto tutte le tappe, ad eccezione della quarta, dove è stato preceduto dallo statunitense Hugh Schink, al via con una Moto B 250 Zanzani 6 tiranti del 1965. Proprio Schink ha chiuso alle sue spalle nella classifica generale, mentre il podio è stato completato da Giovanni Zanetti su Norton Dominator 500. A seguire, Vittorio Cataldo Gonzaga su BSA Lightning 650 e l’americano Barry Porter su MV Agusta 150 RS.
Classic: Mattioli davanti a Paoloni e Angiolini
Numerosa come sempre la partecipazione nella categoria Classic, dedicata alle moto costruite dai primi anni Settanta alla metà degli anni Ottanta. Qui si è imposto il lombardo Paolo Mattioli, specialista della regolarità, in sella a una Kawasaki KZ 440 C del 1970.
Alle sue spalle è salito sul secondo gradino del podio Maurizio Paoloni, portacolori MV Agusta con la 350 S, mentre il terzo posto è andato ad Andrea Angiolini, più volte vincitore di questa categoria, con una Honda XL 350R. Quarto, più staccato, Franco Granato su Moto Morini 3 ½, che ha preceduto Paolo Penzo su Ducati Scrambler 450.
Heritage: Rudolf vince, sfortuna per la Sarolea del 1931
La categoria Heritage ha messo in passerella autentici gioielli d’epoca, di grande valore storico e collezionistico. Tra questi spiccava una Sarolea 500 del 1931, condotta dal collezionista belga Olivier Cambier con la moglie Nathalie Dereme come passeggera. La loro partecipazione si è però chiusa nel modo più amaro: un guasto meccanico irreparabile li ha costretti al ritiro a pochi chilometri dall’arrivo dell’ultima tappa.
La vittoria di categoria è andata al tedesco Ernest Rudolf, in sella a una Gilera Saturno 500 Sport del 1947. Secondo posto per il ternano Luciano Liberati, nipote dell’iridato Libero a cui è intitolato il Moto Club organizzatore, mentre il terzo gradino del podio è stato conquistato dall’ex motocrossista Italo Forni con una Guzzi Sport 250 del 1935, conservata in condizioni pressoché originali.
Categoria Motogiro: Cassel davanti ad Antonaci
Come tradizione, numerosi anche i partecipanti iscritti come turisti, raggruppati nella categoria Motogiro, pensata per chi vuole vivere l’evento con un taglio meno agonistico ma comunque regolamentato.
In questa classe si è imposto il tedesco Michael Cassel su Morini Corsaro Avio. Alle sue spalle il giornalista Claudio Antonaci, al via con una Benelli Imperiale, che ha avuto la meglio per pochissimi punti su Brigitte Benner, moglie del vincitore, in sella a una Triumph Trident 660.
Scooter: Fortunati svetta, Muroni ko ma resta in corsa
Nella categoria Scooter il bolognese Mauro Fortunati (Vespa PX 200 E) ha preceduto il romano Franco Carboni (Vespa Rally 200) e il veterano della manifestazione Silvano Fabbri su Kimko New People.
Degna di nota la sfortunata prova di un altro portacolori del Vespa Club Roma, Francesco Muroni: mentre era saldamente al comando della classifica è scivolato nella quarta tappa, riportando la frattura di una gamba. Nonostante l’infortunio, Muroni ha scelto di restare al seguito della carovana fino al termine dell’evento, viaggiando sui mezzi dell’assistenza.
Tehulche dall’Argentina e gioielli tecnici d’epoca
Fra le tante curiosità di questa edizione spicca la presenza di tre partecipanti argentini, arrivati al via con altrettante Tehulche 75 4 tempi, unica marca motociclistica nazionale del loro paese. Il marchio fu fondato nei primi anni Cinquanta da un ingegnere italiano emigrato in Argentina e rimase in attività per circa un decennio.
Le Tehulche 75 4T sono moto leggere, dotate di propulsore interamente in alluminio con distribuzione a cascata di ingranaggi e soluzioni tecniche estremamente avanzate per l’epoca, che hanno suscitato grande interesse tra appassionati e addetti ai lavori.
Benelli, Honda Monkey e le squadre ufficiali
Nell’anno dell’anniversario della vittoria della Benelli Leoncino al primo Motogiro con Leopoldo Tartarini, la Casa pesarese è tornata protagonista con una squadra ufficiale, affidata a tre giornalisti e all’ex iridato della 125 Pierpaolo Bianchi. In un ideale filo rosso tra passato e presente, Benelli ha inoltre donato due caschi serigrafati ad hoc per l’evento a due giovanissimi partecipanti, entrambi belgi.
Altra presenza di rilievo quella della squadra ufficiale Honda Monkey, guidata dal regista e documentarista Emerson Gattafoni e composta dai giornalisti Gerard Rancinan, Donato Coco e Valeria Cagnoni.
Oltre ai due team ufficiali citati, hanno preso parte al Motogiro altre sette formazioni rappresentative. In totale erano presenti tredici federazioni motociclistiche nazionali, in rappresentanza di tutti i continenti, a conferma della dimensione internazionale della manifestazione.
Una bassotta star dei social e il sostegno della FMI
A dare un tocco di colore in più al Motogiro 2024 è stata anche Mimì, una bassotta che ha viaggiato per tutto il percorso, prove speciali comprese, nello zainetto di Vittorio Catalano Gonzaga (BSA Lightning 650 del 1969). La piccola passeggera è diventata in breve tempo una vera star, collezionando un numero record di like sui social.
Alla partenza dell’ultima tappa era presente anche il vicepresidente della Federazione Motociclistica Italiana, Rocco Lopardo, che all’arrivo ha espresso grande soddisfazione per quella che ha definito la seconda giovinezza del Motogiro, anche grazie alla formula delle due rievocazioni storiche dedicate agli anni Cinquanta e agli anni Sessanta. Lopardo ha auspicato che si possa proseguire su questa strada, all’insegna di storia, cultura e sicurezza.
Sguardo al 2025 e territori coinvolti
Durante i saluti finali non è mancata la commozione: organizzatori e partecipanti hanno vissuto momenti di forte emozione, con lacrime di gioia a suggellare la chiusura di un’edizione particolarmente intensa.
Il presidente del Moto Club Terni, Massimo Mansueti, ha dato appuntamento al prossimo anno annunciando che il percorso 2025 verrà reso noto a breve. Un punto fermo c’è già: è previsto un evento speciale a Terni, in occasione del centesimo anniversario della fondazione del Moto Club.
La Rievocazione Storica del Motogiro 2024 è stata realizzata con il supporto dei comuni di:
- Castelfranco Emilia
- Fontevivo
- Mantova
- Pisa
- Ferrara
- Sala Baganza
- San Giovanni Lupatoto
- Viareggio
- Villafranca di Verona
- Zola Predosa
Hanno sostenuto l’evento Benelli, Misano World Circuit, Food Distribution by Serafini, SRF Spedizioni, Stegagno Trasporti S.P.A. e Stylmartin, confermando il forte legame tra il Motogiro d’Italia e il mondo dell’industria motociclistica e dei partner tecnici.





