MotoGP Austin 2026, Marini ancora a punti: è lui il miglior Honda

Luca Marini esce da Austin con un altro piazzamento a punti e si conferma il riferimento Honda in questo avvio di MotoGP 2026. Nel GP delle Americhe il pilota del team Honda HRC Castrol chiude nono con un sorpasso all’ultimo giro su Bagnaia, mentre il compagno di squadra Joan Mir finisce a terra mentre lottava per la top ten.
Marini rimonta e strappa la top 10 all’ultimo giro
La domenica di Austin si è aperta con condizioni meteo favorevoli ma con un vento insidioso, elemento che ha reso la gestione delle staccate ancora più delicata. Partito dall’undicesima casella, Marini ha compromesso la fase iniziale con uno start peggior rispetto al sabato, ritrovandosi subito imbottigliato tra una KTM e una Ducati Gresini nella strettissima prima curva del COTA.
Da lì in poi la gara del numero 10 è stata una lunga sequenza di duelli nel gruppo, in un contesto caotico soprattutto nei primi giri. Una volta stabilizzatosi ai margini della top ten, Marini si è accodato a Raul Fernandez, trovando un passo simile a quello del trenino di metà gruppo e gestendo con attenzione i punti di frenata, modificati anche dal cambio di direzione del vento.
Nel finale, intravista la difficoltà di un Bagnaia in netto calo, Marini ha continuato a girare sul proprio ritmo senza strappi inutili, costruendo il terreno per l’attacco decisivo nel giro conclusivo. Il sorpasso sul due volte campione MotoGP gli vale il nono posto al traguardo e un bottino di punti importante nella corsa al ruolo di miglior pilota Honda.
Con il risultato di Austin, e sommando anche i punti raccolti nella Sprint, Marini sale infatti al decimo posto in classifica iridata. Il distacco da Alex Marquez, vicecampione 2025, è di soli cinque punti, mentre il margine su Johann Zarco nella battaglia interna tra i piloti Honda arriva a dieci lunghezze.
Mir veloce ma ancora a terra: potenziale e limiti della Honda
La domenica di Joan Mir è stata l’altra faccia della medaglia in casa Honda HRC Castrol. Dopo un buono start, lo spagnolo ha subito ingaggiato una battaglia serrata con le numerose Ducati presenti in griglia, confermando le sensazioni positive già intraviste il sabato in termini di ritmo e capacità di attacco.
Un lungo nella prima parte di gara, controllato comunque in extremis con un salvataggio spettacolare, lo ha però costretto a tagliare largo nel primo settore. L’episodio gli è costato una Long Lap Penalty, che Mir non ha comunque avuto il tempo di scontare: impegnato a restare nel gruppo che lottava per la top ten, il maiorchino è infatti scivolato all’anteriore, chiudendo anzitempo la sua corsa.
La caduta non ha avuto conseguenze fisiche, ma ha evidenziato ancora una volta il margine di rischio con cui Mir è costretto a convivere quando si trova nel traffico. Da solo in pista il campione 2020 riesce a mantenere un passo competitivo, mentre nel gioco delle scie e dei sorpassi deve spesso forzare l’ingresso curva per compensare una trazione in uscita ancora non al livello dei migliori.
Il bilancio dopo Austin parla di soli tre punti e della diciannovesima posizione in classifica mondiale per Mir, ma anche di sensazioni di guida più positive rispetto ai primi passi con Honda. Lo spagnolo ha sottolineato come il potenziale ci sia e come la moto sia cresciuta rispetto al suo debutto con il marchio giapponese, pur restando evidente la necessità di migliorare la trazione posteriore per alleggerire il lavoro sull’avantreno.
Honda HRC Castrol guarda a Jerez: tre settimane chiave
Il GP delle Americhe chiude il primo trittico extraeuropeo della stagione 2026 e segna il rientro del Mondiale in Europa. Per Honda HRC Castrol si apre ora una fase cruciale di lavoro in vista del Gran Premio di Spagna, in programma a Jerez dal 24 al 26 aprile.
Le tre settimane che separano Austin da Jerez saranno dedicate a recupero fisico, analisi dati e sviluppo tecnico, con l’obiettivo dichiarato di avvicinarsi stabilmente alla top eight in gara. Marini, forte della crescita costante e della posizione di miglior pilota Honda in classifica, avrà il compito di confermare la progressione e trasformare le buone rimonte in partenze più efficaci.
Per Mir il focus sarà ridurre il gap tra il passo mostrato sul giro secco o in pista libera e la resa nel corpo a corpo, lavorando in particolare sulla trazione in uscita di curva per poter attaccare e difendersi senza dover sovraccaricare l’anteriore.
In uno scenario MotoGP sempre più compattato nei tempi e nelle prestazioni, la gara di Austin conferma come per Honda ogni dettaglio faccia la differenza. Marini porta a casa punti pesanti e fiducia, Mir paga a caro prezzo l’errore ma esce consapevole di avere il ritmo per giocarsi posizioni più ambiziose. La risposta definitiva arriverà sui cordoli di Jerez, primo vero banco di prova europeo del 2026 per il progetto Honda HRC Castrol.