10 Febbraio 2026

Motor Bike Expo 2019, edizione da record a Verona

Motor Bike Expo chiude a un’edizione da ricordare, con 170.000 visitatori in quattro giorni e una conferma del ruolo centrale nel panorama internazionale del e delle . Il Salone scaligero si consolida così come appuntamento di riferimento per appassionati, operatori e preparatori, grazie a un mix di sport, spettacolo e cultura motociclistica.

Affluenza record e format in evoluzione

L’undicesimo anno di Motor Bike Expo a Veronafiere ha fatto segnare un nuovo picco di presenze, superando i numeri del 2018. Gli otto padiglioni coperti, per circa 80.000 metri quadrati, e oltre 20.000 metri quadri di aree esterne hanno offerto un programma fitto di gare, esibizioni e presentazioni, con un sabato da tutto esaurito e due prime giornate particolarmente apprezzate da operatori e visitatori in cerca di tranquillità tra gli stand.

La rassegna ha messo in vetrina sia la produzione di serie sia l’universo della personalizzazione, settore in cui MBE è considerato tra i punti di riferimento mondiali. L’apertura del giovedì si è ormai ritagliata un ruolo da giornata business per gli addetti ai lavori, mentre l’esperimento dell’orario prolungato il sabato sera ha registrato un riscontro positivo da parte del pubblico. La direzione di Veronafiere e gli organizzatori Francesco Agnoletto e Paola Somma sottolineano come la crescita costante in termini di presenze, soddisfazione di espositori e partnership internazionali confermi il Salone come evento leader del settore.

Accanto alle novità e alle anteprime di moto, iniziative e campionati, la manifestazione ha richiamato in forze anche il mondo delle competizioni. Nei padiglioni e nelle aree esterne si sono alternati campioni del Motomondiale come , Luca Cadalora, Roberto Locatelli, Alessandro Gramigni, Marco Lucchinelli e , oltre agli specialisti dei grandi raid africani e Franco Picco.

Tra sport, spettacolo e short track indoor

La componente sportiva ha trovato spazio con le premiazioni dei campionati di velocità Dunlop Cup e e la presentazione delle rispettive edizioni 2019. Nell’area off-road hanno fatto tappa i rallisti Paolo Caprioni e Roberto Boano, affiancando nuovamente Franco Picco. Nel padiglione 8 i riflettori si sono accesi sulla ThunderVolt NK-E, la moto elettrica sviluppata con Loris Reggiani, protagonista di esibizioni molto seguite grazie ai giovani talenti Marco Bezzecchi, Elia Bartolini e Alessio Salaroli.

Bartolini, pilota dello Sky VR46 Junior Team, si è distinto anche sull’inedito ovale indoor di short track su cemento, una prima europea allestita sempre nel padiglione 8. Qui, ogni giorno, tra 60 e 80 appassionati hanno potuto provare la guida di traverso con le YCF Sunday Motors 150 e con le ThunderVolt elettriche, assistiti dagli istruttori della Di Traverso School di Marco Belli. Tra i piloti del trofeo Over The Top di flat track, vinto da Danilo Seclì su Dominator, e i campioni di velocità e fuoristrada scesi in pista per divertimento, il migliore al cronometro è stato proprio Bartolini, davanti a specialisti come Francesco Cecchini, Vittorio Emanuele Marzotto e Adelio Lorenzin.

Non è mancato lo spettacolo puro alla Motul Arena, dove si è disputata la quinta edizione della Stunt Competition internazionale, in collaborazione con Mirabilandia. A imporsi è stato il danese Mike Jensen, stunt rider ufficiale Red Bull. Nell’Area C, gli appassionati di motori a quattro ruote hanno seguito la Drift Kings Italy Exhibition: dopo le qualifiche dominate da Massimo Cecchin su Subaru, il titolo è andato ad Alberto Cona su BMW M3.

Bike show, premi internazionali e scena custom italiana

La giornata conclusiva è stata dominata dai e dai riconoscimenti riservati alle migliori special. I Magazine Award, assegnati da una giuria di giornalisti stranieri, hanno affiancato i contest organizzati dalle riviste di settore e, per la prima volta, dalle community internazionali di customizzatori, mettendo in luce l’elevato livello delle preparazioni esposte nell’area custom.

Particolarmente atteso il Bike Show di LowRide, sul Main Stage del padiglione 1. Il Best of Show è stato assegnato ex aequo ai giapponesi Suicide Cycles e all’officina milanese Radikal Chopper, protagonisti assoluti dei contest di questa edizione con due chopper che hanno raccolto premi trasversalmente alle diverse categorie. Il profilo internazionale di MBE è stato rafforzato anche dalla collaborazione con il festival indonesiano Suryanation Motorland, che ha messo in palio a Verona un montepremi complessivo di 8.000 euro.

Per gli organizzatori indonesiani, la migliore special di Motor Bike Expo 2019 è stata Deeva, realizzata dall’officina bresciana Gallery Motorcycles: una racer old school costruita attorno a un motore Harley-Davidson del 1920, scelta per rappresentare l’Italia alla Final Grand Battle in programma a ottobre a Giacarta. Nel padiglione 5, allo stand Honda, la terza edizione del Ferro Honda Award ha premiato la special di Maurizio Carraro dell’officina Imbarcadero 14 Venice, una scrambler aggressiva su base Honda SLR 650 con carrozzeria monoscocca e pneumatici tassellati. Per il laboratorio veneziano il riconoscimento consiste in una Honda nuova, destinata a essere trasformata in special e mostrata negli stand ufficiali della Casa nel corso del 2019.

Nel pomeriggio si sono svolti anche i Metzeler Award Motor Bike Expo 2019, riservati alle special equipaggiate con gli pneumatici del marchio. Una giuria composta da stampa specializzata e addetti ai lavori, affiancata da Max Pezzali, ha incoronato al primo posto il full custom J One firmato MS Artrix, di proprietà di Jimmy Ghione, che si aggiudica un set di Metzeler Cruisetec da montare sulla prossima special destinata all’olimpionico di scherma Aldo Montano.

Il tocco finale alla domenica è arrivato dall’American Kustom Cars Reunion, che ha portato nel piazzale di Veronafiere una selezione di auto statunitensi d’epoca, trasformando l’area tra i padiglioni 2 e 3 in una passerella di carrozzerie anni Cinquanta e Sessanta. Tra Chevrolet Bel Air, Cadillac DeVille e lowrider Mercury, ha spiccato un rarissimo Volkswagen Transporter “Bulli” del 1967 trasformato in gelateria ambulante, simbolo di come Motor Bike Expo continui a intrecciare, in un unico grande contenitore, cultura custom, lifestyle e passione su due e quattro ruote.