27 Febbraio 2026

Nuovo logo FMI, restyling firmato da Aldo Drudi

Nuovo logo FMI, restyling firmato da Aldo Drudi

La ha presentato a Milano il restyling del proprio logo, un passaggio simbolico che segna il percorso di rinnovamento intrapreso dall’ente nel segno della modernità e del rispetto della tradizione.

La presentazione a Milano

L’annuncio del nuovo logo è avvenuto il 29 ottobre al Tennis Club Alberto Bonacossa di Milano, circolo intitolato a colui che fu Presidente del Moto Club d’Italia, poi divenuto Federazione Motociclistica Italiana, dal 1914 al 1931. All’evento hanno partecipato numerosi rappresentanti delle istituzioni, del mondo industriale e della stampa.

Tra i presenti, oltre alla dirigenza FMI, figuravano la Presidente del Tennis Club Alberto Bonacossa, Elena Buffa di Perrero, e la direttrice del circolo, Martina Alabiso. Il designer Aldo Drudi, autore del restyling, è intervenuto tramite videomessaggio.

Un simbolo più leggibile e contemporaneo

Il nuovo logo della Federazione Motociclistica Italiana si distingue per una lettura più immediata dell’acronimo FMI e per una palette cromatica rivista, capace di coniugare eleganza e modernità. L’intervento grafico punta a rendere il simbolo più efficace in tutti i contesti di utilizzo, mantenendo però un forte legame con la storia dell’ente.

Il nuovo marchio farà il suo debutto ufficiale nella Campagna Tesseramento FMI 2025, in partenza lunedì 4 novembre, e verrà progressivamente esteso a tutti i nuovi materiali della Federazione.

Copioli: FMI proiettata nel futuro

Nel corso dell’incontro, il Presidente FMI Giovanni Copioli ha evidenziato come il restyling del logo rappresenti un passaggio chiave nel percorso di aggiornamento dell’immagine federale.

Giovanni Copioli, Presidente FMI, ha sottolineato che questo intervento nasce dalla volontà di proiettare la federazione nel futuro senza smarrire i propri riferimenti storici e culturali. Ha ricordato che la FMI, fondata nel 1911, è sempre stata al passo con i tempi, e ha ringraziato Aldo Drudi per il lavoro creativo svolto e Giacomo Agostini per il ruolo di costante punto di riferimento per il motociclismo italiano.

Copioli ha inoltre richiamato le sfide che attendono la FMI nel breve e lungo periodo, evidenziando come il nuovo logo e la nuova immagine istituzionale accompagneranno la federazione in questa fase, coniugando modernità e consapevolezza delle proprie radici.

Agostini: nuova immagine nel solco dell’istituzionalità

Alla presentazione è intervenuto anche Giacomo Agostini, 15 volte Campione del Mondo, figura iconica del motociclismo sportivo e riferimento per le nuove generazioni di piloti.

Giacomo Agostini ha espresso soddisfazione e orgoglio per essere parte di questo momento di rinnovamento dell’immagine FMI. Ha apprezzato in particolare il fatto che il nuovo logo sappia dare una veste rinnovata alla federazione nel pieno rispetto della sua dimensione istituzionale.

Agostini ha ricordato il suo legame storico con la , con la quale condivide spesso obiettivi e traguardi sportivi e culturali. Ha citato il suo recente docufilm Ago, patrocinato da CONI e FMI, come esempio di impegno nella diffusione della cultura motociclistica e dei valori sportivi che hanno segnato la sua carriera.

Drudi: un restyling di fino su un simbolo storico

L’autore del restyling, il designer Aldo Drudi, ha definito il progetto una grande opportunità professionale. Intervenendo in videomessaggio, ha spiegato la filosofia alla base del lavoro sul nuovo logo FMI.

  • L’intervento, solo in apparenza semplice, ha riguardato un simbolo storico e altamente identificativo, richiedendo quindi grande attenzione alle rifiniture.
  • La priorità è stata migliorare la leggibilità dell’acronimo FMI, affrontando anche la complessità di bilanciare visivamente le lettere, in particolare la F e la I.
  • È stato svolto un lavoro di set up, mutuando il termine dal mondo motociclistico, volto a perfezionare tutti i dettagli del marchio.
  • I colori sono stati aggiornati per rispecchiare storia e tradizione del logo, ma reinterpretati in chiave contemporanea.

Il risultato è un segno che conserva la memoria della federazione, ma al tempo stesso dialoga con le esigenze comunicative attuali e future.