WorldSBK Assen: penalità fuel flow per Ducati e Bimota

Penalità fuel flow per Ducati e Bimota nel WorldSBK ad Assen

La FIM ha imposto una riduzione del flusso carburante di 0,5 kg/h a Ducati e Bimota in vista del round di Assen.

Alla vigilia del Pirelli Dutch Round di Assen, il Mondiale introduce importanti novità regolamentari: penalità sul flow in per e e nuove omologazioni tecniche in vista della stagione . Interventi che incidono sia sulle prestazioni in pista sia sulla lista dei modelli ammessi nelle categorie derivate dalla serie.

Penalità sul fuel flow in WorldSBK per Ducati e Bimota

Dopo il secondo Concession Checkpoint previsto dal regolamento, la FIM ha rilevato che Ducati e Bimota hanno superato la soglia di performance definita dall’articolo 2.4.3.2. In base a questo parametro, che misura l’efficacia complessiva del pacchetto moto-pilota lungo l’arco del campionato, scatta una penalità legata al consumo di .

I due costruttori dovranno affrontare il round di Assen con una riduzione del flusso di benzina pari a 0,5 kg/h. Si tratta di un correttivo che può influire sulla gestione della potenza, soprattutto sulle piste veloci, costringendo i tecnici a trovare nuovi equilibri tra velocità di punta, accelerazione e consumi.

Il sistema dei Concession Checkpoint è pensato per mantenere il campionato il più equilibrato possibile, intervenendo quando un costruttore dimostra un vantaggio prestazionale considerato eccessivo. La penalità sul fuel flow rientra dunque in una più ampia strategia di bilanciamento, che punta a contenere gli scarti tra le diverse moto in griglia senza snaturare la natura racing del Mondiale Superbike.

Nuove omologazioni 2026: QJ Motor e Kove entrano in scena

Accanto agli aggiustamenti sportivi, arrivano novità anche sul fronte tecnico con due passaggi chiave nelle omologazioni FIM in vista del 2026. Nella categoria Supersport Next Generation, la QJ Motor SRK 800 RS ottiene l’omologazione definitiva: il suo status non è più sospeso e la moto viene ufficialmente inserita nella lista dei modelli eleggibili per il campionato.

Per il costruttore cinese, la QJ Motor SRK 800 RS rappresenta un tassello strategico per rafforzare la presenza nel panorama racing internazionale. L’ingresso nella Supersport Next Generation conferma la crescente apertura della categoria a moto di cilindrate e configurazioni diverse rispetto allo schema tradizionale dei 600 quattro cilindri, in linea con l’evoluzione del .

Novità anche nel panorama Sportbike, dove la Kove 450 RR completa la fase 2 del processo di omologazione FIM. Questo step sancisce il via libera definitivo del modello per l’utilizzo nelle competizioni riconosciute, ampliando ulteriormente il ventaglio di moto disponibili per team e piloti interessati a progetti alternativi ai marchi più consolidati.

Impatto sul campionato e prospettive per i costruttori

Le decisioni prese in vista del round di Assen confermano la doppia direttrice su cui si muove il Mondiale riservato alle derivate dalla serie: da un lato il continuo affinamento dei meccanismi di bilanciamento delle prestazioni, dall’altro l’apertura a nuovi costruttori e modelli attraverso le omologazioni FIM.

Nel breve periodo, l’attenzione sarà puntata soprattutto su come Ducati e Bimota gestiranno la penalità sul fuel flow in un weekend tradizionalmente impegnativo come quello olandese. La riduzione di 0,5 kg/h potrebbe richiedere:

  • mappature motore più conservative sui rettilinei
  • setting rivisti per privilegiare la scorrevolezza in curva
  • strategie di gara più attente nella gestione del ritmo
  • un lavoro di fino su elettronica e trazione per compensare il calo di margine

Nel medio periodo, l’ingresso della QJ Motor SRK 800 RS in Supersport Next Generation e l’avanzamento della Kove 450 RR tra le Sportbike arricchiscono la griglia con proposte tecniche inedite. Una maggiore varietà di marchi e piattaforme può tradursi in un campionato più vivace, con possibilità di sviluppo interessanti per i team indipendenti e nuove opportunità commerciali per i costruttori emergenti.

Il Pirelli Dutch Round diventa così non solo un banco di prova sportivo, ma anche il primo assaggio concreto di un 2026 che si preannuncia ricco di spunti tecnici, regolamentari e di mercato per il mondo delle derivate dalla serie.