Piemonte, nuove regole per i percorsi fuoristrada turistici

Piemonte, nuove regole per i percorsi fuoristrada turistici

In Piemonte cambiano le regole per l’uso dei percorsi fuoristrada a fini turistici e sportivi non competitivi. Una modifica alla storica legge regionale sulla tutela ambientale introduce nuove scadenze e responsabilità per comuni, unioni di comuni e realtà motociclistiche del territorio.

Cosa prevede la nuova normativa regionale

La Legge Regionale 32 del 2 novembre 1982, che disciplina la conservazione del patrimonio naturale e dell’assetto ambientale, è stata aggiornata dalla Legge Regionale 16 del 29 luglio . Nell’ambito del capitolo dedicato ad ambiente e foreste, il testo interviene in particolare sull’articolo 11, quello che regola il fuoristrada.

Il comma 3 dell’articolo 11 viene completamente riscritto, ridefinendo il quadro autorizzativo per mulattiere, piste e strade forestali utilizzate a scopo turistico e per attività sportive non competitive. Il punto centrale è che i percorsi fuoristrada non sono più consentiti in modo indeterminato, ma possono essere individuati e regolamentati solo attraverso specifici atti dei comuni o delle unioni di comuni.

Le amministrazioni locali possono quindi autorizzare percorsi dedicati, purché tracciati su vie già esistenti e non di nuova apertura, comunicando l’individuazione di tali itinerari alla Regione Piemonte. La validità dei percorsi è legata alla corretta segnalazione sul territorio e al rispetto delle finalità di tutela ambientale previste dalla legge.

Ruolo dei comuni e limiti temporali dei percorsi

La responsabilità di definire quali tracciati possano essere utilizzati ricade sulle unioni di comuni, oppure sui singoli comuni in loro assenza. Gli enti locali devono adottare un proprio regolamento per disciplinare l’uso dei percorsi fuoristrada, specificando condizioni e modalità di accesso, sempre nel rispetto della salvaguardia del territorio.

La normativa introduce inoltre una serie di verifiche preliminari obbligatorie. Prima di autorizzare un tracciato, il comune deve valutare:

  • la stabilità idrogeologica delle aree interessate
  • le condizioni del fondo e dello sviluppo del tracciato
  • la compatibilità con le attività turistiche esistenti
  • l’impatto sulle componenti naturalistiche e ambientali

Ogni percorso autorizzato ha una durata massima di cinque anni. Alla scadenza, l’eventuale rinnovo non è automatico: può avvenire solo dopo una nuova valutazione delle condizioni di idoneità che erano state verificate al momento della prima individuazione. In questo modo la Regione punta a mantenere un controllo costante sugli effetti dell’attività fuoristrada sul territorio.

Decadenza dei vecchi percorsi e impatto sui Moto Club

Una delle novità più rilevanti riguarda i percorsi già esistenti. La legge stabilisce che tutti gli itinerari a fini turistici e sportivi non competitivi individuati prima del 30 giugno 2016 decadono automaticamente alla data del 30 novembre 2016. Dopo questa scadenza non potranno più essere utilizzati, a meno che non vengano nuovamente autorizzati secondo le nuove procedure.

Ciò significa che anche i tracciati storicamente usati da appassionati, associazioni e Moto Club devono essere rivisti e formalmente rinnovati. I comuni dovranno decidere se confermarli, modificarli o escluderli, verificando caso per caso la compatibilità con le esigenze di tutela ambientale e di fruizione del territorio.

In questo contesto la richiama l’attenzione dei Moto Club piemontesi, invitandoli ad attivarsi per tempo nei confronti dei rispettivi comuni o unioni di comuni. Senza un nuovo atto di individuazione e autorizzazione, i percorsi finora utilizzati non saranno più legittimamente praticabili. Per il mondo del fuoristrada regionale si apre quindi una fase di ristrutturazione regolamentare, che richiederà dialogo tra amministrazioni, associazioni e appassionati per garantire continuità alla pratica dell’offroad nel rispetto dell’ambiente.