Pirelli porta gomme dedicate per la sfida di Phillip Island

Pirelli porta gomme dedicate per la sfida di Phillip Island

Pirelli si presenta al d’Australia con un’allocazione di pneumatici specifica per il Circuito di , il tracciato più severo del calendario per quanto riguarda lo stress sulle gomme. asfalto, layout unico e condizioni meteo spesso estreme impongono infatti soluzioni posteriori di sviluppo e mescole più dure per le classi Moto2 e Moto3.

Phillip Island, il banco prova più estremo per le gomme

Il Circuito di Phillip Island è uno dei pochi impianti al mondo rimasto quasi invariato in quasi 70 anni di storia. Il suo layout vecchio stile, con una prevalenza di curve a sinistra, un susseguirsi di curvoni veloci e un solo lungo rettilineo in discesa, genera un lavoro termo-meccanico elevatissimo sui pneumatici, soprattutto sul lato sinistro.

La recente riasfaltatura, sperimentata da Pirelli a febbraio con il Mondiale e l’Australian Superbike, ha reso la pista ancora più impegnativa: l’asfalto è più abrasivo e severo sulle mescole. Sebbene nel corso dei mesi il fondo possa essersi stabilizzato rispetto a quando era ancora fresco e leggermente sporco, i livelli di abrasività restano molto alti.

Per Moto2 e Moto3 si tratta della prima volta a Phillip Island con Pirelli, e questo rende il weekend un importante banco di prova, in particolare per la Moto2, la categoria che promette di sottoporre le gomme agli sforzi maggiori.

Free practice Moto2 allungata per i long run

Proprio per gestire l’unicità e la severità del tracciato, Pirelli, in accordo con IRTA, ha ottenuto l’estensione della durata della sessione di free practice del venerdì mattina per la Moto2: 55 minuti, con 15 minuti aggiuntivi rispetto al formato standard. Questo permetterà a team e piloti di effettuare long run con entrambe le soluzioni posteriori a disposizione, raccogliendo dati fondamentali sul comportamento delle mescole in condizioni di gara.

Allocazione gomme per Moto2 e Moto3

Per affrontare Phillip Island, Pirelli ha definito un’allocazione specifica che mantiene due mescole slick all’anteriore e due al posteriore per ciascuna classe, come da standard, ma modificando tipologia e quantità dei pneumatici.

Soluzioni anteriori comuni (Moto2 e Moto3)

  • Anteriori di gamma soft SC1
  • Anteriori di gamma medium SC2
  • 8 pneumatici per ciascuna soluzione (2 in più rispetto alle 6 unità previste dall’allocazione standard)

Allocazione Moto2 posteriore

  • Soft di sviluppo D0532 (già utilizzata a Sachsenring e Aragón) in 8 pezzi per pilota
  • Hard di gamma SC3 in 6 pezzi per pilota

Allocazione Moto3 posteriore

  • Medium SC2 come opzione più morbida, in 8 pezzi per pilota
  • Hard di sviluppo C1096, già introdotta in alcuni GP, come alternativa, in 8 pezzi per pilota

Pur con un’allocazione specifica e quantitativi maggiorati per alcune soluzioni, il numero di pneumatici che ogni pilota può utilizzare nell’arco del weekend resta invariato rispetto al regolamento standard: 8 anteriori e 9 posteriori, per un totale di 17 pneumatici a pilota.

Layout, vento e carichi: perché Phillip Island stressa le gomme

Costruito nel 1956, Phillip Island unisce curvoni veloci e ampio raggio a due soli tornantini che diventano i punti principali per i sorpassi. Il rettilineo principale, in discesa, consente velocità di punta molto elevate e contribuisce a generare forze significative in frenata e ingresso curva.

I pneumatici sono sottoposti a:

  • forte e costante lavoro termo-meccanico, soprattutto sul lato sinistro
  • surriscaldamento localizzato in specifiche aree del battistrada
  • alte forze di deriva con angoli di piega estremi
  • torsioni e carichi obliqui molto marcati

A tutto questo si aggiungono le tipiche condizioni meteo del circuito australiano, con possibilità di forte vento e temperature molto variabili, che rendono ancora più complessa la gestione delle gomme sull’arco della gara.

La Southern Loop, la curva che mette in crisi le mescole

La curva 2 di Phillip Island, la celebre Southern Loop, è una delle sezioni più critiche al mondo per uno pneumatico. Si tratta di un lunghissimo curvone a sinistra con raggio medio-largo, affrontato a gas aperto, con un angolo di piega sostanzialmente costante per un tempo prolungato.

In queste condizioni i pneumatici lavorano a lungo su una fascia molto ristretta del battistrada. Il risultato è:

  • rapido aumento di temperatura in una zona limitata della gomma
  • possibile perdita di aderenza sull’asfalto
  • ulteriore incremento di temperatura per attrito
  • importante asportazione di materiale dal battistrada

Si può così innescare un aumento esponenziale e difficilmente controllabile della temperatura, tale da provocare una vera e propria decomposizione termica della mescola se non gestita correttamente da piloti, team e fornitori di pneumatici.

In questo contesto, la scelta Pirelli di combinare anteriori di gamma collaudati con posteriori di sviluppo e mescole più dure rappresenta un passaggio chiave per affrontare il weekend australiano in sicurezza, mantenendo al tempo stesso le prestazioni richieste dal livello della Moto2 e della Moto3.