Pirelli rilancia SC0 anteriore e nuova SCQ per il round di Imola

Pirelli rilancia SC0 anteriore e nuova SCQ per il round di Imola

Pirelli torna protagonista a Imola per il Campionato Mondiale FIM riportando in pista alcune delle mescole più attese della sua gamma racing. Sul tecnico tracciato dell’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari, assente dal calendario da tre anni, il costruttore italiano schiera infatti la completa offerta anteriore e ripropone al posteriore la nuova SCQ di sviluppo, già vista in azione a .

Il contesto: il ritorno di Imola nel WorldSBK

Il circuito di Imola, che ha già ospitato il Mondiale Superbike in 17 occasioni, torna in calendario dopo l’ultima apparizione datata 2019. Rispetto al recente round di Donington, Pirelli prevede condizioni molto differenti: temperature dell’aria e dell’asfalto più elevate e un tracciato meno aggressivo sul piano dell’usura. È anche per questo che l’allocazione pneumatici per Imola si arricchisce di soluzioni più morbide, rimaste invece fuori dalla scelta inglese per via del asfalto e delle temperature più basse.

WorldSBK: gamma anteriore completa e confronto tra SCX

Per la classe regina del Mondiale Superbike, Pirelli mette a disposizione una gamma completa di mescole, tutte omologate e acquistabili anche dai motociclisti comuni.

Anteriore

  • SC0 morbida: 6 pneumatici a pilota
  • SC1 media: 8 pneumatici a pilota
  • SC2 hard: 8 pneumatici a pilota

La vera novità è la presenza della SC0 anteriore, gomma morbida che ha fatto il suo debutto nella gamma Pirelli proprio nel e che prosegue così il suo percorso di sviluppo, iniziato a Barcellona e proseguito a Misano. L’obiettivo è verificarne prestazioni e costanza su un tracciato impegnativo come Imola.

Posteriore

  • SCX super morbida di gamma: 8 pneumatici a pilota
  • SCX-A di sviluppo (specifica B0800): 8 pneumatici a pilota
  • SC0 morbida (opzionale in caso di temperature insolitamente basse): 5 pneumatici a pilota
  • SCQ extra soft di sviluppo (specifica C0004) per e Superpole Race

La SCX di gamma e la SCX-A di sviluppo B0800 restano le principali alternative per le gare lunghe, con il costante confronto tra soluzione standard e prototipo. La SC0 posteriore entra in gioco solo qualora le temperature fossero sorprendentemente inferiori alle medie stagionali previste.

Per la Superpole e la Superpole Race, Pirelli rimette in campo la SCQ di sviluppo in specifica C0004, gomma extra soft introdotta a Misano e ora nuovamente sotto esame per verificarne le prestazioni sui 10 giri della gara breve.

WorldSSP: doppia SC1 davanti, SCX o SC0 dietro

Anche per la categoria WorldSSP Pirelli mantiene una strategia mirata al confronto tecnico tra misure e mescole.

Anteriore

  • SC1 standard WorldSSP in misura 120/70
  • SC1 utilizzata in in misura 125/70

La presenza delle due versioni SC1 consente di proseguire il lavoro di comparazione tra le diverse misure dell’anteriore, valutandone comportamento, grip e resa sulla distanza.

Posteriore

  • SCX di gamma
  • SC0 di gamma

La SCX è la candidata principale in caso di asfalto caldo, mentre la SC0 rappresenta l’alternativa per situazioni meno estreme dal punto di vista termico.

Gli obiettivi di sviluppo secondo Pirelli

Dal punto di vista tecnico, Pirelli sottolinea come Imola rappresenti un banco di prova fondamentale per due linee di sviluppo: la nuova morbida anteriore SC0 e la SCQ posteriore extra soft. Sul fronte anteriore, la presenza della gamma completa dalla SC0 alla SC2 consente di affinare la valutazione sulla nuova soluzione morbida, monitorandone comportamento, feeling con i piloti e costanza di prestazione.

Per quanto riguarda il posteriore, il confronto tra SCX di gamma e SCX di sviluppo B0800 prosegue con l’obiettivo di trovare il miglior compromesso tra grip e durata sulle gare lunghe. La SCQ in specifica C0004, dedicata a qualifiche e Superpole Race, sarà nuovamente messa alla prova per comprenderne a fondo le potenzialità nell’arco dei 10 giri della gara sprint.

Pirelli conferma così il proprio obiettivo: disporre di una SCQ capace di garantire picchi prestazionali molto elevati, ma al tempo stesso in grado di coprire con sufficiente margine l’intera distanza della Superpole Race, in linea con le esigenze sempre più competitive del Mondiale Superbike.