8 Febbraio 2026

Quad e soccorso in montagna: il corso FMI per il CNSAS emiliano

Quad e soccorso in montagna: il corso FMI per il CNSAS emiliano

Un attrezzato per operare anche sulla neve e un gruppo di tecnici del Soccorso Alpino pronti a sfruttarne il potenziale in sicurezza. Nasce da qui il corso organizzato dalla per il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico dell’Emilia-Romagna, primo tassello di una collaborazione che punta a rendere più rapidi ed efficaci gli interventi in Appennino.

Quad al Soccorso Alpino: perché è una svolta

Il corso è stato organizzato a seguito della recente assegnazione di un quad alla Stazione Monte Cimone del Soccorso Alpino, in provincia di Modena. Il veicolo, configurato per il montaggio di cingoli chiodati, è pensato per operare anche in presenza di neve e terreni particolarmente insidiosi, ampliando la finestra operativa rispetto ai mezzi tradizionali.

Nelle settimane precedenti all’iniziativa il quad era già stato impiegato in alcuni interventi di soccorso, dimostrando la sua efficacia nel raggiungere velocemente aree impervie. Da qui l’esigenza di una formazione strutturata, in grado di fornire ai tecnici del CNSAS competenze specifiche di guida fuoristrada e di gestione del mezzo in condizioni critiche.

Alla base dell’iniziativa c’è un protocollo di intesa tra e CNSAS che riconosce il ruolo del motociclismo non solo come attività sportiva, ma anche come risorsa operativa per la protezione civile e il soccorso in montagna. L’obiettivo condiviso è alzare il livello di sicurezza e ridurre i tempi di intervento in Appennino Tosco-Emiliano.

Formazione in pista sull’Appennino modenese

La giornata formativa si è svolta mercoledì 11 dicembre sulla pista Del Dragone, a Palagano (MO), nel cuore dell’Appennino modenese. Una ventina di tecnici e sanitari del Soccorso Alpino Emilia-Romagna hanno seguito il corso, indossando casco e protezioni come in un vero training motociclistico.

La didattica è stata curata dal coordinatore della Direzione Tecnica FMI, Raffaele Prisco, affiancato dall’istruttore Ottavio Piacentini. Il programma ha alternato una parte teorica, dedicata ai principi di guida sicura e all’uso del quad in contesto di soccorso, a sessioni pratiche in fuoristrada.

Nel corso delle prove dinamiche è stata valutata l’idoneità dei partecipanti alla guida in off-road, con particolare attenzione a controllo del mezzo, gestione dell’aderenza, manovre in salita e discesa e conduzione in spazi stretti o su fondi irregolari. La giornata si è conclusa con un test scritto, che ha certificato i primi soccorritori alpini abilitati all’utilizzo del quad.

Per FMI, l’iniziativa rientra in un percorso di collaborazione strutturata con le istituzioni, volto a trasferire competenze motociclistiche in ambiti in cui velocità di spostamento e sicurezza degli operatori diventano fattori decisivi.

Una sinergia con prospettive di crescita

Il protocollo tra FMI e Soccorso Alpino è visto dalle parti come un modello replicabile in altri territori montani. I referenti federali sottolineano come l’utilizzo di mezzi specifici, se accompagnato da una preparazione adeguata, possa fare la differenza nelle operazioni di soccorso, tanto più in aree dove le condizioni meteo e la morfologia del terreno rendono complesso l’accesso con veicoli convenzionali.

Dal punto di vista del Soccorso Alpino, la collaborazione con il mondo motociclistico amplia la dotazione operativa e offre strumenti in più per raggiungere feriti e persone in difficoltà con maggiore rapidità, soprattutto negli scenari tipici dell’Appennino: boschi fitti, crinali innevati, strade forestali e poderali.

Le prospettive individuate dai promotori guardano a una possibile estensione delle attività formative, con corsi rivolti a un numero crescente di tecnici CNSAS e l’eventuale introduzione di ulteriori mezzi specialistici. In quest’ottica il quad diventa un laboratorio di integrazione tra competenze motociclistiche e necessità del soccorso alpino.

Nel medio periodo, le aree di sviluppo potrebbero riguardare:

  • standardizzazione della formazione alla guida off-road per il personale di soccorso
  • definizione di protocolli operativi specifici per l’uso del quad in montagna
  • valutazione dell’impiego del mezzo in scenari innevati grazie ai cingoli chiodati
  • organizzazione di ulteriori sessioni formative in altre località appenniniche
  • rafforzamento del dialogo tra FMI, CNSAS e istituzioni locali

Il corso di Palagano rappresenta così un passo concreto verso un modello di soccorso alpino in cui le competenze del mondo moto vengono messe al servizio della collettività, con l’obiettivo di intervenire più in fretta e con maggior margine di sicurezza negli ambienti più difficili del nostro Appennino.