Reggio Emilia, firmato il Codice Etico per gli escursionisti

Reggio Emilia, firmato il Codice Etico per gli escursionisti

Nella Val Tassobbio, cuore dell’Appennino reggiano, il mondo del fuoristrada su due ruote ha trovato un accordo storico con escursionisti, alpinisti e cavalieri: la firma di un Codice Etico di comportamento condiviso per garantire una convivenza rispettosa sui sentieri della provincia di Reggio Emilia.

Val Tassobbio, la convivenza possibile tra moto e natura

Il 10 luglio si è svolta la seconda edizione di Val Tassobbio – Insieme naturalmente, giornata dedicata alle diverse anime dell’escursionismo: camminatori, biker in mountain bike, cavalieri e motociclisti. L’obiettivo era dimostrare che lo stesso territorio può essere vissuto da utenti diversi senza conflitti, se supportato da regole chiare e condivise.

Le guide dei quattro gruppi hanno organizzato percorsi differenziati, ma tutti interni alla valle, per evitare sovrapposizioni critiche e garantire sicurezza. I 29 motociclisti presenti, suddivisi in tre gruppi, hanno dato vita a una vera motocavalcata, mentre i più giovani hanno potuto muovere i primi passi nel mondo delle due ruote grazie a un corso gratuito Hobby Sport su dedicato ai bambini tra i 7 e i 14 anni.

L’evento ha messo in scena una fotografia concreta di come il fuoristrada regolamentato possa convivere con le altre forme di fruizione dell’ambiente, anticipando i contenuti del documento che ne è scaturito: l’idea che condivisione e rispetto reciproco siano la chiave per mantenere aperti i territori all’escursionismo motorizzato e non.

Un Codice Etico per tutti gli escursionisti

Il risultato più significativo della giornata è stata la stesura e la firma congiunta del Codice Etico di Comportamento degli Escursionisti nella Provincia di Reggio Emilia, sottoscritto da realtà che spesso, sul territorio, si trovano su posizioni differenti rispetto all’uso dei sentieri.

Il documento è stato condiviso da , Comitato Escursionisti su Ruote, sezione di Reggio Emilia del Club Alpino Italiano, Federazione Italiana Sport Equestri e Coordinamento Valle del Tassobbio. A siglarlo sono stati Giovanni Copioli per la , Luca Giaroli per il CER, Massimo Bizzarri per il CAI reggiano, Roberto Gasparini per la FISE e Candida Tommasi per il Coordinamento Valle del Tassobbio.

Al loro fianco anche le amministrazioni locali, con la firma dei sindaci dei Comuni di Canossa, Carpineti, Casina, Castelnovo de’ Monti e Vetto d’Enza. Un coinvolgimento istituzionale che dà al Codice una valenza concreta sul piano della gestione del territorio e della mediazione tra le diverse pratiche escursionistiche.

Il documento si apre con un principio che ne riassume la filosofia: il rispetto come parola chiave della convivenza in armonia, inteso come educazione civile e ambientale verso persone, luoghi e risorse naturali. Un concetto che, tradotto nel linguaggio dei motori, significa responsabilità nell’utilizzo dei mezzi, attenzione ai percorsi, sensibilità verso chi vive la montagna con modalità diverse.

  • Uso condiviso e rispettoso dei sentieri
  • Centralità dell’educazione ambientale
  • Ruolo attivo delle associazioni nel gestire i flussi
  • Coinvolgimento diretto dei Comuni interessati
  • Valorizzazione del territorio appenninico

Il ruolo del fuoristrada responsabile

Per la Federazione Motociclistica Italiana, la firma del Codice rappresenta un passaggio decisivo nel percorso di riconoscimento del fuoristrada come attività sportiva e turistica legittima, ma regolamentata. L’intesa tra federazioni, associazioni e amministrazioni dimostra come il confronto possa portare a risultati concreti che, fino a poco tempo fa, apparivano difficili da raggiungere.

Dal fronte degli escursionisti su ruote emerge la stessa linea: il Codice è la prova che, quando si mettono al centro il dialogo e la condivisione di idee, diventa possibile costruire strumenti comuni per gestire il territorio. In questo contesto, la collaborazione con il CAI assume un valore simbolico e pratico, perché sancisce una visione condivisa sull’uso sostenibile della montagna.

Per chi vive la moto da , o turismo fuoristrada, il messaggio è chiaro: la possibilità di continuare a frequentare certi ambienti passa dalla capacità di rispettare regole, percorsi e altri utenti dei sentieri. Un fuoristrada educato e attento non è un nemico della montagna, ma può diventare parte di un sistema che valorizza l’Appennino, porta presenze sul territorio e contribuisce a mantenere vivi percorsi e comunità locali.

L’auspicio condiviso dai firmatari è che l’esperienza della Val Tassobbio faccia da apripista ad accordi simili in altre aree, creando una rete di buone pratiche capace di garantire un futuro al fuoristrada responsabile e all’escursionismo in tutte le sue forme.