9 Febbraio 2026

Sei Giorni di Enduro 2025, i dati certificano la sostenibilità

Sei Giorni di Enduro 2025, i dati certificano la sostenibilità

La Sei Giorni di 2025 di Bergamo diventa un caso di studio sulla sostenibilità del fuoristrada. I dati raccolti dalla Commissione Ambiente e Normative Fuoristrada della dimostrano che, se regolamentato e gestito con criteri rigorosi, l’ può avere un impatto ambientale contenuto, entro i limiti di legge e con risultati interessanti anche sul fronte dell’economia circolare.

Qualità dell’aria sotto controllo durante la 6Days

Il capitolo più significativo del monitoraggio riguarda la qualità dell’aria nell’area dell’evento, svoltosi dal 24 al 29 agosto 2025. Una centralina atmosferica installata in prossimità del paddock ha rilevato in continuo i principali inquinanti, permettendo di tracciare l’andamento delle emissioni per l’intera durata della manifestazione.

Le misurazioni di Monossido di Carbonio (CO), Biossido di Azoto (NO₂) e Polveri Sottili (PM10) sono rimaste costantemente al di sotto delle soglie fissate dalla normativa. Il CO, considerato uno dei parametri più critici per l’impatto sulla salute, ha registrato una media intorno a 0,5 mg/m³, a fronte di un limite massimo di 10 mg/m³. Un valore circa venti volte inferiore alla soglia consentita, che indica un contributo limitato all’inquinamento atmosferico nonostante l’intensa attività sportiva e logistica concentrata nell’area.

Secondo la Federazione, questi numeri confermano che l’enduro, se organizzato con procedure codificate e controlli sistematici, può convivere con gli standard ambientali attesi da amministrazioni locali e comunità ospitanti.

Rumore e gestione delle risorse: l’altra faccia della sostenibilità

Accanto alle emissioni in atmosfera, la 6Days di Bergamo ha affrontato il tema dell’impatto acustico, da sempre uno degli aspetti più sensibili per il fuoristrada. Sul percorso delle prove speciali sono state installate centraline fonometriche per monitorare il rumore generato dalle moto, tutte conformi ai regolamenti “Sound limits” della FIM.

Le rilevazioni hanno evidenziato livelli sonori in linea con i limiti di legge, segno che la combinazione tra controlli tecnici sui veicoli e pianificazione del tracciato può contenere le ricadute acustiche dell’evento. Un elemento cruciale per garantire la coesistenza tra competizione e vita quotidiana dei territori attraversati.

La sostenibilità, però, non si è fermata agli aspetti ambientali più tradizionali. L’organizzazione ha lavorato sul fronte dell’economia circolare, con numeri che delineano un modello di gestione virtuoso delle risorse utilizzate durante la manifestazione.

  • 760 kg di rifiuti complessivi gestiti in modo tracciato
  • oltre il 90% dei materiali avviato a riciclo o recupero
  • quota destinata a impianti Waste-to-Energy per la produzione di energia
  • riduzione dell’85% dello spreco alimentare nell’Hospitality FMI
  • pasti in eccesso donati quotidianamente ad associazioni no profit locali

Nel dettaglio, tra i flussi gestiti figurano oltre 31 kg di imballaggi misti, 11 kg di fanghi da fossa settica, 6,8 kg di carta, plastica e vetro e 1,5 kg di oli, filtri e altri rifiuti speciali. Una suddivisione che evidenzia l’attenzione alla selezione dei materiali e al loro corretto smaltimento o recupero.

Enduro come modello di responsabilità e i prossimi passi

Il bilancio finale tracciato dal report della Sei Giorni va oltre la fotografia di un singolo evento. Per la FMI, i risultati ottenuti a Bergamo dimostrano come una grande competizione internazionale di enduro possa trasformarsi in un laboratorio di buone pratiche, capace di generare valore per il territorio e di ridurre al minimo gli impatti ambientali.

L’esperienza lombarda viene presentata come prova concreta che il motociclismo fuoristrada, se supportato da regole chiare, competenze tecniche e investimenti mirati nel monitoraggio, può evolvere verso standard di sostenibilità sempre più avanzati. In quest’ottica, l’evento è indicato dalla Federazione come un modello replicabile per Moto Club e organizzatori, soprattutto nei rapporti con amministrazioni pubbliche e comunità locali spesso scettiche nei confronti del fuoristrada.

In continuità con questo percorso, a marzo è attesa a Roma la presentazione del progetto Zero Emissioni, iniziativa che prevede la messa a dimora di alberi per compensare le emissioni prodotte dalle moto impegnate nei Campionati Italiani di Enduro . Il programma sarà sviluppato in coerenza con la direttiva del Ministero della Transizione Ecologica sulla conservazione della biodiversità e punta a integrare le misure di riduzione dell’impatto con azioni di mitigazione sul lungo periodo.

Il messaggio che arriva dalla 6Days di Bergamo è chiaro: con strumenti di controllo rigorosi, gestione responsabile dei rifiuti e progetti di compensazione mirati, l’enduro può proporsi non solo come disciplina sportiva spettacolare, ma anche come attore consapevole nel percorso verso una pratica del fuoristrada più sostenibile e accettata socialmente.