27 Febbraio 2026

Sei Giorni Enduro 2021, la Maglia Azzurra tra tradizione e sostenibilità

Sei Giorni Enduro 2021, la Maglia Azzurra tra tradizione e sostenibilità

Alla vigilia della Sei Giorni di di Rivanazzano Terme, la ha riunito istituzioni, piloti e addetti ai lavori per un confronto su identità sportiva, tutela del territorio e prospettive future della . Un appuntamento che ha messo al centro il valore dell’enduro tricolore e il percorso intrapreso per rendere i grandi eventi sempre più sostenibili.

La Maglia Azzurra tra passato e nuove sfide

Nell’area paddock della FIM ISDE 2021, alla presenza del presidente Giovanni Copioli e del presidente FIM Jorge Viegas, l’incontro intitolato Passato, presente, futuro. La Maglia Azzurra alla Sei Giorni di Enduro ha ripercorso la storia recente dell’enduro italiano e presentato i programmi sportivi in vista delle prossime sfide internazionali.

Uno dei momenti più significativi è stata la consegna della coppa del Trofeo Vintage Veterans ai campioni 2019 Stefano Passeri, Mario Rinaldi e Giò , simbolo di una tradizione che continua a ispirare le nuove generazioni. A seguire è stata ufficializzata la squadra italiana che prenderà parte al FIM Enduro Vintage Trophy, in programma all’Isola d’Elba dal 21 al 23 ottobre, selezionata dal team manager Francesco Mazzoleni.

  • Giorgio Grasso, genovese classe 1963, al via con una 250 del 1980
  • Tullio Pellegrinelli, bergamasco del 1964, in sella a una KTM 350 del 1980
  • Enrico Tortoli, senese nato nel 1967, su KTM 250 del 1975

Applausi e riconoscimenti hanno accompagnato anche i tanti piloti che hanno fatto la storia dell’enduro azzurro, in un ideale passaggio di testimone con le squadre che dal giorno successivo avrebbero preso il via nella Sei Giorni 2021.

Enduro e ambiente, il protocollo con i Carabinieri Forestali

Al centro dell’incontro anche il tema, ormai imprescindibile, dell’impatto ambientale delle competizioni fuoristrada. Il presidente della Commissione Ambiente FMI, Giancarlo Strani, ha illustrato il pacchetto di attività predisposto per l’intera durata della manifestazione, con l’obiettivo di misurare e ridurre l’incidenza della gara sul territorio.

Lungo il percorso della Sei Giorni sono state installate centraline fonometriche e atmosferiche per il monitoraggio delle emissioni sonore e inquinanti dei mezzi in gara, mentre i Delegati Ambientali FMI sono incaricati di verificare il rispetto delle norme e di sensibilizzare piloti, team e pubblico su comportamenti corretti, sia nelle Prove Speciali sia nel paddock.

Elemento chiave è la collaborazione con i Carabinieri Forestali, rappresentati al tavolo dal generale Simonetta De Guz e dal tenente colonnello Marina Forgione. Il protocollo d’intesa siglato con la FMI prevede una cooperazione stabile per coniugare sicurezza ambientale e pratica sportiva, con particolare attenzione alle aree protette e alla formazione dei più giovani.

Per la Sei Giorni 2021 sono stati verificati in anticipo il tracciato e la sua incidenza in prossimità di siti di interesse comunitario e zone di protezione speciale, che risultano esclusi dal percorso grazie a fasce di rispetto dedicate. Sono state inoltre controllate tutte le autorizzazioni regionali e locali e predisposta una documentazione fotografica sullo stato dei luoghi prima della gara. Durante le giornate di competizione, pattuglie a terra e un elicottero dell’Arma garantiranno la vigilanza sui punti più delicati del tracciato.

L’Italia pronta alla sfida della Sei Giorni

La parte conclusiva dell’evento ha guardato al presente e al futuro dell’enduro azzurro. Il coordinatore del Comitato Enduro FMI, Franco Gualdi, ha sottolineato come le squadre italiane abbiano lavorato a lungo sulla preparazione della Sei Giorni, studiando nel dettaglio tutte le Prove Speciali e cementando un forte spirito di gruppo. Nelle ore precedenti all’apertura ufficiale della manifestazione, la nazionale ha preso parte con entusiasmo alla cerimonia inaugurale e agli ultimi sopralluoghi sul percorso.

Non sono mancati momenti di memoria e riconoscenza: una targa è stata consegnata a Michela Collina in ricordo del padre Giovanni, figura di riferimento dell’enduro scomparsa a febbraio, e un riconoscimento è andato al fotografo Dario Agrati per il contributo offerto al racconto del fuoristrada italiano.

Nelle parole del presidente Copioli, l’incontro della vigilia ha rappresentato un’occasione per ribadire i valori sportivi e istituzionali dell’enduro tricolore, alla vigilia di una delle competizioni più attese dell’anno che vedrà al via i migliori interpreti mondiali e un gran numero di appassionati. Una Sei Giorni che, nelle intenzioni della FMI e dei partner istituzionali, vuole essere non solo spettacolo agonistico, ma anche laboratorio concreto di convivenza tra motociclismo, territorio e tutela ambientale.