8 Febbraio 2026

Suzuki, 100 anni tra innovazione, moto e passione per il cliente

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celebra cento anni di attività industriale ripercorrendo una storia che dalle macchine tessili è arrivata a moto, auto e fuoribordo protagonisti a livello globale. Un secolo segnato da modelli iconici e da una costante attenzione all’efficienza e al cliente, oggi sintetizzata in una gamma che punta su leggerezza, tecnologia utile e sostenibilità.

Dai telai alle moto da corsa e ai primi fuoristrada

Le radici del marchio affondano nel 1909, quando Michio Suzuki progettò ad Hamamatsu un telaio tessile innovativo per agevolare il lavoro della madre tessitrice. Il successo di quella soluzione portò, nel 1920, alla nascita della Suzuki Loom Manufacturing Co., destinata a diventare leader mondiale nel settore dei telai.

La competenza accumulata nei meccanismi alternati fu la base per il passaggio alla motorizzazione: nel 1952 arrivò la bicicletta a motore Power Free e, nel 1954, la trasformazione in Suzuki Motor Corporation. L’anno successivo debuttò la prima auto Suzulight, con motore due tempi 360 cm³, mentre il 1960 segnò l’ingresso nelle competizioni motociclistiche, coronato già nel 1962 dal primo dei 15 titoli mondiali conquistati nel tempo.

La strategia di diversificazione proseguì con il primo fuoribordo D55 nel 1965 e con la LJ10 del 1970, la 4×4 che inaugurò la stirpe della Jimny. Sulle due ruote, la GT750 del 1971 portò nel mondo delle maximoto soluzioni allora d’avanguardia come il raffreddamento a liquido, mentre nel 1981 la Katana 1100 rivoluzionò estetica e impostazione delle sportive, anticipando nel 1985 la GSX-R750 che ridefinì gli standard della categoria.

Nel settore auto, la Vitara del 1988 segnò la nascita del filone SUV compatti, con una formula che ha avuto particolare successo anche in Italia. Sul fronte scooter, il Burgman 250 del 1998, seguito dal Burgman 400, ha aperto la stagione dei maxiscooter confortevoli e spaziosi, diventando un riferimento per capacità di carico e stabilità.

Il cliente al centro: efficienza, monozukuri e tecnologia utile

La filosofia aziendale di Suzuki resta ancorata alla centralità del cliente, eredità diretta del gesto iniziale di Michio Suzuki. Una dichiarazione d’intenti del 1962 definisce tre pilastri: prodotti e servizi di qualità reale, spirito imprenditoriale fondato su innovazione e lavoro di squadra, miglioramento continuo sintetizzato dal concetto giapponese di monozukuri.

Monozukuri, per Suzuki, significa evolvere insieme a chi progetta, a chi produce e al prodotto stesso, riducendo sprechi lungo tutto il ciclo di vita e ottimizzando l’uso di materiali ed energia. Un approccio che ha ispirato modelli come la Alto del 1979, citycar che fece scalpore in Giappone per il prezzo uniformato a livello nazionale e inferiori del 20% rispetto alle concorrenti, contribuendo anche all’accesso all’auto di una clientela femminile in forte crescita.

Questa attenzione all’efficienza è alla base dello slogan Small cars for a big future: vetture più piccole, leggere ed essenziali, progettate per consumare meno risorse e ridurre emissioni e impatto anche in fase di smaltimento. Un orientamento che si ritrova oggi nell’intera gamma auto, completamente ibrida, dal SUV ultra compatto Ignis alla Swift fino ai SUV Vitara e S-Cross, tutte equipaggiate con il sistema Suzuki Hybrid compatto e leggero.

Nuova Ignis Hybrid, ad esempio, abbina un 1.2 Dualjet da 83 CV a un sistema elettrico a 12 V con motore da 2 kW e batteria da 10 Ah, capace di contenere consumi ed emissioni fino a 3,9 l/100 km e 89 g/km di CO2 nel ciclo combinato NEDC correlato, in versione 2WD. L’obiettivo non è la prestazione fine a se stessa, ma un supporto concreto all’utilizzo quotidiano.

La stessa logica guida lo sviluppo delle moto: ogni dispositivo elettronico nasce per aiutare il pilota, rendendo la guida più intuitiva e sicura. È il caso della V-STROM 1050XT, The Master of Adventure, che reinterpreta il design della storica DR Big che corse alla Parigi- negli anni Ottanta, integrando un pacchetto elettronico avanzato per affrontare con confidenza sia l’uso quotidiano sia i viaggi più impegnativi.

In ambito marine, Suzuki punta su fuoribordo tecnologici e attenti ai consumi. Il DF350A, dotato di sistema Dual Prop a doppia elica controrotante, ha fruttato all’azienda l’ottavo NMMA Innovation Award nella categoria outboard, un record nel settore. La gamma V6 Geki e il DF40A Arì, pensato per imbarcazioni pesanti pur restando nei 40 CV, evidenziano la ricerca di spinta ed efficienza, mentre il Lean Burn System, adottato dai 9,9 CV in su, riduce consumi fino al 14% alle andature di crociera contenendo le emissioni di CO2.

Un presente all’avanguardia tra auto, moto e fuoribordo

A cento anni dalla fondazione, Suzuki si presenta come costruttore globale con tre anime – auto, moto e marine – accomunate dalla stessa direzione strategica. Il presidente Toshihiro Suzuki sintetizza questa visione nell’obiettivo di contribuire alla società e diventare un marchio rispettato e apprezzato nel mondo.

Alcuni numeri fotografano lo stato di salute dell’azienda: nell’anno fiscale chiuso a marzo 2019 il fatturato netto ha toccato 3.871,5 miliardi di yen, pari a circa 31 miliardi di euro, con un incremento del 3% rispetto all’esercizio precedente. La produzione ha raggiunto 3.394.000 automobili e 1.747.000 motocicli, in crescita rispettivamente dell’1,67% e del 7,37%.

In Italia, il 2019 è stato l’anno migliore di sempre per la divisione auto, con 38.273 immatricolazioni e una quota di salita al 2%, mai toccata prima. Un risultato che conferma il buon posizionamento della proposta ibrida compatta di Hamamatsu in un mercato sempre più sensibile a consumi e costi di utilizzo.

Nel mondo delle due ruote, oltre alla V-STROM 1050XT e alla GSX-R1000R che resta il manifesto sportivo della casa, Suzuki continua a sviluppare soluzioni elettroniche finalizzate alla sicurezza e al controllo, per mettere a disposizione di un’utenza ampia tecnologie finora riservate alle moto premium. Sul fronte nautico, la combinazione tra sistemi come Dual Prop e Lean Burn definisce un’offerta che punta a rendere la navigazione più efficiente, sicura e accessibile.

In sintesi, il centenario non è solo un traguardo simbolico, ma il punto di partenza per una nuova fase in cui Suzuki sembra intenzionata a proseguire lungo la rotta che l’ha accompagnata per un secolo: innovazione pragmatica, attenzione al cliente e prodotti leggeri, intelligenti e alla portata di un pubblico ampio.

  • 1920: nascita di Suzuki Loom Manufacturing Co.
  • 1954: trasformazione in Suzuki Motor Corporation
  • 1955: prima auto Suzulight
  • 1970: debutto della prima 4×4 LJ10, antenata di Jimny
  • 1988: Vitara apre il filone dei SUV compatti
  • 2019: anno record per Suzuki Italia Auto con quota al 2%