Suzuki al Tokyo Motor Show: cinque world première e la mobilità che verrà

Suzuki si prepara a festeggiare il centenario guardando oltre l’immediato. Al Tokyo Motor Show 2019 la Casa di Hamamatsu porta cinque anteprime mondiali tra auto e concept, affiancate da novità moto e dalla tecnologia Marine, per raccontare una visione di mobilità sostenibile, connessa e a misura di persona.
La visione Suzuki per la mobilità del futuro
Il tema scelto per l’allestimento di Tokyo, “WAKU WAKU SWITCH for EVERYONE”, riassume l’intento di Suzuki di trasformare la mobilità in un’esperienza condivisa, allegra e accessibile. Nel grande stand del Tokyo Big Sight, il costruttore giapponese mostra come intenda affrontare il suo secondo secolo di attività, puntando su elettrificazione, guida autonoma e connettività, senza rinunciare al divertimento d’uso.
Accanto alla gamma attuale, che spazia dalle auto compatte alle moto fino ai fuoribordo, il Salone diventa una vetrina per concept che esplorano scenari d’uso inediti: dalla piccola sportiva trasformabile per la famiglia alla monovolume autonoma pensata come salotto viaggiante, fino a veicoli speciali dedicati ai servizi per l’infanzia. Una strategia che ribadisce il ruolo centrale dell’utente e del suo benessere.
Concept car: dalla citycar PHEV alla stanza mobile autonoma
Tra le auto, Suzuki presenta cinque world première che anticipano soluzioni stilistiche e tecnologiche destinate a influenzare i modelli di serie.
La WAKU SPO è il prototipo di una compatta di segmento A con tecnologia ibrida plug-in e carrozzeria trasformabile. Nasce per essere condivisa tra i membri della stessa famiglia, con la possibilità di passare da una linea tre volumi più sportiva a una wagon pratica e versatile. Anche il frontale e la plancia sono riconfigurabili, grazie a una serie di schermi digitali e pannelli personalizzabili, a testimoniare un approccio modulare sia sul piano estetico sia su quello funzionale.
Ancora più radicale è la HANARE, una monovolume elettrica a guida autonoma pensata come una vera e propria stanza mobile. Il nome richiama in giapponese l’idea di dépendance: uno spazio separato, intimo, che qui diventa luogo dove rilassarsi o lavorare mentre il veicolo si muove in autonomia. Automazione e intelligenza artificiale sono messe al servizio del comfort, trasformando il tempo di viaggio in tempo utile.
La Hustler, già affermata sul mercato interno come crossover ultracompatta, viene riletta in due nuove varianti di concept. Una enfatizza la vena più giocosa e lifestyle con accessori dedicati e dettagli pensati per il tempo libero, l’altra sottolinea robustezza e carattere attraverso portapacchi maggiorato, nuove tinte, sticker e wrapping del tetto. Due interpretazioni che confermano il DNA colorato e sbarazzino del modello.
Completano il quadro le proposte su base Every, il mini commerciale trasformato in veicolo di supporto per la prima infanzia in collaborazione con l’azienda Combi. A bordo trovano posto fasciatoio e spazi dedicati alla cura dei bambini, pensati per contesti come eventi pubblici, situazioni meteo difficili o emergenze. Un’idea che mostra come il veicolo possa diventare infrastruttura mobile di servizio al cittadino.
Sebbene nessuno di questi concept sia al momento destinato al mercato europeo, rappresentano un laboratorio a cielo aperto sulle future direzioni del marchio.
Moto e Marine: tra sport, entry level e tecnologia V6
Il capitolo due ruote del Salone di Tokyo vede protagonista la nuova famiglia GIXXER 250. La GIXXER SF 250 porta in dote una carenatura filante, posizione di guida sportiva e un monocilindrico a raffreddamento a olio sviluppato a partire dalla concept bike Feel Free Go!. Leggera e compatta, si propone come porta d’ingresso al mondo delle sportive Suzuki, con un occhio all’efficienza.
Condivide base ciclistica e motore la GIXXER 250 naked, che rinuncia alla carenatura integrale in favore di una posizione più eretta e rilassata, pensata per l’uso quotidiano. Le due 250 delineano una piattaforma comune con declinazioni differenti, in linea con la tendenza a massimizzare la versatilità dei progetti di media cilindrata.
Sul fronte racing, la GSX-RR del Team Suzuki Ecstar rappresenta la punta tecnologica più avanzata del marchio. La MotoGP di Hamamatsu è esposta a testimoniare il legame diretto tra competizioni e sviluppo di serie: molte soluzioni tecniche affinate in pista vengono poi trasferite sulla famiglia GSX-R e, per ricaduta, sul resto della gamma.
Nell’area Marine, i riflettori sono puntati sul fuoribordo DF350A, il V6 di 4,4 litri da 350 cavalli che occupa il vertice della linea Suzuki. Una sezione del motore consente di apprezzarne l’architettura interna e l’attenzione alla costruzione, elementi che lo collocano come riferimento nel segmento della grande nautica da diporto. Accanto a lui trovano posto i modelli DF325A e DF300B, a completare l’offerta high-end del marchio sull’acqua.
Con questa presenza al Tokyo Motor Show, Suzuki utilizza le tre anime del brand – Auto, Moto e Marine – per raccontare un’unica traiettoria: prodotti compatti, efficienti e tecnologicamente evoluti, pensati per una mobilità che sia insieme sostenibile, piacevole e sempre più vicina alle esigenze reali delle persone.