Suzuki chiude il 2016 in crescita: più utili nonostante i ricavi in calo

Suzuki Motor Corporation archivia l’anno fiscale 2016 con ricavi sostanzialmente stabili ma margini in decisa crescita, trainati dalle vendite auto in India ed Europa. Nonostante un leggero calo del fatturato, il gruppo giapponese migliora utili e remunerazione agli azionisti e prepara nuovi investimenti in ricerca e sviluppo.
Conti 2016: ricavi in flessione, utili in forte aumento
Nel periodo aprile 2016 – marzo 2017 il fatturato netto consolidato di Suzuki si attesta a 3.169,5 miliardi di Yen, pari a circa 27,5 miliardi di euro, con una lieve contrazione dello 0,3% rispetto all’esercizio precedente. Il calo è dovuto in larga parte al mercato interno giapponese, dove i ricavi scendono dell’1% a 1.037,5 miliardi di Yen, penalizzati dalla flessione di minicar e vendite OEM, solo in parte compensata dalla buona tenuta delle compatte.
All’estero, il fatturato si mantiene intorno ai 2.132 miliardi di Yen (18,5 miliardi di euro): pesano la frenata delle vendite auto in Indonesia e Pakistan e l’effetto cambi, nonostante le ottime performance in India e in Europa. Proprio il mix geografico favorevole consente al gruppo di migliorare sensibilmente la redditività.
L’utile operativo consolidato cresce infatti del 36,5% a 266,7 miliardi di Yen (2,3 miliardi di euro), mentre l’utile della gestione ordinaria sale del 37,1% a 286,7 miliardi di Yen. L’utile netto attribuibile agli azionisti della capogruppo raggiunge 160 miliardi di Yen (1,4 miliardi di euro), in aumento del 37,1%, grazie sia al miglioramento del risultato operativo sia ai maggiori proventi da vendite di titoli, pur scontando minusvalenze straordinarie legate soprattutto alla crisi del mercato auto in Thailandia.
In coerenza con il piano industriale a medio termine, Suzuki conferma una politica di dividendi orientata a un payout di almeno il 15%. Per l’esercizio 2016 il dividendo di fine anno sarà di 27 Yen per azione, per un totale annuo di 44 Yen includendo gli acconti, 12 Yen in più rispetto all’anno precedente. Il dividendo calcolato sull’utile netto al netto dei proventi da negoziazione di titoli corrisponde a un payout del 15,2%.
Auto in volata, moto in ripresa ma ancora deboli
Il cuore dei risultati Suzuki resta il settore auto. In Giappone il marchio supera per la prima volta le 100.000 unità annue nel segmento delle compatte, grazie all’arrivo della nuova Swift e al contributo di Solio e Ignis. Nelle minicar la gamma è stata aggiornata con Spacia Custom Z e nuova WagonR, ma la riduzione delle forniture OEM ha comunque portato a un calo dei ricavi domestici.
Sui mercati esteri, invece, il fatturato auto cresce spinto dai successi di Baleno e Vitara Brezza in India e di Vitara in Europa, che compensano l’effetto negativo dei cambi. Nel complesso il fatturato del comparto automobilistico sale dello 0,6% a 2.895,6 miliardi di Yen (25,2 miliardi di euro), mentre l’utile operativo balza a 255,1 miliardi di Yen, con un incremento del 32,4%, grazie al maggior volume e a un mix di prodotto più favorevole nei principali mercati.
Più sfumata la fotografia del settore motociclistico, che riguarda da vicino il pubblico di appassionati. Nel 2016 Suzuki ha lanciato la nuova supersportiva GSX-R1000 sui mercati globali e la GSX-R150 nei Paesi emergenti, modelli chiave per rilanciare l’immagine sportiva del marchio. Il loro debutto, però, è avvenuto a ridosso della chiusura dell’esercizio e non ha inciso appieno sui conti.
Il fatturato moto si ferma così a 206,3 miliardi di Yen (1,8 miliardi di euro), in calo dell’11,8% rispetto all’anno precedente. Sul fronte della redditività, tuttavia, si registra un netto miglioramento: la perdita operativa si riduce da 10,2 a 0,9 miliardi di Yen (circa 7,8 milioni di euro), grazie al contenimento dei costi e nonostante il contesto valutario sfavorevole. Un segnale di progressiva stabilizzazione di un comparto strategico per l’immagine del marchio.
Nel business Marine e nelle altre attività, il fatturato scende leggermente a 67,6 miliardi di Yen (588 milioni di euro), complice ancora una volta l’effetto cambi, pur a fronte di maggiori vendite di fuoribordo in Nord America. L’utile operativo del segmento cala a 12,5 miliardi di Yen (108 milioni di euro). A livello geografico, Giappone, Europa e Asia registrano comunque aumenti sia di vendite sia di profitti, confermando la solidità del modello industriale del gruppo.
Previsioni 2017: più vendite, margini sotto pressione
Suzuki è al terzo anno del piano industriale di medio periodo Suzuki NEXT 100, che copre l’orizzonte 2015-2019 e punta a una crescita strutturale attraverso forti investimenti. Per il prossimo anno fiscale il gruppo prevede ulteriori incrementi delle vendite auto, soprattutto in India ed Europa, ma anche un deciso aumento delle spese in ricerca e sviluppo e degli ammortamenti.
In questo scenario, la casa di Hamamatsu stima un fatturato consolidato in crescita del 7,3% a 3.400 miliardi di Yen (29,5 miliardi di euro), a fronte di utili in flessione: l’utile operativo atteso è di 240 miliardi di Yen (-10%), l’utile della gestione ordinaria di 255 miliardi di Yen (-11,1%) e l’utile netto attribuibile agli azionisti della capogruppo di 145 miliardi di Yen (-9,4%). Le previsioni sono basate su un tasso di cambio di 115 Yen per euro.
Per gli appassionati del marchio, e in particolare del mondo due ruote, questi numeri confermano una strategia chiara: rafforzare la redditività dell’auto, investire nello sviluppo di nuovi modelli e tecnologie e riportare il business moto su basi più solide, puntando su prodotti di immagine come la GSX-R1000 e sulle cilindrate chiave dei mercati emergenti.
- Ricavi 2016 stabili a 3.169,5 miliardi di Yen
- Utile operativo in crescita del 36,5%
- Dividendo complessivo a 44 Yen per azione, +12 Yen anno su anno
- Forte contributo delle vendite auto in India ed Europa
- Settore moto in calo di fatturato ma con perdita operativa quasi azzerata
- Per il 2017 attesi più ricavi ma utili in flessione per maggiori investimenti