9 Febbraio 2026

Suzuki, terzo trimestre in calo: pesa il rallentamento dell’India

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chiude il terzo trimestre dell’esercizio 2019 (aprile–dicembre) con ricavi e utili in calo, frenata dalla lenta ripresa del automobilistico indiano e dall’effetto sfavorevole dei cambi. La casa giapponese conferma però le previsioni per l’intero anno fiscale, indicando un percorso di riforma e razionalizzazione dei diversi business.

Conti in frenata ma target annuali confermati

Nel periodo considerato il fatturato consolidato di Suzuki si attesta a 2.626,1 miliardi di Yen, pari a circa 22,2 miliardi di Euro, con una flessione del 7,5% rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente. La contrazione dei ricavi si riflette anche sulla redditività.

L’utile operativo scende a 170,4 miliardi di Yen (circa 1,4 miliardi di Euro), in calo del 33,6%, mentre il risultato della gestione ordinaria si ferma a 194,8 miliardi di Yen (1,6 miliardi di Euro), -36,4% anno su anno. L’utile netto attribuibile agli azionisti della capogruppo passa a 116,6 miliardi di Yen (988,1 milioni di Euro), con una diminuzione del 35,5%.

Nonostante il quadro meno favorevole, Suzuki mantiene invariate le previsioni per l’intero esercizio. L’obiettivo minimo indicato dal gruppo è di 3.500 miliardi di Yen di fatturato (29,7 miliardi di Euro), in calo del 9,6% rispetto all’anno precedente, con un utile operativo di 200 miliardi di Yen (1,7 miliardi di Euro), -38,3%. L’utile della gestione ordinaria è previsto a 220 miliardi di Yen (1,8 miliardi di Euro, -42%), mentre l’utile netto attribuibile agli azionisti della capogruppo è indicato in 140 miliardi di Yen, pari a circa 1,2 miliardi di Euro e in diminuzione del 21,7%.

Le stime si basano su tassi di cambio di riferimento pari a 107 Yen per Dollaro USA e 118 Yen per Euro, con valori specifici anche per le principali valute asiatiche, a conferma del peso strategico di queste aree nei conti del gruppo.

Auto in difficoltà, moto stabili, marine in crescita

Entrando nel dettaglio dei singoli settori, è l’auto a rappresentare il principale fattore di debolezza. Il fatturato della divisione automobilistica scende infatti a 2.377,1 miliardi di Yen (20,1 miliardi di Euro), -8,5% rispetto all’anno precedente, penalizzato soprattutto dal calo delle vendite in India e Pakistan e dall’apprezzamento dello Yen.

L’utile operativo del settore auto risente in maniera marcata di questo contesto: -35,9% rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente, con una riduzione di 87,5 miliardi di Yen legata sia all’andamento sfavorevole dei cambi sia all’aumento dei costi, oltre che alla contrazione dei volumi.

Decisamente più stabile il quadro per le due ruote. Il comparto moto registra un fatturato di 182,2 miliardi di Yen (1,5 miliardi di Euro) e un utile operativo di 27 milioni di Yen (circa 228,8 mila Euro), livelli sostanzialmente in linea con l’esercizio precedente. L’aumento delle vendite in India viene però compensato dal calo di Indonesia e Tailandia, unito all’impatto dell’apprezzamento della valuta giapponese.

In controtendenza il settore marine, che mostra dati in crescita su tutti i fronti. Il fatturato sale a 66,8 miliardi di Yen (566,1 milioni di Euro), +11,3%, mentre l’utile operativo raggiunge i 13,8 miliardi di Yen (116,9 milioni di Euro), con un incremento del 12,9%. La performance positiva è trainata in particolare dalle buone vendite in Nord America del motore fuoribordo di grande potenza DF350A.

Pressione su Giappone e Asia, strategia orientata alla riforma

Dal punto di vista geografico, Giappone e Asia mostrano entrambi una riduzione di fatturato e utili. Sul mercato domestico l’utile operativo si attesta a 91,9 miliardi di Yen (778,8 milioni di Euro), in calo del 18,3%, con una diminuzione di 20,7 miliardi di Yen rispetto all’esercizio precedente. In Asia la flessione è ancora più marcata: l’utile operativo scende a 54,1 miliardi di Yen (458,5 milioni di Euro), il 55,5% in meno, con una riduzione di 67,5 miliardi di Yen.

Lo scenario riflette in particolar modo la debolezza del mercato automobilistico indiano, area in cui Suzuki è storicamente molto esposta, e mette in luce l’effetto combinato della contrazione dei volumi con quello dei cambi valutari. Per contro, i segnali positivi del settore marine e la tenuta del business moto evidenziano come il gruppo possa contare su basi diversificate da cui ripartire.

Alla luce di questi dati, Suzuki indica come priorità una riforma trasversale dei propri settori di attività, con l’obiettivo dichiarato di superare i target minimi fissati nelle previsioni annuali. La casa giapponese punta a rafforzare l’efficienza operativa, adeguare l’offerta alle dinamiche dei mercati chiave e valorizzare quelle aree di business, come il marine, che oggi mostrano i margini di crescita più interessanti.

  • Fatturato consolidato trimestrale: 2.626,1 miliardi di Yen (-7,5%)
  • Utile operativo trimestrale: 170,4 miliardi di Yen (-33,6%)
  • Divisione auto: vendite in calo in India e Pakistan
  • Divisione moto: risultati stabili, con India in crescita
  • Divisione marine: ricavi e utili in aumento, trainati dal DF350A
  • Previsioni annuali confermate, con obiettivi minimi su ricavi e utili