Suzuki, trimestre in chiaroscuro: utili in crescita, moto in affanno

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Il primo trimestre 2016 di Motor Corporation si chiude con un quadro contrastato: calano i ricavi consolidati, ma cresce l’utile operativo e migliorano sensibilmente gli utili netti. Per il comparto moto, però, il periodo aprile–giugno conferma un momento delicato, con vendite in flessione sui mercati chiave.

Risultati consolidati: meno fatturato, più margini

Tra aprile e giugno 2016 il fatturato netto consolidato di Suzuki si attesta a 754 miliardi di Yen, pari a circa 6,3 miliardi di euro, con un arretramento del 2,4% rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente. Il domestico giapponese fa da parziale argine, crescendo dell’1,1% grazie al buon andamento di veicoli subcompatti e standard, mentre le microcar e le forniture OEM mostrano un calo.

Più marcata la contrazione all’estero, dove il fatturato scende del 4,1% a 504 miliardi di Yen, penalizzato soprattutto dalla riduzione delle vendite automobilistiche in Indonesia e Pakistan e dall’effetto sfavorevole dei cambi, nonostante risultati positivi in India e in Europa.

Sul fronte della redditività il quadro cambia: l’utile operativo sale del 7,2% a 59,2 miliardi di Yen (circa 493 milioni di euro), trainato proprio dall’aumento delle immatricolazioni auto in India ed Europa, che compensa l’impatto dei tassi di cambio. L’utile della gestione ordinaria cala invece leggermente, dell’1,7%, a 61,3 miliardi di Yen, per effetto della diminuzione dei proventi finanziari.

L’utile netto attribuibile agli azionisti della capogruppo registra l’incremento più deciso: +19,7% a 38 miliardi di Yen (circa 317 milioni di euro), sostenuto dalla minore pressione fiscale e dalla riduzione delle rettifiche legate alle partecipazioni di minoranza.

Settori di attività: auto in tenuta, moto ancora in rosso

Il business automobilistico resta il baricentro del gruppo. Nel trimestre il fatturato dell’auto raggiunge 684,4 miliardi di Yen (5,7 miliardi di euro), in lieve calo dell’1,1% su base annua. In Giappone, nonostante il rallentamento di minicar e vendite OEM, il giro d’affari sale grazie al buon riscontro dei modelli lanciati nel precedente esercizio, come Solio, Escudo (Vitara), Ignis e Baleno. All’estero, invece, pesano le difficoltà in alcuni Paesi asiatici e la forza dello Yen.

Nonostante ciò, l’utile operativo dell’auto cresce del 4% e arriva a 55,8 miliardi di Yen (circa 465 milioni di euro), beneficiando della forte domanda in India e in Europa, dove il SUV compatto Vitara si conferma uno dei driver principali della performance.

Più complessa la situazione per il comparto moto. Il fatturato scende a 50,7 miliardi di Yen (422,5 milioni di euro), con un -16,7% rispetto al primo trimestre dell’anno fiscale precedente. La contrazione è legata al calo delle vendite in Europa, Nord America e diversi mercati asiatici, oltre che all’effetto cambi sfavorevole.

Il dato positivo, seppur ancora lontano dal pareggio, riguarda la progressiva riduzione delle perdite operative: il rosso di 2,6 miliardi di Yen registrato un anno prima si restringe a 600 milioni di Yen (circa 5 milioni di euro), segnale di un lavoro in corso su efficienza e razionalizzazione dell’offerta.

Nel settore Marine e nelle altre attività il fatturato arriva a 18,9 miliardi di Yen (157,5 milioni di euro), in calo del 5,7%. Anche qui i cambi penalizzano il risultato, nonostante la crescita delle vendite di fuoribordo negli Stati Uniti. L’utile operativo del comparto scende a 4 miliardi di Yen (circa 33 milioni di euro), con una flessione del 6,1%.

Aree geografiche e prospettive per l’intero esercizio

L’analisi per aree mette in luce dinamiche differenti tra i principali mercati. In Giappone il risultato operativo scende dell’1,8% a 26,7 miliardi di Yen (222,5 milioni di euro), complice anche l’effetto cambio. In Asia il calo è più marcato: -18,9% a 23,6 miliardi di Yen (197 milioni di euro), in un contesto in cui la debolezza di alcune economie e la volatilità valutaria hanno inciso in modo significativo.

In Europa, al contrario, Suzuki archivia un trimestre decisamente positivo: il risultato operativo passa a 2,1 miliardi di Yen (17,5 milioni di euro), più che raddoppiato rispetto all’anno precedente. A trainare il miglioramento è soprattutto il successo commerciale della Vitara, che consolida il posizionamento del marchio nel segmento dei SUV compatti.

Nonostante questo quadro a luci e ombre, Suzuki conferma le previsioni per l’intero anno fiscale, segnalando la volontà di mantenere gli obiettivi indicati a inizio esercizio. Le stime aggiornate parlano di:

  • Fatturato netto a 3.100 miliardi di Yen (25,9 miliardi di euro), in calo del 2,5% sull’anno precedente
  • Utile operativo di 180 miliardi di Yen (1,5 miliardi di euro), -7,8% anno su anno
  • Utile della gestione ordinaria di 185 miliardi di Yen (1,54 miliardi di euro), -11,5%
  • Utile netto a 93 miliardi di Yen (775 milioni di euro), in flessione del 20,3%

Le previsioni sono formulate assumendo un tasso di cambio medio di 120 Yen per euro. La società annuncia l’intenzione di proseguire nella riforma dei singoli business e nel coordinamento delle attività di gruppo per cercare di migliorare, ove possibile, questi target. Per gli appassionati di moto, l’attenzione resta puntata sulla capacità del marchio di riportare il comparto due ruote su un sentiero di crescita sostenibile, dopo un altro trimestre in terreno negativo.