Suzuki, utili in crescita ma calano fatturato e moto nel 2016

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Motor Corporation chiude i primi tre trimestri dell’anno fiscale 2016 con un quadro in chiaroscuro: il fatturato cala, ma utili operativi e profitti netti crescono grazie soprattutto al traino dell’auto in India ed Europa. Per il comparto moto, invece, il periodo resta in perdita nonostante un miglioramento rispetto all’anno precedente.

Fatturato in calo, margini in aumento

Nel periodo aprile-dicembre 2016 il fatturato netto consolidato di Suzuki si è attestato a 2.252 miliardi di yen, pari a circa 19,3 miliardi di euro, in flessione del 4,4% rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente. A pesare sono stati il rallentamento di alcuni mercati asiatici e l’effetto sfavorevole dei cambi.

In Giappone i ricavi sono scesi a 725,3 miliardi di yen, -3,8% anno su anno, penalizzati dal calo delle minicar e delle forniture OEM, solo in parte compensati dalla buona performance dei veicoli compatti, anche nelle nuove versioni ibride come le Solio e Solio Bandit e con l’introduzione della Spacia Z.

All’estero il fatturato è diminuito del 4,7% a 1.526,7 miliardi di yen. Le vendite automobilistiche sono calate in Paesi chiave come Indonesia e Pakistan, mentre l’andamento di India ed Europa è stato positivo ma non sufficiente a neutralizzare del tutto l’impatto dei cambi.

Nonostante il quadro sui ricavi, la redditività migliora. L’utile operativo consolidato cresce del 14,4% e raggiunge 167,4 miliardi di yen (circa 1,4 miliardi di euro), spinto dal mix prodotto più favorevole e dai volumi in aumento in India ed Europa. L’utile ordinario sale del 10,7% a 180,2 miliardi di yen.

Molto positivo l’utile netto attribuibile agli azionisti, che segna un +30,4% arrivando a 133,4 miliardi di yen, grazie sia al miglioramento dell’utile ordinario sia ai maggiori guadagni legati alla cessione di titoli d’investimento.

Auto in progresso, moto ancora in rosso

Nel settore automobilistico il fatturato complessivo scende del 3,4% a 2.059,1 miliardi di yen, ma il margine operativo cresce sensibilmente. L’utile operativo del comparto auto arriva a 162,1 miliardi di yen, in aumento del 10,7% rispetto all’anno precedente, confermando il ruolo centrale del business automobilistico nella redditività del gruppo.

È soprattutto l’Asia, e in particolare l’India, insieme all’Europa, a trainare i risultati operativi, compensando la frenata registrata in altri mercati emergenti. In Giappone incide positivamente un mix di vendite più orientato verso i modelli compatti e le versioni ibride, più redditizi rispetto alle minicar tradizionali.

Decisamente più complessa la situazione nel comparto moto, dove il fatturato nei primi nove mesi dell’esercizio scende del 17,2% a 143,2 miliardi di yen, pari a circa 1,2 miliardi di euro. La flessione delle vendite in Europa, Nord America e Asia, unita all’effetto cambio, pesa sul giro d’affari globale delle due ruote Suzuki.

La divisione motociclistica resta in perdita, ma il rosso si riduce: la perdita operativa passa da 10,1 a 3,6 miliardi di yen. Un segnale di miglioramento che tuttavia non cambia il quadro generale, con il segmento moto ancora distante dall’equilibrio di bilancio e con volumi in arretramento sui principali mercati internazionali.

Per quanto riguarda le attività Marine e le altre linee di business, il fatturato scende del 4,5% a 49,7 miliardi di yen, soprattutto per l’effetto dei cambi, nonostante l’aumento delle vendite di fuoribordo in Nord America. L’utile operativo della divisione cala a 8,9 miliardi di yen, -10,1% su base annua.

Aree geografiche e previsioni per l’intero esercizio

La lettura per area geografica conferma un andamento diversificato. In Giappone l’utile operativo cresce del 2,5% arrivando a 61,3 miliardi di yen, sostenuto da un mix di prodotto più favorevole. In Europa il miglioramento è ancora più marcato: +66,7% a 10,5 miliardi di yen, segno di un progressivo consolidamento della presenza del marchio nel Vecchio Continente.

In Asia l’utile operativo sale dell’11,2% a 91,5 miliardi di yen, con l’India protagonista assoluta delle performance positive. È proprio la combinazione tra crescita asiatica e recupero europeo a consentire a Suzuki di migliorare i margini, pur in uno scenario di fatturato complessivo in contrazione.

Guardando all’intero anno fiscale, Suzuki conferma le previsioni diffuse in precedenza, mantenendo un’impostazione prudente alla luce delle incertezze sui tassi di cambio. Per l’esercizio in chiusura la casa giapponese stima:

  • fatturato netto a 3.100 miliardi di yen, -2,5% rispetto all’esercizio precedente
  • utile operativo a 200 miliardi di yen, in crescita del 2,4%
  • utile ordinario a 210 miliardi di yen, +0,4% anno su anno
  • utile netto a 145 miliardi di yen, in forte aumento (+24,3%)

Le previsioni si basano su un tasso di cambio di 117 yen per euro. Il gruppo annuncia l’intenzione di proseguire con interventi di riorganizzazione in tutti i settori, con l’obiettivo dichiarato di superare i target indicati. Per il mondo delle due ruote l’attenzione resta alta: il miglioramento della perdita operativa è un primo passo, ma la sfida per riportare la divisione moto su livelli di crescita e redditività resta uno dei nodi centrali della strategia Suzuki nei prossimi anni.