Terremoto Centro Italia, i motociclisti FMI al fianco dei soccorsi

La macchina dei soccorsi dopo il terremoto che ha colpito il Centro Italia si arricchisce di un supporto in più: la Federazione Motociclistica Italiana è scesa in campo al fianco del Corpo Forestale dello Stato, mettendo a disposizione motociclisti e mezzi fuoristrada per raggiungere le aree ancora isolate.
Motociclisti in prima linea nelle zone più difficili
Grazie alla collaborazione già attiva con il Corpo Forestale, la FMI ha organizzato una prima squadra di soccorritori su due e quattro ruote. L’obiettivo è sfruttare l’agilità delle moto da fuoristrada e dei quad per muoversi dove i mezzi tradizionali faticano ad arrivare, tra macerie, strade danneggiate e collegamenti interrotti.
Il primo riferimento sul territorio è stato il Moto Club Comunanza di Comunanza, in provincia di Ascoli Piceno. Contattato nelle ore immediatamente successive al sisma, il club ha risposto in tempi record, riuscendo a radunare in circa un’ora i primi dieci motociclisti volontari, dotati di moto e quad, pronti a mettersi a disposizione delle autorità competenti.
Questi volontari opereranno in coordinamento con la Protezione Civile del Corpo Forestale dello Stato e con le prefetture coinvolte, seguendo le indicazioni delle strutture ufficiali di emergenza per evitare interventi improvvisati e massimizzare l’efficacia degli spostamenti.
Il coordinamento con le prefetture
Non solo Marche: dalla Prefettura di Rieti sono stati coinvolti anche diversi Moto Club laziali, che hanno immediatamente dato disponibilità a partecipare alle operazioni di supporto nelle aree colpite. I motociclisti restano in stand-by operativo, pronti a raggiungere i luoghi indicati non appena verranno attivati ufficialmente.
Il ruolo delle associazioni motociclistiche è quello di affiancare, e non sostituire, le strutture di soccorso già presenti, mettendo a frutto la conoscenza dei territori e la capacità di movimento in condizioni limite. In uno scenario di emergenza diffusa, la possibilità di inviare rapidamente piccoli gruppi in zone difficilmente accessibili può fare la differenza nel trasporto di materiali, nella ricognizione dei percorsi e nel collegamento tra i vari punti dei campi operativi.
L’iniziativa si inserisce in un quadro di collaborazione strutturata tra FMI e istituzioni, che in occasione di calamità naturali può trasformare la passione per il fuoristrada in uno strumento concreto di solidarietà.
Solidarietà e orgoglio del mondo motociclistico
Il presidente FMI Paolo Sesti ha espresso la vicinanza dell’intero movimento motociclistico alle comunità colpite, sottolineando come la risposta dei club sia stata immediata e convinta. Dalle sue parole emerge la volontà di offrire un contributo reale, mettendo in campo uomini e mezzi con spirito di servizio e nel pieno rispetto delle indicazioni delle autorità.
Dietro la rapida attivazione dei motociclisti c’è anche il lavoro di coordinamento di figure interne alla Federazione e dei referenti sul territorio, chiamati a gestire in modo ordinato la disponibilità di tanti volontari. La partecipazione non si limita all’emergenza del momento ma rappresenta un segnale forte del legame tra il mondo delle due ruote e il tessuto sociale dei territori in cui si pratica il motociclismo.
In questa fase, la FMI ribadisce la scelta di operare solo in forma organizzata e coordinata, evitando iniziative individuali non inserite nei piani ufficiali di emergenza. Un approccio che conferma la maturità del movimento motociclistico quando si tratta di mettere la propria passione al servizio della collettività.
- Moto e quad impiegati per raggiungere aree isolate
- Coinvolti Moto Club di Marche e Lazio
- Volontari operativi solo su richiesta delle autorità
- Collaborazione diretta con Corpo Forestale e prefetture
- Attivazione rapida dei primi 10 motociclisti da Comunanza
Il sisma ha messo in luce fragilità e difficoltà di un’ampia area del Centro Italia, ma anche la capacità di risposta di tante realtà organizzate. Tra queste, il mondo FMI dimostra ancora una volta di saper andare oltre l’agonismo e la passione sportiva, trasformando le moto da fuoristrada in un alleato prezioso nelle operazioni di soccorso.