Toscana, dialogo tra motociclisti e CAI per tutelare il territorio

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Motociclismo fuoristrada e tutela dell’ambiente possono convivere, a patto di trovare regole condivise e rispetto reciproco. È il messaggio emerso dall’incontro pubblico che ha riunito a Calci, in provincia di Pisa, il Comitato Regionale Toscana e alcune sezioni del CAI, con il supporto dei Carabinieri Forestali, per affrontare il tema della circolazione dei mezzi a motore sulle strade a fondo naturale.

Il confronto a Calci tra FMI Toscana, CAI e Carabinieri Forestali

Giovedì 22 giugno, nella consiliare del Comune di Calci, si sono seduti allo stesso tavolo i rappresentanti del Comitato Regionale FMI Toscana e delle sezioni CAI di Pisa, Lucca, Livorno e Pontedera, alla presenza del Tenente Colonnello dei Carabinieri Forestali di Pisa, Davide Ciccarelli. In platea, numerosi appassionati sia del mondo escursionistico sia di quello delle due ruote, interessati a capire come conciliare le rispettive esigenze sul territorio.

Il confronto nasce dopo mesi di tensioni e criticità in alcune aree della regione, dove l’uso delle strade sterrate e dei tracciati a fondo naturale ha generato conflitti tra chi si muove a piedi e chi pratica fuoristrada. L’obiettivo dichiarato dell’incontro era sgombrare il campo da equivoci normativi, disinnescare contrapposizioni ideologiche e impostare un percorso comune, evitando contrasti frontali che in passato hanno portato persino a gesti pericolosi come la trazione di cavi sui percorsi off-road per far cadere i motociclisti.

Norme, strade bianche e responsabilità dei motociclisti

Dal fronte FMI Toscana è stato ribadito come le attività motoristiche praticate nel rispetto delle leggi non possano essere limitate da interpretazioni arbitrarie del territorio. La Legge regionale 48/1994 consente infatti la circolazione dei veicoli a motore su tutti i percorsi che rientrano nella definizione di strada, comprendendo quindi anche sterrate e percorsi a fondo naturale.

Un nodo centrale riguarda la distinzione tra sentieri e viabilità: quando tracciati che, a norma di legge, risultano essere vere e proprie strade vengono segnalati dal CAI come sentieri, questa discrepanza rischia di innescare contenziosi sul diritto di transito. Secondo il Comitato Regionale FMI Toscana, tali segnalazioni non possono trasformarsi di fatto in divieti non supportati dalle norme vigenti.

I rappresentanti della Federazione hanno anche sottolineato come molti motociclisti siano attivi nella manutenzione della rete viaria minore, riaprendo strade invase dalla vegetazione. Un lavoro che viene letto non solo in chiave di fruibilità, ma anche come contributo alla prevenzione degli incendi boschivi, grazie al mantenimento di linee di accesso e vie di fuga praticabili.

In parallelo, la FMI conferma l’impegno su due fronti: promuovere un uso corretto e responsabile della moto, su asfalto e in fuoristrada, e prendere nettamente le distanze da chi infrange le regole. Tra i comportamenti stigmatizzati rientrano il mancato rispetto dei controlli delle forze dell’ordine, la circolazione senza targa o con targa rimossa e le condotte che mettono a rischio la sicurezza degli altri utenti e danneggiano l’immagine dell’intero movimento.

L’aggiornamento alla normativa regionale introdotto con la Legge 19/2017 viene letto dalla FMI come il risultato di una presenza costante ai tavoli istituzionali, possibile solo quando il mondo motociclistico si presenta unito e con obiettivi condivisi.

Verso una convivenza tra fuoristrada e escursionismo

Il presidente del Comitato Regionale Toscana della FMI ha insistito sulla necessità di abbandonare la logica del muro contro muro, ritenuta sterile e dannosa per tutti. Il messaggio che esce dall’incontro è quello di un approccio fondato sul dialogo, sul confronto dei punti di vista e sulla ricerca di compromessi praticabili, dove il diritto di transito di chi si muove con mezzi a motore convive con quello di chi percorre gli stessi tracciati a piedi.

In quest’ottica, la Federazione richiama il proprio decalogo di comportamento, che mette al centro alcune regole di base:

  • rispetto della natura e dei contesti attraversati
  • convivenza civile con escursionisti e altri fruitori dei percorsi
  • osservanza delle leggi nazionali e regionali sulla circolazione
  • attenzione alla sicurezza propria e altrui
  • rifiuto di qualunque comportamento aggressivo o provocatorio
  • collaborazione con le istituzioni preposte ai controlli

L’incontro di Calci viene indicato come un passaggio importante per avvicinare due mondi spesso percepiti come antitetici, quello del CAI e quello del fuoristrada motociclistico, ma che condividono la stessa arena: il territorio. L’obiettivo, condiviso dai presenti, è trasformare questo primo confronto in un punto di partenza per una maggiore sensibilizzazione su diritti e doveri di tutti gli utenti dei percorsi non asfaltati, e per un reciproco riconoscimento della legittimità delle rispettive attività.

Per la Toscana, regione dove la rete di strade bianche e tracciati naturali è parte integrante del paesaggio e della cultura sportiva, il dialogo aperto tra FMI, CAI e forze dell’ordine rappresenta un banco di prova decisivo. Dal suo esito dipenderà la possibilità di continuare a vivere l’off-road nel rispetto dell’ambiente, delle regole e di chi il territorio lo attraversa in modo diverso, ma con la stessa passione.