Trial delle Nazioni Femminile, Italia quinta e di nuovo tra le big

L’Italia torna nella top 5 mondiale del trial femminile. A Isola 2000, in Francia, la squadra azzurra ha chiuso al quinto posto il Trial delle Nazioni, centrando l’obiettivo dichiarato della vigilia: migliorare il sesto posto dello scorso anno e confermare la crescita del movimento tricolore.
Isola 2000, teatro della sfida tra le nazionali
La prova femminile del Trial delle Nazioni ha aperto il weekend agonistico sulla località francese di Isola 2000, che domani ospiterà la gara riservata alle squadre maschili. Undici le nazionali al via, impegnate su un percorso asciutto e tecnico, favorito da condizioni meteo stabili.
L’Italia si è presentata con una formazione tutta giovane ma già rodata, composta da Giulia Kasermann e Sara Trentini, entrambe su Beta, ed Elisa Peretti su Sherco. Un terzetto in grado di tenere il passo delle rivali più dirette e di capitalizzare al meglio gli errori delle avversarie nella lotta per le posizioni di vertice della seconda metà della top 10.
Alla fine delle sezioni l’obiettivo minimo era stato raggiunto: migliorare il risultato della passata edizione in Spagna e rientrare stabilmente nella fascia alta della classifica, fondamentale anche in chiave motivazionale per un settore in costante crescita.
Gran Bretagna davanti a tutte, azzurre quinte
La vittoria è andata alla Gran Bretagna, che ha chiuso con sole 4 penalità, imponendosi con autorità sulle rivali più attese. Alle sue spalle la Spagna, seconda con 9 penalità, e la Germania, terza con 15 punti, hanno completato il podio dopo una gara in cui le prime tre nazioni hanno fatto nettamente la differenza sul resto del lotto.
La Norvegia ha conquistato la quarta posizione con 36 penalità, tenendo a distanza l’Italia, quinta a quota 69. Le azzurre hanno comunque centrato un risultato significativo, soprattutto perché ottenuto davanti alla Francia padrona di casa, costretta ad inseguire e alla fine sopravanzata in classifica.
La top 11 è stata completata da Australia, Nuova Zelanda, Irlanda, Stati Uniti e Slovenia, a conferma di un parterre ormai davvero globale per il trial femminile, con rappresentative arrivate da quattro continenti.
- Gran Bretagna vincitrice con 4 penalità
- Spagna seconda a quota 9
- Germania terza con 15 punti
- Norvegia quarta a 36 penalità
- Italia quinta con 69 punti
- Francia e altre nazioni a seguire
Le parole della squadra azzurra e lo sguardo al maschile
Al termine della prova, in casa italiana il bilancio è stato giudicato positivo. Il delegato FMI Andrea Buschi ha sottolineato come il quinto posto sia in linea con le aspettative della vigilia e rappresenti un passo avanti concreto rispetto al risultato del 2015. Decisivo, in quest’ottica, anche il sorpasso sulla Francia, da sempre una delle selezioni più solide nel panorama del trial.
Il contesto non era dei più semplici: molte delle protagoniste, comprese le azzurre, arrivavano infatti dall’ultima prova del Mondiale femminile, disputata proprio ieri sullo stesso tracciato di Isola 2000. La stanchezza accumulata in due giorni consecutivi di gara ha influito sulla concentrazione, ma non ha impedito al team italiano di portare a casa un risultato di prestigio, utile anche in ottica futura.
L’attenzione si sposta ora sulla gara maschile del Trial delle Nazioni, in programma domani sempre a Isola 2000. Dopo l’ingresso nella top 5 delle ragazze, le attese sono ora tutte per la formazione maschile, chiamata a confermare il buon momento del trial tricolore e a sfruttare l’esperienza maturata su un terreno che, almeno dal punto di vista delle condizioni, ha già mostrato di poter premiare chi saprà sbagliare meno.