27 Febbraio 2026

Trial delle Nazioni, Italia quarta a Baiona e podio sfiorato

Trial delle Nazioni, Italia quarta a Baiona e podio sfiorato

L’Italia chiude ai piedi del podio il delle Nazioni , confermandosi tra le selezioni più solide della specialità. A Baiona, in Spagna, la ha lottato a lungo per le posizioni di vertice prima di concludere al quarto posto in una gara condizionata anche dalla pioggia.

Baiona, gara tirata fin dalle qualifiche

Il fine settimana galiziano si era aperto con ottime sensazioni per il team italiano. Nelle qualifiche del sabato gli azzurri avevano centrato il secondo tempo, che valeva la partenza penultima nella giornata decisiva. Uno schieramento di lusso con , Daniele Maurino e Gianluca Tournour a difendere i colori della Maglia Azzurra nella categoria World, la top class del Trial delle Nazioni.

La gara si è sviluppata su due giri da 15 zone ciascuno, con un tracciato tecnico e selettivo. Come ampiamente pronosticato, la Spagna di casa ha imposto subito il proprio ritmo, rivelandosi imprendibile per tutti gli avversari. Alle sue spalle, Italia, Gran Bretagna, Giappone e Francia hanno dato vita a un confronto serrato per le restanti posizioni del podio nella prima parte del Nazioni.

Nel corso del primo giro gli azzurri sono rimasti stabilmente a ridosso della seconda posizione, sfruttando l’ottimo stato di forma del gruppo e la buona confidenza con le zone iniziali. La progressione è stata però frenata da alcuni errori sulle ultime sezioni del primo lap, che hanno cambiato gli equilibri della corsa.

Podio sfumato, ma Maglia Azzurra protagonista

Le imprecisioni nel finale del primo giro hanno consentito a Gran Bretagna e Giappone di approfittarne, costruendo il margine necessario per andare a blindare rispettivamente il secondo e il terzo posto. Da quel momento per l’Italia la priorità è diventata difendere le posizioni alte della classifica, riorganizzando la gara in chiave top five.

L’ulteriore variabile è arrivata dal meteo, con la pioggia a complicare il lavoro del trio azzurro proprio mentre affrontava alcune zone già percorse sull’asciutto dagli avversari diretti. Le condizioni più difficili non hanno però spento la reazione della squadra, che si è trovata a gestire un acceso duello con la Francia per il quarto posto assoluto.

Nella seconda parte di gara Grattarola, Maurino e Tournour hanno ridotto al minimo gli errori, interpretando al meglio un terreno via via più insidioso e riuscendo a mantenere un margine sufficiente per chiudere davanti ai transalpini. Il risultato finale premia la compattezza del gruppo e conferma il livello espresso già nella passata stagione.

A fine giornata la Spagna ha conquistato il successo con appena 6 penalità complessive, un dominio netto davanti alla Gran Bretagna, seconda con 42 penalità, e al Giappone, terzo a quota 45. L’Italia ha chiuso quarta con 84 punti, staccando la Francia, quinta con 86. Nella classe International, che completava il programma con 13 nazionali al via, la vittoria è andata all’Australia.

Le parole del commissario tecnico e il bilancio azzurro

A tracciare il bilancio del fine settimana è il commissario tecnico della nazionale italiana, Fabio Lenzi, che sottolinea come il quarto posto rifletta il reale valore in campo in questa edizione del Trial delle Nazioni. L’obiettivo rimane quello di centrare stabilmente il podio, ma il gruppo azzurro ha confermato solidità e competitività, restando agganciato ai migliori nella prima parte di gara e reggendo poi la pressione nel confronto diretto con la Francia.

Il risultato di Baiona replica il piazzamento del 2016 e consolida la presenza dell’Italia nel gruppo di testa del trial mondiale a squadre. La combinazione di esperienza, come quella di Grattarola e Maurino, e la crescita di Tournour offre una base tecnica e umana su cui costruire i prossimi passi del progetto Maglia Azzurra nella specialità.

Nell’ottica del movimento tricolore, il quarto posto in un contesto così competitivo è un segnale incoraggiante, che conferma il potenziale della nazionale nella categoria regina e la capacità di adattarsi a condizioni di gara complesse. Un tassello importante nella stagione internazionale del trial, con lo sguardo già rivolto alle prossime sfide.