Trofeo Italiano Amatori 2016, i sei campioni si raccontano

Trofeo Italiano Amatori 2016, i sei campioni si raccontano

Il 2016 chiude la stagione incoronando sei nuovi campioni, protagonisti assoluti del principale campionato nazionale dedicato ai non professionisti. Dalle 600 alle 1000, in versione Base, Avanzata e Pro, le loro storie raccontano un motociclismo fatto di passione, sacrifici e obiettivi costruiti gara dopo gara. Età, percorsi e background diversi, con un comune denominatore: la voglia di misurarsi in pista senza essere piloti di mestiere.

Dalla 600 Base alla Pro: passione e crescita

Nella 600 Base il titolo va a Vincenzo Zampedri, 48 anni, bresciano, imprenditore nel settore alimentare e appassionato di moto da sempre, ma solo in età adulta approdato alle gare. Tornato nel 2016 al Trofeo Amatori dopo alcune stagioni dedicate alle sole , ha costruito una stagione in crescendo con la del team Dinamica Corse. Dopo le difficoltà iniziali, ha trovato il giusto feeling grazie al lavoro di squadra, migliorando costantemente tempi e risultati.

Il doppio round finale del Mugello è stato decisivo: la vittoria del rivale diretto Raffaele Perrone al sabato ha costretto Zampedri ad attaccare nella gara domenicale. Con il secondo posto di categoria, ottenuto per appena tre decimi sul diretto avversario, ha conquistato il titolo e la generale, chiusa con un margine di 90 punti al netto degli scarti. Sportivo a tutto tondo, pratica anche triathlon, a conferma di una preparazione fisica curata che ha fatto la differenza sulla distanza del campionato.

Nella 600 Avanzata si impone il romano Marco D’Ettorre, 41 anni, portacolori del team CMT Racing. Forte del successo ottenuto nel 2015 nel Trofeo Italia, ha affrontato la stagione con un obiettivo chiaro: vincere. L’avvio è stato travolgente, con un filotto di successi a , e Mugello che gli ha permesso di amministrare il vantaggio nella seconda parte del torneo, anche sfruttando gli scarti regolamentari.

D’Ettorre non è mai sceso dal podio per tutto il 2016, pur rischiando nel concitato finale del Mugello di rimettere in gioco un campionato già virtualmente nelle sue mani. Appassionato di moto di lunga data, prima del 2015 aveva disputato solo poche gare nel 1999; oggi si dedica a tempo pieno all’attività di pilota amatore, completata da allenamento in palestra per restare competitivo.

La 600 Pro parla invece il linguaggio della gioventù con Michele Cloroformio, 22 anni, di Castel Lagopesole, in sella alla Yamaha. Tre vittorie consecutive in apertura hanno indirizzato il campionato, costringendo l’inseguitore Pietro Osnato a una rincorsa fatta di numerosi secondi posti ma mai di un successo pieno, dettaglio che a conti fatti ha pesato sulla classifica.

Cloroformio vanta già un buon bagaglio di esperienza: entrato nelle competizioni a 15 anni, è stato tra i più giovani della R6 Cup, ha corso nel tricolore Stock 600 e conquistato nel 2014 il National Trophy 600, oltre a vari successi in nazionali. Dopo una stagione 2015 meno brillante, il 2016 gli ha regalato il secondo titolo in carriera e la vittoria anche nella speciale classifica Under 30, lasciando aperti i programmi per il futuro tra eventuale difesa del titolo e cambio di categoria.

Le maxi 1000 tra debutti, riscatti e strategie

Passando alle maxi, la 1000 Base ha visto l’affermazione di Riccardo Chiesura, 40 anni, di Conegliano, alla prima stagione in pista. Project manager in una società di consulenza, sposato e padre, ha iniziato il 2016 in salita con uno zero a Vallelunga e un settimo posto a Misano. Da lì in avanti, insieme al team SBK Racing Gomme di Cuneo, ha lavorato su moto e stile di guida, costruendo una serie di risultati di alto livello.

Nelle ultime cinque gare non è mai sceso sotto il secondo posto e ha centrato anche una vittoria, tanto da laurearsi matematicamente campione già nel round del sabato al Mugello. Nonostante un infortunio alla caviglia in allenamento con la supermotard, è comunque sceso in pista anche la domenica per onorare la squadra e chiudere la stagione con una bella battaglia. Arrivato al Trofeo Amatori dopo esperienze amatoriali con pit bike, ha trovato un ambiente organizzato e stimolante, che lo spinge a voler proseguire il proprio percorso, forte anche della dimostrazione di sapersela cavare sul bagnato nell’ultimo appuntamento.

La 1000 Avanzata ha regalato un finale al cardiopalma con il successo di Stefano Jondini, 27 anni, di Casalpusterlengo, su . Chimico nel settore agrofarmaceutico, ha esordito nelle gare a 19 anni nel Supermotard, disciplina in cui ha alternato stagioni e impegni di studio e lavoro. Nel 2015 è passato alla velocità pura, debuttando nel Trofeo Amatori 600 Base e chiudendo il campionato al secondo posto.

Nel 2016 è salito alla 1000 e, grazie ai tempi di riferimento, direttamente nella classe Avanzata. Il suo campionato è stato un continuo saliscendi emotivo: secondo posto a Vallelunga, zero pesante nella prima Misano, poi riscatto con un’altra seconda posizione al Mugello. Nel doppio round successivo sull’Adriatico è arrivata la svolta con una splendida vittoria domenicale che lo ha portato in testa alla generale.

Al Mugello, ultima tappa, ha sofferto in gara uno ma in gara due ha marcato da vicino il rivale Manuel Zambelli, autore di un finale perfetto con 500 punti raccolti nel doppio appuntamento. Restando incollato alle sue spalle, Jondini ha conquistato i punti necessari per il primo titolo della carriera, lasciando al rivale la consolazione delle classifiche Over 40 e Intagliate. Per il futuro non ha ancora deciso i prossimi passi, ma una cosa è certa: non ha intenzione di restare lontano dalle piste.

Il coronamento di un sogno nella 1000 Pro

Nella 1000 Pro il titolo va a Yuri Vacondio, 44 anni, reggiano, barista nell’attività di famiglia e volto noto del paddock del Trofeo Amatori. Per lui la moto è parte irrinunciabile della vita: ha sempre guidato fin da giovanissimo, ma ha potuto esordire nelle competizioni solo nel 2010, scegliendo il campionato per non professionisti del Motolampeggio come terreno di sfida.

Dopo essere andato vicino al successo assoluto già nel 2013, quando chiuse terzo perdendo il titolo all’ultima gara, Vacondio ha vissuto una stagione 2016 intensa, diviso tra lavoro quotidiano, preparazione fisica e gestione del team King Racing, che segue anche altri piloti. In sella alla Kawasaki ZX-10R ha inanellato una progressione di risultati culminata nella vittoria del secondo round di Misano, snodo che gli ha dato fiducia per il finale.

Al Mugello, consapevole di giocarsi il campionato, ha inizialmente pagato la tensione con una qualifica sottotono, salvo poi reagire nella seconda sessione firmando il proprio record personale, come già accaduto a Misano. In gara ha amministrato con intelligenza, evitando rischi inutili ma senza tirarsi indietro nella bagarre finale, controllando la classifica e portando a casa il titolo. Un successo che Vacondio considera il risultato di un vero lavoro di squadra, a partire dal sostegno della famiglia fino al contributo dei meccanici e degli amici che animano il box.

Le storie di Zampedri, D’Ettorre, Cloroformio, Chiesura, Jondini e Vacondio riassumono lo spirito del Trofeo Italiano Amatori: un palcoscenico nazionale dove chi non è professionista può vivere il sogno delle corse con organizzazione di alto livello, competizione serrata e un paddock costruito intorno alla passione condivisa.