Tucano Urbano e IED, i Millennials ridisegnano la mobilità su due ruote

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apre le porte ai Millennials per immaginare la mobilità urbana del futuro. Il marchio milanese di e per moto e scooter avvia un progetto con lo IED – Istituto Europeo di Design coinvolgendo gli studenti in un percorso dedicato alle nuove esigenze dei commuter su due ruote.

Un master per capire come si muovono i Millennials

Al centro dell’iniziativa ci sono i venti iscritti al master IED in Brand Management and Communication, chiamati a indagare il rapporto tra la generazione dei Millennials e la mobilità urbana individuale. L’analisi non si limiterà all’Italia ma abbraccerà anche le principali realtà europee, con l’obiettivo di mappare abitudini di spostamento, aspettative e bisogni emergenti.

Il progetto rappresenta la tesi di master di questa edizione del corso e si svilupperà nei mesi successivi fino alle presentazioni finali previste per la fine di ottobre. Gli studenti lavoreranno su un contesto reale, confrontandosi direttamente con il top management di Tucano Urbano e misurandosi con le logiche di del settore moto e scooter.

Per il brand, nato a Milano nel 1999 e noto per aver rivoluzionato l’uso quotidiano delle due ruote con soluzioni come il coprigambe Termoscud, si tratta di un ulteriore passo nel percorso di ascolto dei bisogni di chi vive la città in sella ogni giorno.

Dai trend globali alle idee concrete di prodotto e servizio

L’obiettivo del lavoro congiunto è trasformare i macro trend della mobilità urbana in proposte concrete destinate alle nuove generazioni di utenti. Gli studenti saranno chiamati a interpretare fenomeni come la crescente attenzione alla sostenibilità, la diffusione dei servizi condivisi, la richiesta di maggiore protezione e comfort, la digitalizzazione dell’esperienza di viaggio.

A partire da queste analisi, dovranno proporre nuove idee di prodotto o di servizio capaci di rispondere ai bisogni individuati. Le proposte più convincenti saranno selezionate da Tucano Urbano e avranno la possibilità di essere ulteriormente sviluppate, diventando potenziali progetti pilota e nuove direttrici per l’evoluzione della marca.

Il lavoro del master metterà a sistema competenze diverse, dalla lettura della geografia urbana alla comprensione dei consumer needs, fino alla definizione di nuovi territori di sviluppo per un brand che ha costruito il proprio successo su funzionalità, essenzialità e ingegnosità.

Perché questo progetto interessa il mondo delle due ruote

Il dialogo tra un’azienda radicata nella cultura scooteristica urbana e una scuola di design internazionale offre uno spaccato interessante su come potrà cambiare l’esperienza quotidiana in sella nei prossimi anni. La generazione coinvolta nel master è la stessa che, più di tutte, vive oggi la città tra mezzi privati, sharing mobility e soluzioni ibride.

Per chi segue da vicino l’evoluzione del comparto moto e scooter, l’iniziativa rappresenta un laboratorio privilegiato in cui osservare come i giovani interpretano sicurezza, praticità, stile e servizi collegati alla mobilità personale. È proprio in questo spazio che possono nascere nuove idee capaci di avvicinare ulteriormente le due ruote al pubblico urbano, superando timori legati a clima, traffico e comfort.

In prospettiva, i risultati del progetto potrebbero tradursi in soluzioni che toccano diversi aspetti dell’esperienza quotidiana su due ruote, come:

  • nuovi capi tecnici e accessori pensati per l’uso intensivo in città
  • servizi integrati che accompagnano il commuter dalla pianificazione del tragitto alla sosta
  • strumenti digitali a supporto della sicurezza e della connettività in sella
  • concept di prodotto che rispondono ai vincoli degli spazi urbani contemporanei
  • proposte per rendere più accessibile l’uso quotidiano di moto e scooter

Partendo dall’eredità di soluzioni iconiche come il Termoscud, Tucano Urbano sceglie quindi di affidarsi alla creatività dei futuri professionisti della comunicazione e del design per continuare a interpretare la mobilità cittadina. Un confronto generazionale che, se tradotto in progetti concreti, potrebbe incidere davvero sul modo in cui i Millennials – e non solo – vivranno le due ruote negli anni a venire.