MotoGP Mugello, venerdì complicato per Honda HRC Castrol

Honda HRC Castrol al Mugello cerca set-up e fiducia dopo un venerdì complicato, con Mir e Marini che devono ritrovare ritmo e feeling.
Avvio in salita per Honda HRC Castrol al Gran Premio d’Italia MotoGP al Mugello, con un venerdì segnato da condizioni miste, bandiere rosse e tanto equilibrio nei tempi. In un turno pomeridiano in cui i primi 18 piloti sono rimasti racchiusi in meno di un secondo, Joan Mir e Luca Marini hanno chiuso lontani dalla top ten e saranno costretti a passare dal Q1.
Honda HRC Castrol alle prese con un Mugello insidioso
La giornata del Mugello è iniziata con pista umida e temperature basse, presto sostituite dal caldo tipico dell’estate toscana. Proprio quando la maggior parte dei piloti stava lanciandosi per il time attack del pomeriggio, due interruzioni con bandiera rossa hanno spezzato il ritmo e reso ancora più complicata la ricerca di un giro secco pulito.
In questo contesto la Honda HRC Castrol ha faticato a trovare la finestra ideale di utilizzo delle gomme e il giusto bilanciamento della RC213V. Con uno schieramento racchiuso in pochi decimi, ogni problema di feeling si è tradotto in posizioni perse in classifica e in un margine di manovra ridottissimo per entrare direttamente in Q2.
Mir chiude 15°: passo e fiducia ancora da costruire
Tra i due piloti Honda HRC Castrol, Joan Mir è riuscito a spingersi un po’ più avanti, terminando il venerdì in quindicesima posizione. Lo spagnolo ha fermato il cronometro in 1’45.595, poco più di quattro decimi lontano dall’accesso diretto alla top ten. Un distacco minimo se letto sul cronometro, ma che al Mugello vale diverse file in griglia.
Mir ha evidenziato soprattutto la mancanza di feeling nelle fasi in cui di solito è più forte, in particolare l’ingresso in curva. Proprio questo aspetto sarà il focus del lavoro serale insieme alla squadra, con l’obiettivo di recuperare fiducia all’anteriore e sfruttare meglio il potenziale della RC213V nel misto veloce toscano.
Nonostante la giornata definita dallo stesso pilota “strana” e al di sotto delle aspettative, all’interno del box prevale un cauto ottimismo: la compattezza del gruppo e la vicinanza dei tempi lasciano aperta la possibilità di un deciso passo avanti con pochi, mirati aggiustamenti di set-up.
Marini fatica con le gomme e cerca la svolta nel GP d’Italia
Per Luca Marini il venerdì del Gran Premio d’Italia ha avuto un sapore ancora più amaro. Il pilota di casa puntava a ben altro debutto nel suo weekend al Mugello con Honda HRC Castrol, ma il feeling con la gomma morbida posteriore non è mai davvero arrivato. Con la soft nuova il #10 non è riuscito a esprimersi come previsto, trovandosi più a suo agio solo dopo il passaggio alla mescola media.
Nella parte decisiva del turno, Marini ha rimontato una gomma morbida nel tentativo di cercare il tempo, ma l’ennesima bandiera rossa ha interrotto il run nel momento cruciale, togliendogli la possibilità di sfruttare appieno il potenziale del pacchetto. Una volta rientrato in pista, la sensazione di fiducia non è tornata ai livelli desiderati e il margine di miglioramento è rimasto in gran parte inesplorato.
Consapevole di non aver raggiunto il livello atteso, Marini e il suo team si sono concentrati sull’analisi dettagliata dei dati, con particolare attenzione a:
- comportamento della RC213V con le diverse mescole posteriori
- gestione del grip in uscita dalle curve lunghe del Mugello
- stabilità nelle staccate più violente del tracciato toscano
- coerenza del feeling tra run interrotti dalle bandiere rosse
Sabato la seconda sessione di prove libere sarà decisiva per indirizzare il resto del weekend del Gran Premio d’Italia: con un gruppo così compatto, anche piccoli passi avanti potrebbero permettere sia a Mir sia a Marini di ribaltare una prima giornata complicata e presentarsi al Q1 con ambizioni ben più alte.