GP Giappone 2026, Pirelli affronta l’incognita del nuovo asfalto di Motegi

Pirelli prepara il GP del Giappone 2026, segnato dall’incognita del nuovo asfalto di Motegi e dalla scelta delle mescole.
Il nuovo asfalto di Motegi sarà la grande variabile del Gran Premio del Giappone 2026, appuntamento che apre la fase asiatica del Motomondiale. Il Mobility Resort Motegi è stato completamente riasfaltato tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 e team, piloti e Pirelli dovranno quindi costruire i propri riferimenti direttamente nelle prime sessioni del weekend, senza poter contare sui dati raccolti nelle precedenti edizioni.
Per le classi Moto2 e Moto3, il costruttore italiano ha scelto di confermare un’impostazione già adottata nel 2025, pur con pneumatici aggiornati nella loro evoluzione. La priorità sarà comprendere rapidamente il livello di aderenza della nuova superficie, la sua abrasività e l’effetto su usura e degrado delle gomme, elementi destinati a incidere tanto sul lavoro di messa a punto quanto sulle scelte per la gara.
Nuovo asfalto di Motegi, il test decisivo per Moto2
Motegi è tradizionalmente uno dei circuiti più impegnativi del calendario per l’impianto frenante. Il suo disegno stop-and-go alterna frenate violente, curve lente e accelerazioni nelle quali diventano centrali trazione e stabilità in uscita. In passato, il tracciato giapponese si era distinto per un grip non particolarmente elevato e per un consumo degli pneumatici generalmente contenuto. Il rifacimento della pista azzera però quei riferimenti.
In Moto2, Pirelli metterà a disposizione al posteriore la supersoft SCX e la soft SC0, ovvero le due soluzioni più morbide previste dalla gamma. L’allocazione resta quella dell’anno scorso, ma le coperture sono differenti rispetto al 2025: la SCX nasce dall’evoluzione della precedente specifica di sviluppo E0126, promossa a supersoft di gamma nel 2026 dopo i riscontri ottenuti nella passata stagione. La SC0 corrisponde invece alla precedente soluzione sperimentale E0125.
La SCX parte sulla carta come opzione di riferimento, coerentemente con quanto emerso nell’ultima visita del Motomondiale a Motegi. La soft SC0 potrebbe tuttavia diventare una scelta molto concreta se il nuovo manto mostrasse un livello di usura più elevato del previsto oppure se le temperature fossero basse. L’andamento meteorologico può infatti aggiungere un’ulteriore incognita a un fine settimana già segnato dalla novità della superficie.
Motegi e la scelta delle mescole Pirelli
Le prime prove saranno essenziali per indirizzare il lavoro dei team. L’aderenza offerta dal nuovo asfalto condizionerà la possibilità di sfruttare le mescole più morbide sulla distanza di gara, mentre la sua capacità di consumare il battistrada potrà spostare l’equilibrio verso la soluzione più conservativa. A Motegi, dove forti decelerazioni e ripartenze continue caricano il pneumatico posteriore, la valutazione non riguarderà soltanto il giro veloce ma soprattutto la costanza prestazionale.
Il nuovo asfalto di Motegi impone quindi un approccio pragmatico: la conferma dell’allocazione consente di partire da una base già valida, ma sarà la pista a stabilire se la gerarchia delle opzioni conosciuta finora resterà invariata. Per piloti e squadre, trovare il compromesso tra grip, trazione e durata sarà uno dei temi chiave del Gran Premio del Giappone.
Moto3 con SC1 e SC2 su entrambi gli assi
In Moto3 l’offerta comprenderà le mescole soft SC1 e medium SC2, disponibili sia per l’anteriore sia per il posteriore. Si tratta di due soluzioni che hanno già dimostrato competitività nelle gare più recenti e che dovrebbero offrire ai team un ventaglio di strategie adeguato a condizioni potenzialmente diverse nell’arco del fine settimana.
Nell’edizione 2025 del Gran Premio del Giappone, tutti i piloti avevano scelto la SC1 al posteriore, mentre davanti le preferenze si erano divise in modo equilibrato tra SC1 e SC2. Fu proprio la media SC2 a equipaggiare i primi tre classificati della gara, vinta dallo spagnolo David Muñoz in sella a una KTM. Quel precedente rappresenta un riferimento utile, ma non risolutivo alla luce della riasfaltatura.
- Moto2 posteriore: supersoft SCX e soft SC0.
- Moto3 anteriore e posteriore: soft SC1 e medium SC2.
- Variabili chiave: grip, abrasività, usura e temperature.
Il Gran Premio del Giappone offrirà dunque un banco di prova particolarmente significativo per Pirelli e per l’intero paddock delle classi intermedie e leggere. A rendere Motegi una tappa da seguire non sarà soltanto la severità del suo layout, ma soprattutto la necessità di interpretare una pista profondamente rinnovata in pochi turni di attività.