Tembaine Desert Rally 2025, debutto gelido e subito selettivo

Il Tembaine Desert Rally 2025 si è aperto nel segno del freddo e della selezione. La prima prova speciale, disputata oggi nel sud-est della Tunisia, ha accolto i rider con temperature rigide e vento teso, condizioni che hanno reso l’esordio nel deserto di Tatouine ancora più impegnativo.
Il boucle di Tatouine tra pietraie e navigazione alla cieca
La tappa inaugurale si è svolta su un percorso ad anello tracciato tra le celebri pietraie di Tatouine, il più classico dei boucle rally. Un terreno tecnico, sassoso e ruvido che non ha concesso tregua sin dai primi chilometri, mettendo alla prova guida, resistenza e capacità di lettura del roadbook.
Per molti partecipanti si è trattato del primo vero approccio alla navigazione alla cieca. La combinazione tra fondo duro, piste poco evidenti e freddo pungente ha evidenziato fin da subito le diverse interpretazioni della traccia e il livello di confidenza con la navigazione, offrendo una giornata dura ma formativa, perfettamente in linea con lo spirito del Tembaine Desert Rally.
Prime impressioni: fatica, errori e voglia di rilanciare
Al debutto assoluto nella navigazione, Daniele Braidot (#87) ha raccontato le sue difficoltà iniziali:
«All’inizio ho sbagliato ai primi bivi veri. È tutto nuovo per me, ma proprio per questo domani mi impegnerò ancora di più. Sarà tosta!»
Anche Andrea Rimatori (#34) ha vissuto una tappa fatta di qualche deviazione di troppo, senza però perdere l’entusiasmo:
«Mi sono perso un paio di volte… ma è stato bello anche questo! Il deserto ti mette alla prova e ti regala sensazioni uniche. Se questo è l’inizio, la gara sarà davvero impegnativa.»
Il campione olimpico di Sydney 2000 Miguel Martinez (#17) ha imposto un ritmo alto per buona parte della speciale, salvo poi incappare in un fraintendimento nella lettura della traccia proprio verso il finale:
«Ho girato a vuoto una quindicina di minuti cercando il traguardo… ma domani si fa meglio, ne sono certo.»
Categoria Rally: Bernardini davanti a Rento e Braidot
Nella Categoria Rally, riservata alle e-bike senza limitazioni di velocità, con batterie fino a 1600 Wh e possibilità di cambio batteria o extender, il migliore di giornata è stato Samuele Bernardini (#23), autore di una prova solida e pulita:
«Mi è sembrata una buona tappa. Se non ho saltato un waypoint… dovrei essere abbastanza in alto in classifica.»
Il suo passo gli è valso il successo di tappa davanti a Francesco Rento e a Daniele Braidot, che nonostante l’esordio nella navigazione ha costruito una performance consistente, sufficiente per salire sul terzo gradino del podio provvisorio.
Melandri tra imprevisti e divertimento
Giornata movimentata per Marco Melandri (#33), che ha condensato nella prima speciale un po’ di tutto: piccoli problemi tecnici, errori di navigazione e anche la perdita della webcam a bordo. Il bilancio, però, resta positivo:
«Mi è successo un po’ di tutto: qualche noia meccanica, ho perso anche la webcam e ho sbagliato a navigare. Per fortuna ho ripreso un gruppo e ho recuperato. Alla fine… mi sono divertito un sacco!»
Approccio più prudente per Stefano Casiraghi (#43), che ha scelto di usare la tappa come laboratorio per comprendere meglio dinamiche e ritmo del rally:
«Ho preferito prendermela con calma, osservare, capire. Più che navigare, oggi ho seguito le tracce degli altri per studiare meglio la dinamica del rally.»
Debutto sorprendente per Fabio Puddu (#49), alla sua prima esperienza in assoluto con una bici elettrica:
«Mi sono divertito tantissimo. Il motore? È come avere un amico che ti dà una spinta quando sei davvero cotto.»
Donne in gara: il sorriso di Emma Castellani
Tra le donne si è messa in evidenza Emma Castellani (#38), alla sua prima gara in bici in assoluto. Per lei l’esordio è stato positivo e accompagnato da un clima di gruppo che ha aiutato anche sul fronte della navigazione:
«È tutto nuovo per me, ma mi sta piacendo moltissimo. Niente problemi di navigazione perché abbiamo viaggiato dentro un bel gruppo compatto.»
Gioia, errori e strategia: i racconti dal gruppo
Tra i protagonisti di giornata figura anche Danilo Gioia (#132), impegnato in un doppio ruolo: rider in pista e responsabile della produzione video del Tembaine Desert Rally dietro le quinte. Gioia ha apprezzato l’intensità della speciale, pur auspicando tappe leggermente più scorrevoli nelle prossime giornate.
Fedele alla sua cifra autoironica, Alessandro Gambino (#8) ha aperto il rally con un errore di navigazione, in perfetta continuità con la passata edizione:
«Come lo scorso anno! Ma fa parte del gioco. Vedremo di recuperare tappa dopo tappa.»
Tappa sprint anche per Roberto Fabbri (#42), protagonista di una svista costata tempo prezioso e qualche manovra estrema per rientrare sul corretto tracciato:
«Per non tornare indietro mi sono arrampicato addirittura su un costone per recuperare la traccia. Avventura pura!»
Uno dei sorrisi più autentici di giornata è quello di Gioele Meoni (#112), erede di una tradizione fatta di sabbia, motori e coraggio. Figlio del leggendario Fabrizio Meoni, due volte vincitore della Parigi Dakar, Gioele è al via del Tembaine nonostante arrivi da un periodo con pochi chilometri in bici:
«In questo momento sono da considerare nel gruppo degli scarsi! Ma la voglia e la grinta non mi manca: da domani darò tutto quello che ho.»
Tappa intelligente per Andrea Garibbo (#16), che ha scelto Gambino come punto di riferimento a distanza, per poi sfruttare al meglio i momenti chiave:
«Quando lui ha sbagliato, ho accelerato per recuperare. Sul finale ho dato tutto.»
Esordio pulito e convincente per Jader Giraldi (#100), soddisfatto della sua gestione di gara:
«Credo di non aver sbagliato nulla in navigazione e ho gestito bene anche i tratti più tecnici. Un bel debutto, davvero.»
Categoria Desert: Garibbo, De Bertolis e Meoni sul podio
Nella Categoria Desert, dedicata alle e-bike con limite di velocità a 25 km/h e batterie fino a 1050 Wh, la prima tappa ha visto il successo di Andrea Garibbo, che completa così una giornata tatticamente perfetta.
Alle sue spalle si è piazzato Massimo De Bertolis, mentre il terzo posto è andato a Gioele Meoni, bravo a capitalizzare al meglio la sua gestione di gara e a conquistare un podio prezioso già al debutto.
Lo spirito Tembaine tra fatica e imprevedibilità
Questa prima giornata ha messo subito in chiaro l’identità del Tembaine Desert Rally: un mix di imprevedibilità, navigazione, tecnica, fatica e voglia di mettersi alla prova. Il freddo di Tatouine ha aggiunto un ulteriore livello di difficoltà a un terreno già esigente, esaltando chi ha saputo mantenere lucidità e ritmo.
Domani i rider affronteranno un nuovo scenario e altre sfide. La sabbia potrebbe finalmente entrare in scena e cambiare radicalmente le carte in tavola, portando il rally nel cuore del suo ambiente più iconico.
Come sempre, il deserto non regala nulla, ma ripaga con emozioni che restano impresse a lungo in chi decide di affrontarlo.