Motegi bagnata, ma Pirelli firma nuovi record in Moto2 e Moto3

Pioggia, asfalto umido e temperature basse non hanno impedito ai piloti di Moto2 e Moto3 di riscrivere i riferimenti del Mobility Resort Motegi. Nelle prime due giornate del Gran Premio del Giappone i pneumatici Pirelli DIABLO Superbike hanno accompagnato una serie di nuovi all-time lap record, siglati nonostante condizioni meteo e grip tutt’altro che ideali.
Meteo instabile e grip critico, ma i tempi crollano
Le prime due giornate a Motegi sono state costantemente condizionate da cielo molto nuvoloso e pioggia fine a tratti, con un asfalto spesso bagnato o in fase di asciugatura. Le sessioni di prova del mattino (FP e P2) si sono svolte quasi interamente sul bagnato, o con pista che andava asciugandosi solo negli ultimi minuti.
In questa fase i piloti hanno utilizzato principalmente pneumatici rain, passando alle slick solo sul finale con traiettoria ancora leggermente umida. L’unica sessione completamente asciutta è stata la P1 del venerdì pomeriggio: proprio lì, sia in Moto2 che in Moto3, sono arrivati i primi nuovi giri record della pista, poi ulteriormente migliorati il sabato in qualifica per la Moto3. In Moto2, invece, la pioggia caduta nella seconda parte della Q2 ha impedito di abbassare ulteriormente i tempi.
I pneumatici da bagnato hanno offerto un comportamento costante anche quando la traiettoria si stava asciugando, mentre le slick hanno mostrato prestazioni solide compensando la scarsa aderenza dovuta all’asfalto scivoloso e alle molte chiazze di umido in pista. Le temperature sono rimaste mediamente basse: durante le qualifiche si sono registrati circa 20 °C nell’aria e 23 °C sull’asfalto, con il picco più elevato nelle P1 del venerdì (25 °C aria, 30 °C asfalto).
Le previsioni per la domenica restano incerte: è possibile nuova pioggia tra oggi e domani, ma le gare di Moto2 e Moto3 dovrebbero comunque disputarsi su pista asciutta, con il rischio di un nuovo peggioramento del meteo nel pomeriggio.
Moto2: pole a Dixon, record a Gonzalez
Le qualifiche della Moto2 sono state fortemente condizionate dal ritorno della pioggia nella seconda parte della Q2. Jake Dixon (CFMOTO Inde Aspar Team/CFMOTO) è riuscito a firmare il tempo decisivo prima che l’intensificarsi della pioggia congelasse di fatto la sessione.
- Dixon ha conquistato la pole position con il crono di 1’52.693.
- Il nuovo giro record della pista è però arrivato in Q1 grazie a Manuel Gonzalez (QJMOTOR Gresini Moto2/Kalex), autore di un 1’49.711.
- Oltre a Gonzalez, anche Zonta VD Goorbergh e Barry Baltus sono scesi sotto il precedente record del tracciato.
Già nella P1 del venerdì pomeriggio, disputata su asciutto, tre piloti avevano infranto il vecchio riferimento, con Filip Salac (Elf Marc VDS Racing Team/Kalex) capace di migliorarlo di quasi due decimi.
Nelle qualifiche tutti i piloti, compresi Dixon e Gonzalez, hanno scelto una combinazione di pneumatici in mescola soft su entrambi gli assi: SC0 al posteriore e SC1 all’anteriore. Una scelta che ha permesso di mantenere un buon livello di grip nonostante il tracciato restasse insidioso per umidità e temperature.
Moto3: Ortolá domina e abbassa il record di 1,4 secondi
In Moto3 Iván Ortolá (MT Helmets-MSI/KTM) è stato il grande protagonista del weekend fin dalle prime battute. Più veloce in tutte le sessioni di prova e poi ancora al top in qualifica, lo spagnolo ha centrato la pole position e il nuovo giro record assoluto della pista.
- Ortolá ha ottenuto la pole all’ultimo tentativo, girando in 1’54.761.
- Con questo tempo ha migliorato di quasi 1,4 secondi il precedente record, che apparteneva a Jaume Masia (1’56.148 nel 2023).
- Già in P1 Ortolá aveva battuto il vecchio riferimento con un 1’55.550.
Il pilota KTM è stato l’unico in grado di scendere sotto il muro dell’1’55, ma non è stato l’unico a migliorare il record precedente. Nel turno P1, l’unica sessione di prove su asciutto, ben otto piloti oltre a lui sono riusciti a scendere sotto il vecchio limite, mentre in qualifica sono stati in sette a girare più forte del precedente primato del tracciato.
Ortolá ha utilizzato una combinazione di mescole orientata alla massima performance su pista a bassa aderenza: SC1 soft al posteriore e SC2 medium all’anteriore, soluzione che ha garantito stabilità in frenata e un buon livello di trazione anche con asfalto ancora non in condizioni perfette.