27 Febbraio 2026

Africa Eco Race, Gerini sbaglia e Svitko allunga

Africa Eco Race, Gerini sbaglia e Svitko allunga

Due sole tappe al traguardo della 14a Africa Eco Race e la classifica moto sembra ormai delinearsi, con Stefan Svitko sempre più saldo al comando nonostante i tentativi di rimonta di Maurizio Gerini.

Tappa 9: Akjoujt – Ouad Naga, 435 km nel caldo estremo

La nona tappa, da Akjoujt a Ouad Naga per un totale di 435 km (412 di speciale e 23 di trasferimento finale), era annunciata come la frazione dei trabocchetti, ideale per chi volesse provare a sovvertire i giochi di classifica. Nelle intenzioni di Maurizio Gerini ( Solarys) doveva essere il giorno dell’attacco a Stefan Svitko, ma le cose sono andate diversamente.

A imporsi di nuovo è stato il francese Xavier Flick (Husqvarna), che firma così la sua seconda vittoria di giornata in questa edizione. Nonostante il successo, Flick resta terzo in classifica generale, alle spalle di Gerini e di Svitko, ancora leader con un margine ulteriormente rafforzato.

Al bivacco di Ouad Naga, dove la temperatura non è mai scesa sotto i 40 gradi, Gerini ha raccontato la sua tappa: ha provato più di una strategia per innervosire Svitko e recuperare il distacco, arrivando persino a nascondersi tra le dune per spezzare il ritmo dello slovacco e guadagnare i due minuti che lo separavano dalla vetta.

Svitko, secondo al traguardo della speciale, ha adottato invece una condotta di gara prudente, limitandosi a gestire il vantaggio e a seguire il ligure, considerato l’unico vero rivale per la vittoria finale.

L’errore di Gerini e la svolta nella generale

Le piccole trappole studiate da Gerini però non hanno prodotto l’effetto sperato. È stato proprio il pilota Husqvarna a commettere l’errore decisivo: durante la speciale ha saltato una nota del road book, proseguendo dritto invece di svoltare a destra come indicato.

La successiva nota era posizionata venti chilometri più avanti, così Gerini si è reso conto dell’errore solo dopo quel punto, costringendosi a percorrere altri venti chilometri per tornare sulla giusta rotta. In totale, una quarantina di chilometri persi che gli sono costati minuti preziosi.

Lo stesso Gerini ha ammesso di essersi stupito di trovarsi completamente solo in pista e, per un momento, di aver pensato di aver interpretato meglio degli altri la navigazione, salvo poi rendersi conto della realtà opposta. Alla fine della giornata i minuti di distacco da Svitko sono diventati 43, tutti a favore dello slovacco.

Alle spalle del duello di vertice, Flick rimane terzo con un ritardo più consistente: 1 ora e 13 minuti dal ligure, nonostante la vittoria di tappa.

Italiani in evidenza e primo podio per Tarres

Buone indicazioni anche dal resto della pattuglia italiana. Massimiliano Guerrini (Husqvarna Solarys) ha chiuso ottavo la speciale, confermando una buona costanza di rendimento.

Ottima la prova anche di Francesca Gasperi, che ha conquistato una significativa 15a posizione di giornata, precedendo Paolo Bellini, 16°, mentre Stefano Chiussi ha terminato 18°.

Da segnalare inoltre il primo podio di speciale per Pol Tarres in questa Africa Eco Race : il pilota spagnolo, in sella alla Ténéré 700, ha centrato il suo miglior risultato di tappa, confermando il potenziale della bicilindrica giapponese anche tra sabbia e dune.

Chi si ferma e chi è sul camion balai

Non tutti i piloti sono partiti stamattina per la nona speciale. Wolfgang Piccardo, Alessandro Madonna e Francesco Puocci hanno deciso di utilizzare uno dei jolly concessi dal regolamento: la possibilità di saltare fino a due speciali per riprendere il via il giorno successivo. I tre hanno raggiunto il bivacco via strada, risparmiando uomini e mezzi in vista delle ultime giornate di gara.

Costretto invece al ritiro Salvatore Di Benedetto: il pilota Yamaha era riuscito ad arrivare al bivacco nella tappa precedente, ma una frattura al polso lo ha obbligato al forfait.

Restano sul camion balai i piloti rimasti a piedi nella speciale di ieri: tra loro , ma anche Stefano Turchi, Lucio Belluschi e Giuseppe Pozzo, tutti in viaggio verso il bivacco di Akjoujt. Con loro anche l’Unimog Mercedes di Giulio Verzeletti, al traino di uno dei mezzi di assistenza della gara.

L’Africa Eco Race si conferma l’unica competizione di questo tipo a recuperare anche i mezzi a quattro ruote direttamente dalla speciale. In molti altri rally, infatti, i veicoli in avaria vengono lasciati sul posto e spetta ai team o ai piloti provvedere autonomamente al recupero. In questo caso, grazie alla determinazione degli equipaggi dei camion soccorso, è stata messa in piedi un’operazione congiunta per riportare tutti i mezzi italiani in bivacco. L’obiettivo è raggiungere il campo di ieri e, entro la notte, ripartire verso Ouad Naga.

Penultima tappa: ancora sabbia e dune

Domani è in programma la decima e penultima tappa, la seconda ad anello di questa edizione, con partenza e arrivo nello stesso punto. I piloti entreranno subito in speciale al mattino, per un totale di 456 chilometri cronometrati, seguiti da un trasferimento finale di 22 chilometri fino al bivacco, con una formula identica a quella odierna.

Il menù resta invariato: sabbia e cordoni di dune che, secondo il programma, dovrebbero rappresentare gli ultimi grandi banchi sabbiosi della 14a Africa Eco Race. Le moto partiranno ancora una volta molto presto, attorno alle 6.30, per sfruttare le temperature più fresche del mattino prima che il caldo del deserto torni a farsi sentire.

Con un margine ormai importante, Svitko potrà permettersi una gestione accorta, mentre Gerini sarà chiamato all’ennesimo tutto per tutto se vorrà tenere ancora aperti i giochi per la vittoria finale.