27 Febbraio 2026

CIV, 110 anni di velocità: dai pionieri a Pirro e Agostini

CIV, 110 anni di velocità: dai pionieri a Pirro e Agostini

Dal Milano–Aprica–Milano del 1911 all’odierna ELF CIV Superbike, il Campionato Italiano Velocità festeggia 110 anni di storia e continua a essere il principale laboratorio sportivo per piloti e categorie che puntano al Mondiale. Un percorso che attraversa guerre, circuiti cittadini, autodromi e cambi generazionali, fino a un presente in cui il tricolore resta riferimento tecnico e sportivo per la velocità su pista.

Dalle strade ai circuiti: l’evoluzione del tricolore

L’8 ottobre 1911 si corre il primo Campionato Motociclistico Italiano su strada: 21 partenti sul percorso Milano–Aprica–Milano e vittorie di Carlo Pusterla su nella 500 e di Mario Acerboni su Frera nella 334. Il conflitto mondiale congela presto ogni attività, che riprende nel 1919 a Cremona e nel 1920 sulle Valli del Ticino, con 84 piloti al via in quattro classi.

Dal 1921 il Campionato si struttura su dodici prove, alternando circuiti, salite e granfondo come il Raid Nord-Sud, formula che consolida la notorietà della serie. In questi anni emergono nomi come Ruggeri, , Panella, Tenni e Pigorini, insieme a Tazio Nuvolari, campione in 500 nel 1924 e in 350 nel 1926. La seconda guerra mondiale impone un nuovo stop tra il 1940 e il 1945.

Nel dopoguerra esplode l’era dei circuiti cittadini, mentre nascono i primi grandi autodromi: Imola viene inaugurato nel 1953, aggiungendosi a Monza e Modena, e nel 1957 l’ex ippodromo di diventa pista permanente. In quegli anni il tricolore va a piloti come Umberto Masetti, Libero Liberati, Enrico Lorenzetti, Tarquinio Provini, Carlo Ubbiali, Remo Venturi e Renzo Pasolini.

Il 1964 segna il debutto di Giacomo Agostini, che con la Moto Morini domina la 250 (solo una scivolata a Vallelunga rompe la serie di successi) e conquista il suo primo titolo italiano. Da lì in avanti “Ago” arriverà a 16 titoli nazionali, diventando il pilota più vincente di sempre nel CIV.

L’era degli autodromi e la nascita del CIV moderno

All’inizio degli anni Settanta l’inaugurazione dell’allora Santamonica di Misano completa il passaggio definitivo dalle gare stradali agli autodromi. Il Campionato 1973 tocca Modena, Imola, Misano e Vallelunga, con la 500 dominata dalla MV Agusta di Agostini. Nel frattempo nasce un altro impianto destinato a diventare iconico anche per il : il Mugello.

Tra anni Ottanta e Novanta entrano nuove formule di gara, con il debutto della Superbike e della Sport Production. Il Campionato Italiano vede al via specialisti del calibro di Lazzarini, Villa, Bianchi, Reggiani, Lucchinelli, Ferrari, Gianola, Chili, Cadalora, Pirovano, Tardozzi e Uncini. Negli anni Novanta l’albo d’oro si arricchisce di nomi come Fausto Gresini, Marcellino Lucchi, Paolo Casoli, , e Manuel Poggiali.

Nel 2000 il tricolore ha bisogno di un nuovo slancio: la Commissione Tecnico Sportiva affida l’organizzazione a una società riminese guidata da Giuseppe Morri e Alberto Fantini. Nasce il CIV con una struttura più moderna e cinque classi al via: Superbike, Supersport, Superstock, e 125 GP. Nel 2001 arriva il cronometraggio unico di Perugia Timing, lo stesso del Mondiale Superbike, mentre in pista emergono protagonisti come Cruciani, Pedercini, Brignola, Roccoli, Polita, Petrucci, Savadori, Gramigni, Scassa, Borciani, Pirro e Baiocco.

Il 2009 segna un ulteriore punto di svolta: la assume in prima persona gestione, organizzazione e promozione del Campionato, avviando un percorso di rinnovamento che porterà il CIV al format attuale.

Nuove classi, talenti per il Mondiale e i re del CIV

Nel 2012 fa il suo ingresso nel Campionato la Moto3, che rende il CIV uno dei pochi campionati nazionali a ospitare stabilmente questa categoria. Il primo titolo va a Kevin Calia; negli anni successivi in Moto3 si affermano piloti come Lorenzo Dalla Porta, Andrea Locatelli e Marco , oggi protagonisti iridati.

Nel 2014 nasce la Premoto3, pensata per i giovanissimi tra 12 e 15 anni, con l’obiettivo di farli crescere sui principali circuiti italiani. Da questa categoria passano futuri protagonisti come Celestino Vietti Ramus e Tony Arbolino. Nel 2017 arriva poi la SS300, entry class dedicata alle derivate di serie, il cui regolamento diventerà un riferimento per la corrispondente categoria del Mondiale.

L’attuale ELF CIV propone una Superbike rinnovata con centralina unica Motec, scelta tecnica che ha reso la categoria più equilibrata e spettacolare. La Moto3 continua a sperimentare il motore 450, pensato per abbattere i costi e ridurre l’impatto acustico, mentre la Premoto3 è legata a programmi Red Bull per favorire l’accesso dei migliori giovani italiani alla scena iridata.

Negli ultimi anni sono molti i piloti transitati dal CIV al Mondiale, a conferma del ruolo formativo del campionato. Tra questi spiccano:

  • Francesco Bagnaia
  • Franco Morbidelli
  • Dennis Foggia
  • Fabio Di Giannantonio
  • Michael Ruben Rinaldi
  • Axel Bassani

Nella stagione Michele Pirro, con l’ottavo titolo tricolore complessivo (cinque in Superbike, due in Stock 1000 e uno in Supersport 600), raggiunge Carlo Ubbiali e Walter Villa al terzo posto della classifica dei piloti più vincenti di sempre nell’Italiano. In testa alla graduatoria resta saldamente Giacomo Agostini con 16 titoli, seguito da Tarquinio Provini a quota 11. Un podio ideale che racconta 110 anni di velocità italiana, tra pionieri, fuoriclasse e una tradizione sportiva che continua a rinnovarsi.