BMW Group lega il premium alla sostenibilità entro il 2030

Il BMW Group ridefinisce la propria strategia mettendo sostenibilità ed efficienza delle risorse al centro delle decisioni industriali e finanziarie. La casa di Monaco introduce per la prima volta obiettivi vincolanti di riduzione della CO2 lungo l’intero ciclo di vita del veicolo, con un traguardo minimo di meno un terzo di emissioni per vettura entro il 2030. Una scelta che punta a legare in modo strutturale il concetto di premium alla responsabilità ambientale.
Una strategia aziendale guidata dalla CO2
La nuova direzione del BMW Group non è limitata ai prodotti, ma investe l’intera organizzazione. Il Consiglio di Amministrazione e il top management verranno valutati anche sulla base del raggiungimento di precisi obiettivi di sostenibilità, inseriti tra i parametri chiave della performance aziendale. In questo modo la riduzione delle emissioni diventa un criterio operativo al pari degli indicatori economici.
L’azienda dichiara di basare i nuovi traguardi su obiettivi scientifici, allineando la propria traiettoria di decarbonizzazione alle indicazioni della comunità scientifica sul clima. Il principio del miglioramento continuo rimane alla base dell’approccio: dopo anni in cui il gruppo ha introdotto standard ambientali nelle proprie attività, ora queste misure vengono integrate in una strategia di lungo periodo che guarda esplicitamente al 2030.
La novità principale riguarda l’estensione del perimetro di responsabilità: non si considera più soltanto ciò che accade negli stabilimenti, ma l’intero ciclo di vita del veicolo, dalla fornitura delle materie prime alla produzione, fino alla fase d’uso e al fine vita. Per i veicoli prodotti nel 2019, circa 2,5 milioni di unità, una riduzione media di almeno un terzo significherebbe tagliare oltre 40 milioni di tonnellate di CO2 lungo il ciclo di vita complessivo entro il 2030.
Prodotto elettrificato e ciclo di vita sotto controllo
La strategia ambientale del BMW Group passa in modo deciso attraverso l’elettrificazione. La casa tedesca prevede una forte espansione della propria gamma a batterie e ibrida, con l’obiettivo di mettere su strada oltre sette milioni di veicoli elettrificati entro il 2030. La riduzione delle emissioni in uso è uno dei cardini per contenere l’impatto complessivo della flotta.
L’azienda lega però la propria visione a una logica di ciclo di vita completo. Le emissioni non vengono considerate solo allo scarico, ma anche nella fase di produzione del veicolo e delle componenti, in particolare dei sistemi di trazione elettrica e delle batterie. Questo richiede un controllo più stretto sulla catena di fornitura, sul mix energetico utilizzato negli stabilimenti e sulla gestione delle risorse lungo tutta la filiera.
Nelle intenzioni del gruppo, sostenibilità e fascia premium dovranno procedere insieme. Il marchio punta a rafforzare la propria identità proponendo veicoli con contenuti tecnologici avanzati e, allo stesso tempo, con un’impronta ambientale ridotta rispetto al passato. La responsabilità nella gestione delle risorse viene presentata come parte integrante del valore percepito dal cliente.
Produzione, filiera e risorse: gli obiettivi chiave
Il BMW Group fissa obiettivi quantitativi per la produzione e le sedi. Le emissioni di anidride carbonica generate dagli impianti per ogni veicolo prodotto dovranno essere ridotte dell’80%. Si tratta di un taglio che implica un profondo adeguamento dei processi industriali, del mix energetico e delle tecnologie utilizzate nella manifattura.
In parallelo, la casa bavarese punta a costruire quella che definisce la filiera più sostenibile del settore. L’attenzione si concentra sulla scelta di fornitori, sulle modalità di approvvigionamento e sull’efficienza nell’uso delle materie prime. L’obiettivo è diminuire l’impatto ambientale già nelle fasi che precedono l’assemblaggio finale del veicolo, riducendo consumi energetici ed emissioni associate ai materiali impiegati.
Un altro pilastro della strategia è l’economia circolare, indicata come visione guida per la gestione delle risorse. Ciò significa ripensare i prodotti e i processi per aumentare il tasso di recupero e riutilizzo dei materiali, ridurre gli sprechi e prolungare il valore delle risorse lungo più cicli produttivi. In prospettiva, questo approccio mira a limitare la dipendenza da materie prime vergini e a contenere l’impatto complessivo del parco circolante.
Nel complesso, i principali impegni dichiarati dal gruppo si possono sintetizzare in alcuni punti essenziali:
- inserimento di obiettivi ambientali tra i criteri di valutazione del top management
- riduzione di almeno un terzo delle emissioni di CO2 per veicolo sul ciclo di vita entro il 2030
- oltre sette milioni di veicoli elettrificati previsti sulle strade entro il 2030
- taglio dell’80% delle emissioni di CO2 per veicolo provenienti da produzione e sedi
- rafforzamento della sostenibilità della catena di fornitura
- sviluppo di un modello industriale ispirato all’economia circolare
Per un settore automotive chiamato a ridurre rapidamente il proprio impatto ambientale, la svolta annunciata dal BMW Group rappresenta un passaggio significativo. Il successo di questa strategia dipenderà dalla capacità di tradurre gli obiettivi di sostenibilità in scelte concrete di prodotto, processi e partnership industriali, mantenendo al contempo competitività e coerenza con il posizionamento premium del marchio.