28 Febbraio 2026

WorldSBK Phillip Island, Bautista debutta e domina con la Ducati V4 R

WorldSBK Phillip Island, Bautista debutta e domina con la Ducati V4 R

La stagione del Mondiale si apre nel segno di e della nuova Ducati Panigale V4 R. Sul velocissimo tracciato di Phillip Island lo spagnolo domina Gara 1 al debutto assoluto nella categoria, costruendo un vantaggio abissale su e sfruttando al meglio le gomme Pirelli in un contesto tra i più impegnativi per gli pneumatici.

Bautista, debutto da record con la Panigale V4 R

Bautista, trentiquattro anni, firma una delle prestazioni più nette degli ultimi anni in Superbike. Scattato dalla terza casella, prende subito il comando e impone un ritmo insostenibile per tutti, chiudendo con quasi 15 secondi di margine sul campione del mondo in carica Jonathan Rea con la ZX-10RR e completando un podio multicolore con Marco Melandri, terzo con la YZF R1.

Con questo successo lo spagnolo diventa il quarto pilota nella storia del WorldSBK a vincere al debutto nella categoria, impresa riuscita in precedenza solo a Yuichi Takeda e John Kocinski nel 1996 e a nel 2007. Un risultato che pesa doppio perché arriva anche al primo weekend iridato della Panigale V4 R, il nuovo riferimento Ducati tra le derivate di serie.

Alle spalle dello spagnolo, Jonathan Rea non riesce a replicare lo strapotere mostrato in , dove aveva firmato il nuovo record del circuito in 1’29.413. In gara il nordirlandese deve fare i conti con un passo meno efficace, ma porta comunque a casa un secondo posto importante in ottica campionato. Melandri completa il podio dopo una rimonta nella seconda parte di gara, coronata dal sorpasso su Alex Lowes nel penultimo giro.

La gara: fuga solitaria e podio tricolore

Al via di Gara 1 Bautista parte forte e si mette davanti a tutti già alla prima tornata. Alle sue spalle si forma inizialmente un trenino guidato dal poleman Rea, seguito dal compagno di squadra e dalla Yamaha di Alex Lowes. Toprak Razgatlioglu risale rapidamente fino alla quarta posizione, mostrando grande aggressività nelle prime fasi.

Nel corso del quarto giro Haslam supera Rea e prova a lanciarsi all’inseguimento della Ducati numero 19, ma lo sforzo dura poco: lo spagnolo continua a girare su un passo costante, costruendo progressivamente il margine che lo porterà a un finale di gara in pieno controllo. La corsa di Haslam viene compromessa nel tredicesimo giro da una scivolata alla curva 4, che lo relega nelle retrovie e spalanca le porte del podio ad Alex Lowes.

Nella seconda parte di gara emerge Marco Melandri, abile a gestire il consumo delle gomme e a risalire fino alla quarta posizione. L’italiano del team GRT Yamaha completa l’opera nel penultimo giro, quando supera Lowes e si prende il terzo gradino del podio alle spalle di Bautista e Rea. Il finale è a tinte decisamente rosse, con la Ducati Panigale V4 R che taglia il traguardo da sola, mentre alle sue spalle si conferma l’equilibrio tra le principali case del campionato.

La top ten vede quattro Yamaha, tre Ducati, tre Kawasaki e le prime a punti con settimo e Markus Reiterberger tredicesimo. Chaz Davies, ancora in fase di adattamento alla nuova V4 R, chiude in decima posizione ma si mette in luce per la velocità di punta più elevata registrata in gara: 318,6 km/h con le Pirelli Diablo Superbike.

Pirelli, gestione gomme decisiva a Phillip Island

Phillip Island è storicamente uno dei tracciati più severi al mondo per gli pneumatici, soprattutto sul lato sinistro, a causa delle lunghe curve ad alta velocità e delle temperature elevate dell’asfalto. In questo contesto la capacità di gestire il degrado gomma diventa un fattore centrale tanto per i piloti quanto per i team.

Bautista e il team Aruba.it Racing – Ducati hanno impostato il lavoro del weekend proprio sulla distanza gara: nei test e nelle prove libere lo spagnolo ha cercato il limite delle soluzioni Pirelli per poi concentrarsi sulla costanza di rendimento, strategia premiata da un passo nettamente superiore sulla lunga distanza.

Per Gara 1 la scelta dei piloti al posteriore è stata unanime: tutti hanno optato per la Pirelli Diablo Superbike in mescola media di sviluppo W1049 in misura maggiorata 200/65, a conferma di un riferimento tecnico ormai consolidato per la categoria su questo tracciato.

Più varia la situazione all’anteriore, con tre opzioni effettivamente utilizzate in griglia:

  • SC2 di sviluppo X1071 in misura 125/70, scelta da 10 piloti
  • SC1 di gamma in misura 125/70, montata da 8 piloti
  • SC1 di gamma in misura 120/70, utilizzata solo da Sandro Cortese

Pirelli ha assegnato alla classe Superbike un totale di 5 soluzioni anteriori e 7 posteriori tra asciutto, intermedie e rain, con 76 pneumatici a disposizione per ogni pilota (39 anteriori e 37 posteriori). In condizioni meteo ideali, con 21 gradi nell’aria e 46 gradi sull’asfalto, Bautista ha firmato anche il Pirelli Best Lap Award grazie al miglior giro in 1’30.884 ottenuto al terzo passaggio, ulteriore conferma della perfetta sintonia tra il pacchetto Ducati e le gomme italiane.

La prima gara dell’anno consegna così un messaggio chiaro: la nuova Panigale V4 R e Bautista sono candidati seri al ruolo di protagonisti del mondiale, mentre Rea e Kawasaki restano il punto di riferimento da battere sulla costanza. Alle spalle, Yamaha e BMW mostrano segnali incoraggianti in una stagione che si annuncia tra le più combattute degli ultimi anni.